STUDIO2046 presenta RENAISSANCE, la capsule collection che porta l’artigianato nel futuro

Oggi lo chef numero uno al mondo è Massimo Bottura con il suo ristorante Osteria Francescana, certificato tre stelle Michelin e considerato il miglior ristorante del mondo. La cucina di Massimo Bottura è raccontata da lui stesso come un mix di tradizione e innovazione: come un occhio critico che osserva la tradizione italiana, da cui prende il meglio, per ricontestualizzarlo all’interno del presente.
Questa premessa per introdurre Renaissance.

STUDIO2046 è una piattaforma multidisciplinare italiana di architettura, product e interior design creata da Daniele Daminelli, che nel corso degli anni ha delineato un linguaggio ben preciso fondato sulla commistione di stili e materiali, tecniche e innovazione. All’interno degli spazi di Artcurial – casa d’aste francese con una sede a Milano, zona Porta Venezia – ha presentato il suo ultimo progetto, la capsule collection Renaissance.

La collezione si pone come obiettivo quello di coniugare mondi apparentemente distanti, attraverso un tripolio di influenze molto differenti tra di loro ma che costituiscono le fondamenta della ricerca propria di STUDIO2046. In prima battuta c’è il recupero dell’artigianato italiano più classico, delle lavorazioni di fino e del mobilio di qualità. In seconda battuta ci sono le influenze asiatiche. Infine c’è il gusto per la scultura minimalista degli anni Sessanta e Settanta.
Questa unione pone in relazione luoghi e momenti diversi, sia da un punto di vista geografico sia temporale con risultati peculiari e, per certi versi, sorprendenti. Il know how e la scelta di specifici set di oggetti rendono la collezione un esempio perfetto di come il design possa intrecciare attorno a se temi e stili unici anche se, apparentemente, inconciliabili.



previous arrow
next arrow
Slider


Senza dubbio il legante dell’intero processo è l’ispirazione di stampo scultorea e minimalista riconducibile ad artisti come Carl Andre, attraverso la quale parallelepipedi molto lavorati e dal peso scultoreo molto significativo, si uniscono al legno antico, creando un clash visivamente forte ma altrettanto interessante.
Parallelamente a queste forme così nette c’è la sinuosità del legno lavorato che, sia nella sua produzione artigiane italiana, sia negli intagli cinesi, prende nuova vita una volta accostato a un linguaggio contemporaneo. Questi oggetti di recupero sono in questo modo rivitalizzati e tirati a lucido dalla mano di tecnici specializzati.
Il tavolo e le sedie sono, in questo senso, forse l’esempio migliore di come questo complesso meccanismo possa muoversi all’unisono perché le peculiarità di ciascun elemento spariscono all’interno del contesto, riemergendo solo se vengono osservate come singoli.
Il fine ultimo che cerca di raggiungere STUDIO2046 con Renaissance è quello di creare un design il più possibile sostenibile tramite il recupero dei materiali e la loro riattivazione, da un punto di vista estetico e concettuale. Renaissance si propone di creare mobili che possano avere una vita al di là delle circostanze più immediate, in grado di travalicare il qui e ora.
Come si diceva all’inizio, parlando della cucina di Massimo Bottura, lo sguardo critico che Renaissance rivolge al passato serve a contestualizzare il progetto nel presente, mantenendo il meglio ci ciò che è stato per proiettarlo nel futuro.

Marco Bianchessi


www.studio2046.com

Instagram: studio.2046


Caption

Daniele Daminelli – Courtesy STUDIO2046

STUDIO2046, Renaissance – veduta dell’allestimento presso Artcurial, Milano – Courtesy STUDIO2046

STUDIO2046, Renaissance – veduta dell’allestimento presso Artcurial, Milano – Courtesy STUDIO2046

STUDIO2046, Giotto Chair – Courtesy STUDIO2046