Pelo nell’uovo, il podcast di Ginevra Rutherford che racconta la storia dell’arte da una nuova prospettiva

“Sei sicuro che l’ARTE parli solo di geni da idolatrare e di opere da contemplare?”. Partendo da questa domanda Ginevra Rutherford ha dato vita a Pelo nell’uovo, un innovativo podcast che vuole andare oltre la storia dei grandi maestri per proporre una nuova narrazione che pone al centro gli artisti emarginati e le vicende meno note della storia dell’arte.

Il progetto, liberamente fruibile sulle più note piattaforme streaming come Spotify e Amazon Music, è affiancato da un’attivissima pagina Instagram ideata per entrare in dialogo diretto con il pubblico e sviluppare i contenuti dei podcast con testi, immagini e video, utilizzando un linguaggio semplice e diretto, che comunica in maniera efficace anche gli aspetti più complessi dell’universo artistico.

Per meglio scoprire come punzecchia il mondo dell’arte questo Pelo nell’uovo abbiamo dialogato con Ginevra.


Chi è Ginevra Rutherford e perché ha deciso di tuffarsi nell’universo dei podcast?

Ginevra è una studentessa che, dopo anni e anni di studi di storia dell’arte, è arrivata a una conclusione: l’arte, così come viene affrontata, non funziona del tutto.
E non solo nell’ambito liceale, in cui si studia la storia ufficiale, quella dei grandi maestri e dei loro capolavori inarrivabili, ma anche in quello accademico: seppur in questo caso l’arte sia certamente diversa e disallineata da quella dei manuali, questa narrazione rimane comunque confinata in un contesto privato ed elitario.
L’arte, a mio avviso, dovrebbe essere alla portata di tutti e non circoscritta a pochi conoscitori: da qui nasce il bisogno di parlarne in maniera diversa, più semplice e accessibile, senza mai escludere l’importanza del contenuto.
Mi ci sono voluti circa cinque mesi di lavoro per far nascere – l’8 giugno 2023, data dell’uscita del primo episodio – Pelo nell’uovo; non direi quindi che “ho deciso di tuffarmi in questo universo”, quanto piuttosto che ne sono entrata poco a poco, passo dopo passo, con consapevolezza e voglia di coinvolgere più persone possibili!

Pelo nell’uovo, come nasce il titolo del tuo progetto e quali tematiche vuoi indagare?

Pelo nell’uovo è  un modo di dire che ho preso alla lettera. Per raccontare una contronarrazione è necessario ricercare, o forse essere, il Pelo nell’uovo: insistere nella ricerca meticolosa di quel dettaglio, apparentemente nascosto, che c’è e che vuole rivendicare la sua presenza.
Pelo nell’uovo è a disposizione di tutti, è rivolto ai conoscitori dell’arte, a chi non se n’è mai minimamente interessato e, soprattutto, a chi si è soltanto imbattuto nella storia dell’arte ufficiale.
Le tematiche del podcast sono diverse, ma quelle rilevanti sono indubbiamente la questione di genere, l’inclusione storica, e, soprattutto, il rifiuto dell’elitarismo dell’arte.

Quando prepari un contenuto quali linee guida segui e come scegli i protagonisti dei tuoi racconti?

Potrebbe sembrare scontato ma, innanzitutto, il contenuto mi deve piacere: se non avessi particolare interesse, so per certo che non lo scriverei al meglio.
Non è semplice conciliare vita privata, accademica e lavorativa, e impiegare tempo nel produrre qualcosa che non ti stimola a pieno, può essere solo controproducente.
Per quanto riguarda la scelta dei miei protagonisti, cerco di essere il meno ripetitiva possibile: se in un episodio tratto di un’artista donna, in quello successivo decostruisco un cosiddetto grande artista; se in un episodio tratto di una mostra, in quello successivo invito un ospite, e così via.

Hai novità in programma?

Sì!
Da quando Pelo nell’uovo è nato, ho sempre riportato i contenuti come storie raccontate da una voce singola (la mia).
A settembre partirà un nuovo format più scorrevole: inviterò alcuni ospiti e discuteremo insieme svariate tematiche.
Sono personalità differenti tra loro: alcune sono più attive sui social, altre più in ambito accademico, altre ancora non hanno nemmeno a che fare con il mondo dell’arte.
Ciò che accomuna queste figure è la grande stima che ho nei loro confronti e la certezza che con loro possono nascere solo discorsi di valore.

Non solo podcast. Che funzione attribuisci alla tua pagina Instagram e come ti permette di interagire con il pubblico?

“Non solo podcast”, hai centrato il punto!
Essendo Pelo nell’uovo un podcast bimensile, nelle settimane in cui non esce un episodio mantengo attivo il profilo con contenuti extra in formato post o, da qualche settimana, in formato reel.
Il mio obiettivo è quello di far conoscere l’arte, specialmente quella contemporanea, a più persone possibili ma non attraverso una divulgazione fine a sé stessa, bensì tramite una comunicazione dinamica, di contenuto e, soprattutto, accessibile.

A cura di Marco Roberto Marelli


Instagram: pelo.nell.uovo