Nel cuore di Milano il giardino segreto di Maria Magdalena Campos-Pons

Maria Magdalena Campos-Pons nasce a Cuba nel 1959. Da un punto di vista generazionale potrebbe essere perfettamente inserita in quel gruppo di artisti, nati attorno al 1965, che, generalizzando, potremmo definire di orientamento neo-concettuale. Il condizionale però è qui necessario in quanto Campos-Pons è in realtà di qualche anno più grande dei suoi colleghi e, come tutti gli operatori estetici le cui date di nascita si schiacciano verso il 1960, risente di una corrente fredda. Le sue opere si occupano maggiormente di vita concreta, non lasciano molto spazio alle provocazioni superficiali, la sua ricerca la conduce in prima persona a stretto contatto con quella sfera quotidiana che la coinvolge sia dal punto di vista personale sia dal punto di vista collettivo. Certo, rimane in lei la volontà di rendere più accattivante il messaggio delle sue opere, utilizzando in maniera efficace i media che la sua epoca gli offre, ma diversamente dai terribili ex-ragazzi del ’65 la sua poetica è influenzata da un moto di reazione nei confronti di quegli anni Ottanta dove fare pittura sembrava tutto. Insieme ad artisti suoi coetanei, quali Maurizio Cattelan o Liliana Moro, la Campos-Pons fa parte di quel “club dei freddi”, come lo ha definito Fabriano Fabbri, che per primo ha cercato di trasformare l’arte concettuale per renderla più ricettiva nei confronti del grande pubblico, per trasformarla in un linguaggio internazionale che mantiene la volontà di esprime messaggi profondi e spesso molto più complessi di come appaiono in prima istanza.



previous arrow
next arrow
Slider


Tema centrale del lavoro di Maria Magdalena Campos-Pons è la ricerca sulla sua identità, sul suo essere donna, sul suo essere di colore e sul suo essere un’esule cubana di origini nigeriane. Al centro di tutto vi è una riflessione autobiografica, un discorso unificante e ricco che prende forma a Milano, nello spazio espositivo temporaneo ideato da Giampaolo Abbondio in Corso Matteotti 5, attraverso un progetto che non si lascia travolgere dai disagi di questa nostra nuova quotidianità facendosi resiliente e intimo, ricco di nuove tattilità emotive. Sviluppando una tematica cardine come quella del rapporto uomo – ambiente, María Magdalena Campos-Pons immagina In the garden come “[…]un luogo che invitasse lo spettatore alla redenzione e al peccato, una zona di negoziazione, pacificazione e risoluzione. L’opera è sia monumentale che intima, poiché contrappone luoghi di iniziazione e di cultura interculturale o narrazioni geografiche. Nel dare vita a questo progetto, ho riflettuto profondamente su come il tempo cambia e i gesti e i comportamenti umani creano continuamente trasformazioni e cancellazioni, uniformando la nostra esperienza umana come specie su questo pianeta”.

Inizialmente ideato per dare forma raccolta ed empatica a uno stand della fiera di Dubai, l’ambiente di nuove relazioni – realizzato a cura di Francesca Pasini e fruibile su appuntamento fino al 13 settembre 2020 – crea un luogo allo stesso tempo pubblico, aperto alla città, e profondamente intimo e riservato, in cui cogliere per sottrazione, dove l’oggi conflittuale nei confronti di una natura che ci ha isolati può dare vita a un rinnovato legame pre-razionale, a una nuova sintesi biologica ed etica.

Marco Roberto Marelli


Maria Magdalena Campos-Pons

In the garden

a cura di Francesca Pasini

26 Giugno – 13 Settembre 2020

Galleria Giampaolo Abbondio – spazio espositivo temporaneo – Corso Matteotti, 5 – Milano

www.giampaoloabbondio.com

Instagram: galleriagiampaoloabbondio


Caption

Vedute dell’installazione In the garden di Maria Magdalena Campos-Pons nello spazio espositivo temporaneo della Galleria Giampaolo Abbondio in Corso Matteotti 5 a Milano – Courtesy Giampaolo Abbondio, ph Antonio Maniscalco

Vedute dell’installazione In the garden di Maria Magdalena Campos-Pons nello spazio espositivo temporaneo della Galleria Giampaolo Abbondio in Corso Matteotti 5 a Milano – Courtesy Giampaolo Abbondio, ph Antonio Maniscalco

Vedute dell’installazione In the garden di Maria Magdalena Campos-Pons nello spazio espositivo temporaneo della Galleria Giampaolo Abbondio in Corso Matteotti 5 a Milano – Courtesy Giampaolo Abbondio, ph Antonio Maniscalco

Maria Magdalena Campos-Pons, Ritratto – Courtesy Vanderbilt University