Italian Twist. Elisa Carollo e Mattia Solari riattivano le Gallerie delle Prigioni per condurci alla scoperta della cultura visiva proposta dai giovani artisti italiani

Fondazione Imago Mundi riapre le Gallerie delle Prigioni con Italian Twist, mostra collettiva che presenta una selezione di 19 artisti italiani, nati principalmente negli anni Ottanta e Novanta.
Un ricco public program, in presenza e fruibile attraverso i canali social, affiancherà i diversi linguaggi e le differenti pratiche mediali proposte negli spazi espositivi trevigiani fino al 26 settembre 2021.
Per conoscere meglio il progetto e il fare di Fondazione Imago Mundi abbiamo dialogato con i curatori Elisa Carollo e Mattia Solari.


Come nasce il progetto Italian Twist e da quali esigenze critiche è guidato?

Italian Twist nasce nei primi mesi di quest’anno quando, ancora in semi-lockdown, abbiamo effettuato delle studio visit con diversi artisti sparsi nella penisola.

Questi incontri ci hanno indotto a riflettere sull’impatto del blocco delle mostre e sulla necessità di stimolare una ripartenza offrendo anche l’opportunità ad alcuni artisti emergenti di poter produrre nuovi lavori. La mostra, in questo senso, è nata proprio dal dialogo con gli artisti stessi, sviluppando assieme un progetto che avesse senso in questo specifico momento per la loro ricerca e rispetto il particolare contesto storico in cui ci troviamo.

Italian Twist è, tra l’altro, la mostra di riapertura degli spazi, e inaugura una nuova fase di sviluppo per la Fondazione. Risponde pertanto anche a un’intenzione specifica di presentarsi innanzitutto come istituzione per il contemporaneo, che sostiene anche la scena artistica nazionale emergente. Partire dall’Italia, e in particolare da artisti attivi principalmente dall’ultimo decennio, è un auspicio per una ripartenza che possa essere stimolata anche da queste energie creative presenti nel paese; in questo senso la mostra è un tentativo di sondare come l’arte possa aiutarci a comprendere e a reinventare il mondo, in questo momento di cambiamenti e svolte.

Il vostro progetto presenta il fare di 19 artisti italiani, principalmente nati negli anni Ottanta e Novanta: come sono stati selezionati e quali affinità estetiche e tematiche avete rilevato e indagato?

La selezione è stata minima, abbiamo stilato una lista di artisti, li abbiamo incontrati e discusso con loro; da questo dialogo abbiamo cercato di costruire poi un corpus di opere eterogeneo che potesse restituire un’immagine del panorama artistico italiano attuale, sebbene pur sempre parziale.

Le affinità sono emerse in seguito, evidenziate da dialoghi che le opere stesse ci hanno suggerito. Senza voler forzare o imporre interpretazioni, abbiamo accostato solo in un secondo momento alcuni autori le cui ricerche sembravano andare nella stessa direzione. Questo, ad esempio, è il caso dell’opera dei The Cool Couple e di Irene Fenara, che riflettono entrambi sugli aspetti della sorveglianza nel mediascape contemporaneo, o delle opere di Luca Trevisani, Fabio Roncato e Serena Vestrucci, che condividono una riflessione comune fra tempo, materia e processi naturali che danno forma all’opera.

Con che modalità Fondazione Imago Mundi promuove le più recenti generazioni di artisti italiani e come il territorio interagisce con i progetti proposti?

Con Italian Twist Fondazione Imago Mundi si è impegnata nella produzione delle opere di sei artisti presenti in mostra. Soprattutto nel caso degli artisti più giovani abbiamo voluto stimolarli a produrre lavori in stretto dialogo con l’identità del luogo espositivo, chiedendo di produrre opere site-specific.



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Come hanno dialogato gli artisti con gli spazi delle Gallerie delle Prigioni, e quanto questo display ha influenzato il loro fare?

Gallerie delle Prigioni presenta degli spazi sicuramente molto connotati, ma anche molto suggestivi che possono stimolare riflessioni e progettualità artistiche interessanti, sia per il forte carattere architettonico sia per il sapiente restauro effettuato da Tobia Scarpa.

In particolare, il contesto architettonico e l’identità storica del luogo ha influenzato alcuni dei progetti site-specific prodotti per la mostra: dalla riflessione sul tema del giudizio di Alessandro Simonini, alla condizione di assoggettamento psicofisico e annullamento identitario a cui è sottoposto l’individuo nell’ambiente carcerario affrontata nell’installazione di Di Liberto, fino al “fossilizzarsi” degli elementi essenziali di una cella, nei calchi d’affresco di Ludovico Orombelli.

Quale immagine complessiva della cultura visiva italiana emerge dalla mostra e quale il suo rapporto con l’universo arcipelago in cui siamo tutti immersi?

Un’immagine complessiva è sempre chimerica: con questa mostra non possiamo, né vogliamo avere l’ambizione di offrire una panoramica omnicomprensiva dell’arte italiana oggi.

Italian Twist si limita a raccogliere alcuni dei frutti maturati negli studi degli artisti in questi ultimi anni, cercando di sondare quelle che sono le visioni e riflessioni presenti nel nostro paese.

D’altra parte, la mostra parte e si pone anche in qualche modo come aggiornamento delle Imago Mundi Collection dedicate al nostro paese, nel loro intento di offrire una panoramica polifonica e eterogenea della produzione culturale e artistica.

Possiamo dire che, nel loro insieme, queste opere compongono alcuni angoli di quel arcipelago che navighiamo quotidianamente: un presente accelerato, rizomatico e complesso, in cui tentiamo una ricerca di senso del tempo che viviamo, tramite le tematiche che gli artisti riescono a intercettare, e spesso anticipare, nelle loro opere.

A cura di Marco Roberto Marelli


Italian Twist

A cura di Elisa Carollo e Mattia Solari

10 giugno – 26 settembre 2021

Gallerie delle Prigioni – Piazza del Duomo 20 – Treviso

www.imagomundiart.com

Instagram: galleriedelleprigioni


Caption

Alice Ronchi, Indoor Flora (2016) & Luca Trevisani Notes For Dried And Living Bodies (2017) – Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan

Ludovico Orombelli, Trapunta, Brandina, Tastiera e Monitor (2021) – Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan

Ruben Montini, Pale d’Altare (2021)- Performance partecipativa, Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan

The Cool Couple, Way Out (2018) & Irene Fenara, Supervision (2021) – Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan

Gianluca Concialdi , Dumpster Dining 1/4/6 & Miracles Blades (2021) – Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan

Ruth Beraha & Allison Grimaldi, I See You – Ti vedo (2021) – Fondazione Imago Mundi/Gallerie delle Prigioni, Treviso – Ph Marco Pavan