Con le mani sul cuore: alla scoperta della fotografia poetica di Beatrice Secchia 

Beatrice Secchia è una giovane artista romana che abita ad Amsterdam da circa quattro anni. Il suo progetto artistico si fonda su un dialogo tra poesia e fotografia. Diversi suoi lavori si basano su viaggi itineranti che Beatrice ha avuto modo di compiere nel corso degli ultimi anni. Le sue immagini riflettono un’estetica che agisce nel tentativo di provocare disincanto nell’osservatore. 

C’è un passaggio della poesia The End of the World, dell’autore americano Clarence Major, pubblicata il 15 novembre 2021 sul New Yorker, che riecheggia lo spirito creativo di Beatrice.

I look out the window / at a silent dark night—a night of blue /and rust with specks of yellow. / Neighborly windows mostly dark. / Entryway across the street, bright. / The front door locked. / Always locked at eleven. / Below my window, under street lights,/ brightly lighted from inside, / a three-car commuter train / quietly slides by, as if on water— / I turn back to the TV. / I’m watching a movie / about the end of the world— / always about to happen.

Sia nella poesia di Major sia nel racconto fotografico di Beatrice, si oscilla tra finzione e una lirica per certi versi iperrealista, verista per altri.
Beatrice pare voglia far vedere una parte del mondo che altrimenti non si rivelerebbe agli occhi di chi osserva. L’acutezza e il sentimento si ispirano a situazioni a dir poco romantiche. Nel suo lavoro, anche la presentazione di un luogo di inesprimibile solitudine può lasciar commossi: quasi ogni soggetto che immortala è come se stesse custodendo un romanticismo non dichiarato.
Come appuntato da Epitteto a proposito della figura del filosofo: “[…](avendo) cura dell’intrinseco o dell’estrinseco; che è quanto dire, essere filosofo o uomo comune”. Toccando con mano la sua arte, l’impressione è che Beatrice intenzionalmente scelga di contemplare entrambe le dimensioni con la propria fotografia.
Si svela parte del suo mondo interiore attraverso il suo sguardo sul mondo . Altre volte i paesaggi si tingono di note più vivaci. Ne segue un desiderio estetico che si traduce in termini poetici alla metamorfosi del pensiero di Beatrice in immagine. Come Major, la Secchia si serve di una semantica originale, evidenziando quegli aspetti del mondo che vede fuori dalla metaforica finestra che la fanno sentire più viva. Quello che potremmo definire un diario artistico, che ha accompagnato la fotografa durante il suo viaggio in Brasile, durato circa tre mesi.

Personaggi, eventi e luoghi si accavallano fra loro all’interno del frame suscitando nello spettatore una curiosità nei confronti di desideri e paure che quei luoghi hanno custodito. Così Beatrice riesce a ridefinire il confine tra il nostro senso; in particolare il senso del tempo e quello che non si conosce ancora ma si potrebbe procurarsi sulla base delle esperienze che la vita porta a fare. Sia sul piano del linguaggio sia dei contenuti, Secchia privilegia situazioni quotidiane, brevi flash che consentono vere e proprie soluzioni poetiche.
Proprio in Brasile, la fotografa si ritrova con in mano un rullino e nessun posto dove sviluppare gli scatti. La stessa sera, sviluppa le foto in camera oscura, in una piccola stanza all’interno della casa di un amico di un suo amico con cui aveva trascorso la serata. Un momento spontaneo e autentico, come la sua fotografia.

La giovane artista romana, insieme all’amico Andrea Bellenghi, è  ideatrice del collettivo Ecosistema, che presenta serate durante le quali i lavori di artisti emergenti vengono presentati al pubblico.
«Stiamo guardando indietro al passato cercando di concettualizzare il futuro che vogliamo per noi stessi», è il manifesto di  Intersezioni Immaginarie, ultimo evento che la fotografa ha organizzato ad Amsterdam il 23 luglio 2023.
Beatrice è ancora agli esordi ma nell’ultimo anno si sta facendo conoscere in Olanda e non solo, si sta rendendo conto di quali sono i soggetti che più la provocano sviluppando un gesto fotografico che si distingue per il tono onesto, con le mani sul cuore.

Tommaso Zerbi


Instagram: beasecchiaphotography