Iperrealtà emersa | Deep Site di Luca Coclite

Costruzioni piramidali, un padiglione universale, una struttura abitativa dall’improbabile forma di triangolo rettangolo scaleno, piedistalli minerali per falchi e civette, una casa telescopica. Calcestruzzo, bitume, pietre, ulivi giovani, secolari, acefali e convalescenti da malattia, sterpaglie tra le fratture su distese di cemento.

Il database visuale che si spalanca sfogliando Deep Site di Luca Coclite permette una navigazione perturbante nei lembi del paesaggio, affiorando in una superficie dove tra spazio ed elementi artificiali si è instaurato un imprevisto lògos. La pubblicazione, contestuale all’omonima mostra presso Linea a Lecce – visitabile sino al 21 luglio – ibrida teoria analitica visuale e finzione narrativa. Similmente a quella che viene chiamata “theory fiction”, in cui la teoria perde capacità esplicative e perciò si destruttura deformandosi in altri e ulteriori generi espressivi, la ricerca artistica di Luca Coclite, incentrata sul linguaggio dell’immagine contemporanea, qui convoglia la documentazione analitica di mappature sommerse e la narrazione fittizia, in un’unica scrittura. L’artista, nell’utilizzo di diversi linguaggi visivi, ma prediligendo fotografia e video, in Deep Site si inoltra nella landa espandibile della manipolazione digitale delle immagini da lui stesso ritratte. Con questa modalità, prossima alla postproduzione ma difforme per finalità e intenti, Coclite modifica le strutture architettoniche che abitano gli spazi presenti nella serie fotografica, e ne fa simulacri. Tali, secondo la visione “baudrillardiana”, per cui i simulacri sono efficienti a rappresentare una verità sottesa, nascosta, immersa appunto. “Reinventare il reale come finzione perché il reale è scomparso dalla nostra vita” (Cyberfilosofia, Jean Baudrillard, 1999). Le immagini che scorrono all’interno della pubblicazione sono la modifica di strutture architettoniche esistenti in decadenza e rovina, sfuggono alla fine e al tempo diventando altro da sé, in un atto di iper-realtà. Ancora Baudrillard sull’argomento: “Non c’è più né finzione né realtà, l’iperrealtà le abolisce entrambe”(ibidem).

Reale dunque, o pseudo- reale, si è ormai dentro all’era della simulazione perfettibile e ucronica, opposta alla linea temporale su cui, in progressione, viene scandito il passaggio antropico e, con esso, le sue relazioni di dipendenza archetipiche con idoli, oggetti, luoghi e simboli. Le architetture di Coclite, al contempo, si prestano a divenire anche simboli, utili a decriptare il paesaggio e i suoi conflitti, come algoritmi in una scheda madre. Tutti gli edifici elaborati nelle immagini sono riferibili a sistemi culturali rurali e arcaici iconograficamente riconosciuti, sia nell’immaginario sia nell’inconscio simbolico collettivo: piramidi che condividono spazi con container in lamiere, abitazioni telescopiche formalmente prossime all’idea di ziqqurat nella loro stratificazione cosmologica, di terrazzamento di verticale verso il cielo. Simulacri e simboli, nessuna impostura, esito di pratiche culturali pseudo-reali che segnano la dissolvenza tra vita concreta e virtuale decretando l’avanzamento del concetto di cyberspazio.



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Non con lo scopo di tracciare una memoria o costruire un immaginario cantierabile, il futuro non c’è o è troppo esteso nel suo shifting costante dal presente; piuttosto, inteso a sperimentare un diverso approccio a strumenti culturali che radicalizzano il sapere. Come terre di mezzo, i luoghi non sono facilmente identificabili – tranne per qualche elemento vegetale e arbustivo associabile al sud Italia e per le didascalie presenti a margine- diventano info-spazi generici, in cui i simboli/simulacri, e il loro inverso, sono codice metalinguistico per comprenderne funzioni d’uso. Sono luoghi, altrimenti, esclusi dal campo visivo umano perché lasciati alle macerie di infiniti brutalismi incompiuti. L’iper-realtà non rimane solo immagine ritratta, manipolata e poi stampata, diventa materica e, di nuovo, riprodotta in immagine, in un processo di inversione costante di segno tra significato e significante. “Piedistallo per falchi e civette” e “Deep Site” sono fotografie di opere scultoree, realizzate con pietre naturali impilate in rialzi verticali, scomposte e colme di fratture, nel mezzo delle quali spuntano vegetazioni spontanee.

La materia dissolve il linguaggio dilagante fino a questo momento utilizzato e, a questa, si accorda “l’appunto” sonoro di Mauro Diciocia e Vincenzo Procino a cura di Aaltra – formula questa, l’appunto, ideata da Marco Vitale e che accompagnerà, con la sua azione generativa e interferente, tutte le pubblicazioni inerenti le mostre di Linea.

Il progetto completa anche formalmente l’edizione, andando a rivestire il corpo intero della pubblicazione, chiudendosi con una linea verticale nera che si unisce a quella della cover, aspetto identitario della serie di pubblicazioni di cui questa è l’aprifila.

Sassi raccolti da differenti siti delle aree rurali salentine costituiscono il suono organico e metamorfico che compone la traccia audio a due canali e di durata variabile. Poroso e permeabile, appuntito e dal tono prettamente verticale- dunque coerente con le opere di Coclite – l’appunto elaborato si conferma generativo per altri sviluppi tematico-concettuali. Petra rotula, tuppa, bota e denta Castieddrhu è titolo che rimanda alla possibilità di stratificazioni architettoniche realizzate semplicemente con l’accumulo di pietre, che una a una, nella loro dinamica di rotolare, urtarsi e rigirarsi, possono edificare mura. Ascoltabile attraverso un QR Code presente all’interno, l’appunto trova anche una trasposizione formale all’interno della pubblicazione in forma di bozza annotata in un corto circuito di segni, cancellature, croci e grafemi. L’apparato immateriale dissolve e trasfigura il simulacro digitale, evidenziando come reale non sia soltanto ciò che può essere riprodotto, ma ciò che è già riprodotto.

Lara Gigante


Luca Coclite

Deep Site

15 maggio – 21 luglio 2021

Linea – Via G. D’annunzio 77 – Lecce

30 copie numerate | Progetto grafico di Alice Caracciolo | Carta Fedrigoni Century Avorio 270g/Fedrigoni Century Avorio 100g

hwww.lineaproject.com

Instagram: luca_coclite

Instagram:linea.project


Caption

Deep site cover + appunto – Courtesy l’artista, ph Alice Caracciolo

Deep site cover + interno appunto – Courtesy l’artista, ph Alice Caracciolo

Deep site Piramide di Acaya – Courtesy l’artista, ph Alice Caracciolo

Deep site Casa telescopica – Courtesy l’artista, ph Alice Caracciolo

Deep Site – Courtesy l’artista, ph Alice Caracciolo