Cesura Collective in mostra da LCA Studio Legale, per LAW IS ART!

Gli ambienti della sede milanese di LCA Studio Legale ospitano Cesura Collective, progetto sviluppato nell’ambito di LAW IS ART! in collaborazione con AXA XL. In mostra una selezione di artisti del collettivo (nato nel 2008 con Alex Majoli): Arianna Arcara (Monza, 1984), Chiara Fossati (Legnano, 1984), Claudio Majorana (Catania, 1986), Valentina Neri (Monza, 1991) e Alessandro Sala (Milano, 1981) – che hanno selezionato ed editato i lavori vicendevolmente.

Una ricognizione sociologica è quella colta dallo sguardo di Claudio Majorana, Chiara Fossati e Valentina Neri; osservano i comportamenti e le dinamiche tipiche dei soggetti che si riconoscono intorno a gruppi attraverso codici, linguaggi e pratiche. Majorana e Fossati esplorano le periferie intorno alle grandi città. Head of the lion del primo è un’indagine intorno all’esperienza cognitiva giovanile – l’artista è un medico specializzato in neuroscienze – realizzata tra il 2011 e il 2017 di cui è stato prodotto un libro edito da Cesura Publish. Le imprese e i trick–acrobazie di otto skateboarders sono consumati tra l’edilizia popolare di Misterbianco – in provincia di Catania – e il salto dallo scoglio nel mare, che diventa una prova di coraggio segnando il passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. Le fotografie in bianco e nero colgono i momenti spensierati, la fisicità dei giovani sorpresi nella loro nudità ancora acerba e le ritualità codificate. Una coppia si bacia sulle rocce, è sdraiata di schiena su un asciugamano, lei ha i capelli raccolti e abbraccia il giovane, è una delle tre immagini presenti in mostra che coglie il momento prima del salto.

Villaggio dei fiori è il progetto sulla periferia a ovest di Milano, in quella Via dei Gigli in cui Chiara Fossati si trasferisce dopo la fine di una relazione. Un cambiamento che la porta all’interno di un territorio sconosciuto e difficile, ma in cui trova una volontà di riscatto del quartiere. Quasi una narrazione in forma diaristica che mostra un repertorio di architetture post belliche con casette di matrice razionalista, cortili e strade che diventano un’estensione dello spazio domestico: “Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire” come nella canzone di Franco Battiato. La dimensione privata si mostra agli occhi degli altri non attraverso la contemporanea esposizione mediata dalla tecnologia ma, al contrario, ritrova una sua fisicità originaria. I muri diventano schermi su cui campeggiano scritte a caratteri cubitali: “Se non ci metti tanto giuro che ti aspetto tutta la vita”. Le abitazioni abbattono le cornici di protezione e i soggetti ritratti, vicini di casa di cui conosce nomi e storie, si ritrovano nei luoghi antropologici e si riappropriano di un corpo sottraendosi alla smaterializzazione della rete.

È un mondo di lustrini, glitter, parruche e eccessi formali che rivelano la teatralità della scena queer all’interno dello storico locale milanese Toilet Club, un progetto durato tre anni e raccontato da Valentina Neri. In mostra Bad digestion, un’immagine tratta dalla serie fotografica che è diventata un libro edito proprio da Cesura Publish – Almanacco Toilet Club – che accosta gli scatti alle immagini recuperate da un numero del 1941 di Scena Illustrata – una pubblicazione risalente al 1884 – e un documentario. Il volto truccato, la parrucca bianca, il flash sparato sul viso cancella ogni imperfezione incorniciando il volto della drag queen rendendo l’immagine quasi pittorica. L’artista adotta l’estetica dell’impassibilità sottraendo al soggetto ogni traccia di emozione cristallizzandola dietro al trucco (del make up e della tecnica); una scelta in cui riconoscere la volontà di rivelare un senso rintracciabile oltre l’immagine patinata, obbligando lo spettatore a soffermarsi lungamente su quello scatto perfetto e potente.



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L’occasione per una riflessione intorno a questioni cogenti è suggerita da Arianna Arcara e Alessandro Sala.
La relazione tra l’uomo e la natura pare segnare il riscatto di quest’ultima attraverso la sottrazione della presenza umana dalle immagini. La natura implode nello spazio fotografico, addentrandosi nella fitta vegetazione o tra le nebbie paludose del Po senza definire un elemento principale. In Po The river – di Arcara – lo scenario desolante ma affascinante della riva del fiume umido disegna un paesaggio senza tempo. Le rive sabbiose, il ricordo della piena sugli alberi che lascia i segni tracciando un’ipotetica linea di confine tra ciò che resta e ciò che è ancora. Sala, in Príncipe, recupera la foresta incontaminata di São Tomé e Principe nel Golfo di Guinea. Un territorio ancora primitivo, lontano dalla realtà globalizzata e tecnologica delle grandi città metropolitane, che emerge con tutta la forza cromatica dalla parete rossa della sala in cui le fotografie sono state collocate. Un contrasto estetico in cui è possibile rintracciare l’altro mondo da cui l’uomo si è allontanato, ma che ha urgenza di recuperare.
I fenomeni di integrazione, multiculturalismo e di coesione sociale trovano rappresentazione in Top of Africa e in On the other side. Nel primo Sala si colloca lontano dalla vita brulicante delle strade, su una terrazza panoramica della città di Johannesburg. Da osservato – bianco di razza caucasica e occidentale – diventa osservatore, attuando un cambio di prospettiva che modifica la percezione e le proporzioni, in cui tutto appare microscopico e distante. Una situazione invertita che obbliga a un ragionamento intorno alla condizione di straniero e alla sua contestualizzazione. Arcara affronta la questione cipriota sintetizzando – in un repertorio di oggetti dimenticati, barricate improvvisate o persone colte di schiena in bianco e nero – immagini che sono testimonianza di un vuoto emotivo, di fratture e crepe nella storia. Il suo lavoro è rappresentazione del fallimento di una coesione impossibile per via di rivalità che ha radici antiche. L’isola cipriota è ancora oggi divisa tra la parte greco-meridionale (annessa dal 1974) e quella turco-settentrionale, separate da una zona cuscinetto gestita dall’ONU. Una rottura che sembra avere come unica soluzione la creazione di due Stati, come confermato nelle recentissime parole di Fahrettin Altun, Presidente del Dipartimento della comunicazione della Turchia.

L’occasione di una mostra non è mai solo un’esperienza finalizzata a un puro godimento estetico ma è sempre un’opportunità per comprendere un mondo sempre più difficile e complesso; tanto più di fronte a immagini fotografiche che ne colgono porzioni e spaccati, frammenti e dettagli che il pubblico prova a sondare oltrepassando la superficie della materia.

Elena Solito


Arianna Arcara, Chiara Fossati, Claudio Majorana, Valentina Neri e Alessandro Sala

CESURA COLLECTIVE

29 marzo – 26 luglio 2021

LCA Studio Legale – LAW IS ART! – Via della Moscova, 18 – Milano

www.lcalex.it

Instagram: lcastudiolegale

Instagram: cesura_


Caption

Head of the Lion, Claudio Majorana – Courtesy Cesura

Installazion view, Cesura collective, LCA Studio Legale – Courtesy Cesura

Installazion view, Cesura collective, LCA Studio Legale – Courtesy Cesura

Head of the Lion, Claudio Majorana – Courtesy Cesura

Installazion view, Cesura collective, LCA Studio Legale – Courtesy Cesura