Fra immagini e poesia. Zone di Guillaume Apollinaire a Milano

È il viaggio di un giorno, lo spirito di Parigi raccontato a partire dalla sua “Torre di ferro”, classica alla vista di un figlio di Roma, di un grande e discusso poeta che della cultura parigina di inizio secolo è stato padre e guida. Zone, il celebre poema di Guillaume Apollinaire, si pone come tema guida del progetto espositivo ed editoriale Zona di Guillaume Apollinaire. 41 artisti e una poesia, ideato da Loris Di Falco, realizzato in collaborazione con Libreria Utopia Editrice e fortemente voluto dal collezionista milanese Marco Genzini all’interno del ciclo di eventi firmati EMMEGI Contemporary.

Giovanni Frangi
Giovanni Frangi – Meduse, 2017 – primal, pigmenti e spray su fotografia, 29×40 cm – courtesy EMMEGI

La mostra, viva presso il prestigioso Spazio Bigli una sola giornata come il poema, ha presentato al pubblico milanese un nutrito gruppo di quarantuno artisti che hanno accolto con grande piacere la volontà tematica e poetica dell’evento. Opere realizzate nella quasi totalità per l’occasione, mostrano come diverse sensibilità si siano confrontate, a volte scontrate ma abbiano alla fine realizzato un grande canto corale che ben presenta la sensibilità estetica di questi nostri anni. Autori di varie generazioni hanno fatto rivivere, per una notte, il carattere del poeta francese, la sua fondamentale capacità di aggregare, unire lo spirito del tempo e i personaggi più importanti della sua epoca.
Non un catalogo ma un vero proprio libro è il lascito di carta di questa mostra, con la precisa volontà di inserirlo all’interno di una libreria storica, di un luogo di diffusione e raccolta del sapere che si fa realtà alternativa al solito circuito delle gallerie d’arte contemporanea. Le grandi tematiche, forse inattese per la Parigi di inizio Novecento, come l’amore e la religione, sono trattate e ampiamente espresse dal francesista e esperto d’arte Sergio Mandelli. Attraverso una ricca e originale esegesi siamo condotti all’interno dello scritto e avvolti dalla città passata, da un gusto di disfatta che stride con le energiche speranze futuriste e cubiste. A Marco Meneguzzo, figura di spicco del mondo accademico e curatoriale, il compito di aprire il volume presentando lo scritto di Guillaume Apollinaire come una sorta di “elegia della Modernità” che anticipa di molti anni e quasi introduce in forma ridotta il grande Ulysses di James Joyce, icona indiscussa della Modernità.

Giuseppe Veneziano
Giuseppe Veneziano – Cristo dei Palloncini, 2017 – grafite e acquerello su carta, 49×35 – courtesy EMMEGI

Fra artisti noti e talenti emergenti, i lavori in mostra hanno ben evidenziato singole sensibilità e problematiche comuni che vanno spesso al di là del tema scelto senza mai abbandonarlo. Un sentito confronto con il poema ha condotto verso opere dal sapore decadente, verso immagini romantiche e cariche di speranze, verso l’ironia pungente e dissacratoria di Domenico Veneziano e del suo Cristo che sale in cielo stringendo fra le dita dei colorati palloncini.
Zona si presenta al pubblico come un progetto che ha coinvolto alte e differenti professionalità, come prima tappa di un percorso culturale e commerciale attraverso cui proporre e comunicare arte. Fra presente e passato, fra Milano e Parigi, la voglia di raccontare un’epoca sotto le sue più differenti sfaccettature, attraverso i media e i linguaggi più appropriati, è viva e palpitante. Lo spirito di Apollinaire non se ne è mai andato, bisogna soltanto credere in lui.

Marco Roberto Marelli

 

ZONA di Guillaume Apollinaire.
41 ARTISTI E UNA POESIA

a cura di Loris Di Falco

testi di Sergio Mandelli e Marco Meneguzzo

30 novembre 2017

SPAZIO BIGLI – via Bigli 11/a – Milano

Realizzata in collaborazione con Libreria Utopia Editrice e EMMEGI Contemporary

www.emmegigroup.eu

Immagine di copertina: Zona di Guillaume Apollinaire. 41 artisti e una poesia, 2017 – exhibition view – courtesy EMMEGI

 

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