Zolle // Programma di residenze all’Antonello Colonna Resort di Labico

Nasce da un incontro tra lo Chef stellato Antonello Colonna e la giovane Art Advisor e fondatrice di ADA – piattaforma web riservata alla consulenza per investimenti in arte moderna e contemporanea – Carlotta Mastroianni il programma di residenze ZOLLE, riservato a giovani artisti nati nel Lazio e incentrato su un interrogativo all’apparenza semplice: l’uomo è parte della natura?

Una domanda che non presuppone risposte brevi ma che si presenta come il punto di avvio di una serie di riflessioni che possono portare a esiti diametralmente opposti. Le tre artiste invitate quest’anno nella location della residenza – Antonello Colonna Resort di Labico, in provincia di Roma – offriranno, allo spettatore, il loro punto di vista sul rapporto uomo-natura. Ogni residenza avrà la durata di tre settimane (precedute da sopralluoghi), durante le quali ogni artista avrà il modo di produrre opere site-specific; al termine della residenza, una mostra personale illustrerà l’esito di questo percorso di ricerca, diventando il terreno fertile di nuovi interrogativi e non un luogo dove trovare risposte nette, insindacabili.

La prima artista in residenza – Alice Paltrinieri, romana, classe 1987 -, ha inaugurato la sua mostra nel Resort lo scorso 24 marzo; la personale riunisce le opere sviluppate dall’artista durante il soggiorno più un lavoro realizzato precedentemente, portando così lo spettatore a conoscere aspetti centrali della sua ricerca – come il concetto di limite, confine – ed esigenze nate per e nello spazio del Resort.

I media utilizzati sono molteplici: dall’installazione sonora al video, dai frottage su carta a installazioni e sculture realizzate con oggetti prelevati dal contesto. L’attenzione dell’artista si focalizza sulle specificità dell’ambiente e le opere si inseriscono nello spazio in modo silenzioso, discreto, invitandoci a scoprire ciò che è sotto gli occhi di tutti e proprio per questo scompare sotto il peso della banalità.



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L’attenzione con cui l’artista abita il luogo la porta a scoprirne aspetti spesso ritenuti marginali, come una piccola crepa o un elemento di scarto rimasto inutilizzato durante i lavori di costruzione.

Come sottolinea Lorenzo Rubini, autore del testo critico: “Alice Paltrinieri lavora direttamente sullo spazio di Labico, ne studia la conformazione materiale ma anche l’essenza quotidiana che anima questo luogo per essere non soltanto a stretto rapporto con il territorio circostante ma una sua estensione. Il lavoro dell’artista va alla ricerca di dettagli minori, spesso passati inosservati e ne sottolinea l’importanza, ai fini di una più complessa conoscenza del luogo, che si traduce in una personale auto-ricognizione”.

Da sempre interessata allo spazio e all’architettura di matrice industriale, l’artista esaspera i dettagli minimi del contesto che percorriamo, il quale appare per una seconda volta sotto i nostri occhi, come se potessimo in qualche modo farne esperienza vedendolo da estremamente vicino, con gli occhi di un insetto e l’udito di un gatto.

Così, il perimetro dell’elegante Resort, il confine nel quale si incontrano terra e cemento, diventa il soggetto di un video che ci porta inevitabilmente a considerare il rapporto tra la natura e l’intervento dell’uomo, tra lo spazio da percorrere e il tempo che inesorabilmente trascorre nel tragitto. E poi, i suoni della cucina che, attraverso un’installazione sonora, vengono trasportati nell’ingresso; ancora uno spazio di confine – solitamente permeato da altri suoni e dall’intrusione di quelli provenienti dall’esterno – diventa il luogo perfetto per generare un cortocircuito percettivo che mette in dialogo ambienti sonori discordanti che danno vita nella nostra mente a immagini appartenenti alla nostra memoria personale, al nostro vissuto. Antonello Colonna, in riferimento al lavoro della Paltrinieri, parla non a caso della ricostruzione di un immaginario, del recupero di odori che appartengono a una memoria che intreccia continuamente personale e collettivo.

Con queste premesse apre dunque una vitale stagione artistica nella campagna romana; a questa mostra, visitabile fino al 26 maggio seguirà, a Giugno, un’altra residenza che ospiterà Viola Pantano (Alatri, 1987) e poi, a seguire, nel mese di settembre, Donatella Spaziani (Ceprano, 1970). Come sottolinea Carlotta Mastroianni, “le tre artiste avranno la possibilità di testimoniare il connubio tra uomo e ambiente, attraverso il lavoro della creatività che rispecchia quello del contadino e delle sue zolle”.

Alessandra Cecchini


ZOLLE

Antonello Colonna Resort – Labico (RM)

24 marzo – 8 novembre 2019

www.adadvisor.it


Caption

Antonello Colonna Resort Spa – Ph Photosintesi

ZOLLE – Antonello Colonna Resort, installation view – Ph Photosintesi

Carlotta Mastroianni – Ph Photosintesi

Antonello Colonna – Ph Photosintesi



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