Il supersimmetrico di Yellow approda a Strizzi

Dare spazio alla sperimentazione, alla ricerca artistica, aprirsi a nuovi orizzonti del fare arte al di fuori dei circuiti commerciali è la necessità che sta alla base di ogni project space.

Costruire una rete tra queste realtà, creare un dialogo, sviluppare nuove relazioni e collaborazioni tra enti non profit nazionali e internazionali, con l’obiettivo di favorire la visibilità e la divulgazione di nuove pratiche artistiche e curatoriali, diventa una necessità sempre più impellente.

Yellow, artist-run space dedicato alla pittura contemporanea, fondato nel 2014 a Varese da Vera Portatadino, individua in Strizzi un nuovo partner europeo con cui interagire, presentando a Colonia una mostra collettiva di artisti italiani.

Strizzi è uno spazio, finanziato dall’Ufficio culturale della città di Colonia e dalla Fondazione Rheinenergie, che consente di sperimentare e discutere giovani posizioni artistiche provenienti dalla Germania e non solo; il progetto è curato da Martina Höfflin, Lisa Klosterkötter, Florian Müller, Sally Müller, Simon Roth, Julius Terlinden e Andreas Felix Tritsch. Il programma espositivo di Strizzi è molto vario: non ha un focus tematico o di medium, si completa attraverso spettacoli, incontri con artisti e concerti di musica contemporanea, coinvolgendo sia un pubblico di sistema sia persone con poco o nessun accesso all’arte, diventando in tutto e per tutto un centro culturale unico a Colonia, capace di creare impulsi per l’intero paesaggio culturale. Ogni estate, allarga ulteriormente i suoi orizzonti territoriali avviando un programma di residenza per artisti internazionali.

In questo luogo dalle mille risorse ha inaugurato, lo scorso 30 novembre, Supersymmetry, mostra collettiva, curata da Yellow, di sette artisti italiani che lavorano con e sulla pittura, che esplorano questo medium da diverse prospettive e attraverso modalità differenti, testimoniando uno spaccato di parte della ricerca contemporanea in Italia.

Il titolo del progetto trae liberamente ispirazione dalla teoria della Supersimmetria delle particelle, secondo cui, in fisica, a ogni particella esistente corrisponderebbe una particella partner supersimmetrica di uguale massa, ma che differisce da essa per il numero quantico di spin.

Giulia Gelmini, nel testo critico che accompagna la mostra, analizza la potenzialità di questo progetto: ” Supersymmetry è composta da sette sguardi sulla pittura contemporanea e vuole essere una testimonianza delle possibilità infinite che il mezzo pittorico offre tutt’oggi. Sette pittori con formazioni e vocazioni differenti scelgono in che modo presentarsi a un nuovo pubblico. Attraverso dunque una selezione di poche opere ciascuno, ogni artista è chiamato a compiere un’azione di sintesi del proprio lavoro, in questa occasione racchiuso in pochi centimetri di tela, ma al cui interno sono nascoste infinite possibilità”.



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Paola Angelini (San Benedetto del Tronto, 1983), espone delle tele di piccolo formato dalle cromie accese raffiguranti sagome antropomorfe dai tratti marcati. Linda Carrara (Bergamo, 1984), interagisce con il mezzo pittorico fuoriuscendo dalla bidimensionalità della tela attraverso tecniche e operazioni che donano aggetto spaziale ai suoi lavori; l’opera presentata in mostra è una colonna di carta arrotolata realizzata in pigmento compresso e acrilico. Anche Luca De Angelis (San Benedetto del Tronto, 1980) interviene tridimensionalmente, il lavoro presente in mostra, La stagione straniera, è una testa di donna realizzata in ceramica e dalle cromie delicate; la donna sembra essere stata colta all’improvviso, in una posa dinamica.

Ritorna la bidimensionalità pittorica con le tele di Vera Portatadino (Varese, 1984), la sua ricerca è caratterizzata dalla lentezza e dall’attenzione al dettaglio, in contrapposizione alla frenesia del nostro vivere quotidiano, espressa in pittura attraverso toni opachi e nebulosi dove raffigura oggetti provenienti dal mondo animale e vegetale che sembrano fluttuare nello sfondo della tela.

In Lorenzo Di Lucido (Penne, 1983) e Sofia Silva (Padova, 1990) si riscontra un atteggiamento distruttivo della pratica pittorica. Di Lucido interagisce sulla tele attraverso composizioni materiche dense che portano verso uno slancio tattile. Per Supersymmetry espone una nuova serie che può essere letta attraverso un doppio binario: a uno sfondo costituito da finestre, piante o coperte si affianca l’aggressione di questi elementi data da pennellate materiche dai toni ocra e rosacei. Silva lotta con le tele dipinte ritagliandole, facendo sopravvivere solo alcuni frammenti della composizione iniziale, ragionando, attraverso questa pratica, sull’idea di fallimento. Lucia Veronesi (Mantova, 1976) agisce con la pittura attraverso delle stratificazioni di immagini realizzate sovrapponendo carta e tracce di colore su un fondale fotografico, ponendosi in bilico tra collage e assemblage. A Colonia, oltre alla serie L’Italia sfondata, presenta un suo lavoro realizzato nel 2014, Paesaggio senza titolo #6 (nel mio tempo), dove condensa ulteriormente le immagini prodotte attraverso la resa video.

In questo rimando di particelle pittoriche è concentrata la prima parte del dialogo tra Strizzi e Yellow che vedrà il suo seguito a marzo 2019, quando lo spazio tedesco sarà a sua volta ospite della sede varesina sorprendendoci con opere di artisti a loro affini.

Irene Angenica


PAOLA ANGELINI, LINDA CARRARA, LUCA DE ANGELIS, LORENZO DI LUCIDO, VERA PORTATADINO, SOFIA SILVA, LUCIA VERONESI

SUPERSYMMETRY

a cura di Yellow

testo critico di Giulia Gelmini

30 novembre 2018 – 12 gennaio 2019

Strizzi – Trimbornstraße, 7 – Cologne (Germany)

www.strizzi.space

www.yellowyellow.org


Caption

Supersymmetri – Installation view, Strizzi, Colonia, 2018 – Courtesy Yellow Photo Vera Portatadino and Lucia Veronesi 

Vera Portatadino – Le Cose che Restano, 2018, oil on linen, 30 x 40 – Courtesy Yellow 

Supersymmetri – Installation view, Strizzi, Colonia, 2018 – Courtesy Yellow Photo Vera Portatadino and Lucia Veronesi 



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