Whether Line: Lizzie Fitch e Ryan Trecartin alla Fondazione Prada

Lizzie Fitch e Ryan Trecartin spostano il loro studio ad Athens, nella campagna dell’Ohio, dove acquistano un terreno e rimangono per più di due anni a lavorare al loro nuovo video.
Il primo risultato di questo loro processo collaborativo è esposto nella sede milanese della Fondazione Prada, che ospita Whether Line, in corso fino al 5 agosto.

La mostra si configura come una imponente installazione multimediale, articolata fra il Podium, il Deposito e gli spazi esterni della fondazione. I due artisti statunitensi, entrambi classe 1981, sono intervenuti sugli ampi spazi progettati da Rem Khoolhaas creando un ambiente immersivo che costringe lo spettatore a muoversi tra oggetti e costruzioni in un percorso multisensoriale.

La tematica di partenza è quella dell’idealizzazione della condizione rurale, indagata attraverso riflessioni sull’idea di terra promessa e sull’instabilità intrinseca legata a ogni territorio, sviluppate in relazione al luogo in cui le opere sono state ideate.
Per realizzare il progetto, Fitch e Trecartin sono ritornati in Ohio, dove hanno trasferito la propria casa e la propria attività, allontanandosi dalla frenesia di Los Angeles; lì hanno costruito il set del loro film, concependolo come una sorta di mappa stregata di un luogo dotato di propria volontà. L’ambientazione, composta da un vasto edificio rurale, un fiume artificiale e una torre di guardia in mezzo a un bosco, è stata pensata per un’interazione fra i vari personaggi della narrazione, in modo tale che fossero al contempo soggetti attivi e passivi di questo ecosistema.

Il set ha avuto una grande influenza nell’integrare le premesse da cui erano partiti i due artisti, soprattutto per una serie di inconvenienti avvenuti in corso d’opera. Come racconta Ryan Trecartin: “A causa del brutto tempo – abbiamo avuto precipitazioni e allagamenti da record – i lavori di costruzione sono andati a rilento rispetto ai programmi e ci sono stati molti smottamenti che hanno causato ulteriori ritardi. […] Abbiamo avuti anche tanti problemi con il vicino; da qui sono nati i contenuti che riguardano i concetti di territorio e proprietà e che si sono poi mescolati alle prime idee che stavamo già esplorando. […] Tutto ciò che è andato storto ha inaspettatamente avuto un effetto positivo sul nostro lavoro”.

Il progetto espositivo di Fitch e Trecartin – che collaborano insieme sin dal 2001, anno in cui frequentavano la Rhode Island School of Design di Providence – unisce insieme sensazioni contrastanti, rovesciando di segno riferimenti familiari che provengono dal mondo dell’entertainment, come, ad esempio, i parchi a tema o i luna park, ripresentandoli nella loro versione più dark e inquietante.



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A partire dall’ingresso, in cui sembra di trovarsi in un androne di un aeroporto, costellato da barriere limitative, il visitatore è incanalato in una lunga struttura metallica, una sorta di gabbia che attraversa il cortile esterno e che conduce di fronte a un edificio in legno di grandi dimensioni, dove si è invitati a entrare. Il tragitto è reso ancora più denso da una serie di echi sonori e visivi che accompagnano la fruizione, portando all’eccesso la sensazione di pervasività prodotta dai sistemi e dalle tecnologie che ci connettono.

Nell’area del Deposito si incontrano le due nuove opere video realizzate in Ohio: il grottesco Plot Front, proiettato in una sala arredata con sedie a dondolo, dove una serie di personaggi bizzarri – tra cui la “neighbor girl” interpretata da Trecartin – mettono in discussione le nozioni di limite e prossimità, e l’installazione a quattro canali Property Bath, dove il paesaggio rurale ritorna protagonista.

La mostra è completata da una retrospettiva dei film degli artisti, proiettati al Cinema della fondazione, che offre la possibilità di entrare nell’ipertrofico immaginario di Trecartin che unisce insieme, in ritmi estremamente serrati, linguaggi derivanti dal mondo dei reality show a estetiche tipiche della rete, della pubblicità e dei social network.

A differenza di altri progetti, dove le opere video di Trecartin venivano esposte all’interno di installazione architettoniche progettate da Fitch e concepite come display abitali per gli spettatori, i cosiddetti sculptural theaters, l’esposizione alla Fondazione Prada mette in luce un diverso metodo di lavoro, in cui ogni elemento sembra evocato dai film stessi, dai suoi personaggi disturbanti e dai paesaggi sinistri, come se ci si trovasse all’interno della casa stregata di un classico film horror.

Ginevra Ludovici


Lizzie Fitch, Ryan Trecartin

Whether Line

6 aprile – 5 agosto 2019

Fondazione Prada – Largo Isarco, 2 – Milano

www.fondazioneprada.org

Instagram: fondazioneprada


Caption

Exhibition view of Lizzie Fitch | Ryan Trecartin: Whether Line – Fondazione Prada, 2019 – Courtesy Fondazione Prada ph Andrea Rossetti



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