TRIPLA coglie e incarna pienamente lo spirito dei tempi. Ragiona usando le logiche del linguaggio digitale, dei concetti di determinismo tecnologico e dell’era del broadcast, mutuata dalla Mediamorfosi di Fidler. Usa mezzi e strumenti tipici della società dei consumi per costruire una struttura intrisa di significato stratificato e interconnessioni possibili tra media e pratiche artistiche. La sua è una presenza fisica e reale, assume la forma ibrida della vetrina, dove mostra(re) diventa una naturale conseguenza. Il luogo, stereotipo del consumismo che induce desideri diventa per i fondatori (Paolo Bufalini e Filippo Cecconi) uno schermo triplicato, che “trasmette” in qualsiasi momento, contenuti mediati da immagini/opere visibili solo dall’esterno. Messaggi possibili che attraversano e scardinano ogni confine e limite spaziale e oggettuale, sociale e antropologico, generando un reticolato infinito di polarità in grado di innescare interazioni con artisti e pubblico.


Tripla è un artist run space di Bologna. Paolo, chi siete e come mai la scelta del logo è una presa di corrente?

È stato fondato due anni fa, eravamo in tre ma da quest’anno siamo solo io e Filippo Cecconi. TRIPLA è stato scelto per diversi motivi. Tre sono stati i fondatori, tre le vetrine dello spazio. Il logo, la spina di corrente, è stato scelto sia per puro formalismo, tre sono i poli che la contraddistinguono, sia per la funzione di collegamento che crea, un circuito di elettricità e di relazioni. È una sorta di plugin che permette di entrare in contatto con altre realtà artistiche.

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Gavin Bell, Jarrah de Kuijer, Simon McGlinn – Untitled 2014, screen print – courtesy the artists

Il vostro è uno spazio singolare, lungo e stretto, costituito da tre vetrine, in cui le mostre sono visibili solo dall’esterno. Come mai questa scelta?

Era uno spazio sfitto e dopo un po’ di ricerca abbiamo scoperto fosse del comune. Abbiamo presentato un piccolo progetto e hanno deciso di concederlo gratuitamente, oggi possiamo dire a tempo indeterminato. Abbiamo solo fatto qualche intervento di risistemazione in linea con gli intenti di riqualificazione anche dei portici di via Indipendenza.

È una vetrina espositiva, uno spazio lungo e stretto, 70 metri per circa 1 metro di profondità, in un luogo di grande affluenza. Le mostre sono visibili ventiquattro ore su ventiquattro. Vista la conformazione dello spazio, la particolarità è proprio la modalità di fruizione non filtrata come invece accade solitamente per quelle più tradizionali. I lavori diventano immagini bidimensionali su uno sfondo bianco, la cui migliore visione è quella dall’esterno.

Il rapporto con il pubblico, in un luogo del genere, è fondamentale, considerando anche la sua eterogeneità. Ci sono “profani” ma anche spettatori specializzati e ognuno elabora una propria modalità di lettura o di interazione. Ci siamo ritrovati delle scritte sulle vetrine e delle gomme da masticare, messe da degli sconosciuti, durante una delle installazioni del Blog Analogico, perché all’interno Cecconi ne aveva esposta una sul vetro. Diciamo che c’è una connessione.

La prima vostra mostra è stata Blog analogico, ma ospitate anche altri artisti o artist run space. Come avviene la selezione dei temi e degli artisti che devono dialogare con le vetrine di Tripla?

Blog analogico è stata la nostra prima mostra, composta da vari allestimenti in successione. All’inizio eravamo ancora in fase sperimentale, non prevedevamo un’inaugurazione, i progetti potevano durare un tempo indeterminato e cambiare in qualsiasi momento. Abbiamo elaborato la metafora dello spazio come una sorta di blog analogico con tre vetrine il cui ruolo era quello degli schermi, illuminati con contenuti variabili. Poi abbiamo iniziato a collaborare con artisti o spazi indipendenti come Spazienne o Current, quest’ultimi ci hanno chiesto di partecipare a Portal, mostra realizzata nell’aprile 2016, in simultanea con la loro sede di Milano. A giugno, invece, ci hanno ospitato da loro in Via Sant’Agnese (Milano).

La scelta degli artisti è motivata dall’interesse per la loro pratica artistica e dalla possibilità di aprire un dialogo che vada oltre la pura contingenza della mostra. Artisti diversi, per approccio e attitudini, vengono poi accomunati nella dinamica insolita della vetrina. Tripla è forse un’opera in sé, un format o un display al quale adattarsi, un contesto atipico che suggerisce molteplici possibilità perché gli artisti possono realizzare progetti che non potrebbero mai fare in un altro luogo.

Alcuni usano lo spazio interno, in altri casi abbiamo realizzato una mostra all’esterno con opere deperibili e effimere. Daniele Pulze, il primo artista ospitato per una personale, ha consentito invece al pubblico di entrare permettendo un contatto diretto con l’ambiente. A Natale abbiamo realizzato un intervento, io e Filippo, con i nostri codici IBAN, una sorta di ironica raccolta fondi. Prevediamo un programma annuale di mostre che va da ottobre a giugno in cui inseriamo gli artisti che vogliamo ospitare. Poi nascono i progetti.

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Gavin Bell, Jarrah de Kuijer, Simon McGlinn – Once mysterious became secret then became private (unrealised), 2015 – courtesy the artists.

Parlami del progetto per Arte Fiera POLIS 2018/BBQ ideato da Mia D.Suppiej, cosa state preparando?

Greatest Hits è un collettivo di Melbourne formato da un trio Gavin Bell (1985), Jarrah de Kuijer (1985) e Simon McGlinn (1985). Abbiamo già avuto occasione di ospitarli durante la collettiva La peggiore condizione, in cui avevamo invitato ventuno artisti, ognuno aveva portato un piccolo lavoro che occupava l’esterno di Tripla, erano opere effimere e deperibili. Non abbiamo molte risorse per cui è difficile farli venire a Bologna ma abbiamo pensato a un modo per collaborare. La mostra sarà costruita intorno al video Viewer Abandonment (2014) e da installazioni che occuperanno lo spazio e un punto fino a oggi mai utilizzato. Sopra ogni vetrina c’è un arco, accessibile dall’interno attraverso una botola, abbiamo pensato di collocare degli interventi anche lì. Insomma, poi vedrai, non ti anticipo altro.

Elena Solito

 

💊 Viewer Abandonment | Gavin Bell – Jarrah de Kuijer – Simon McGlinn

TRIPLA – Via Indipendenza, 71 f/g/h – Bologna

02 febbraio 2018 – 10 febbraio 2018 | h. 24/24

Opening | Venerdi 2 febbraio | ore 20:00 – 24.00

www.spaziotripla.com

Immagine di copertina: Tripla – view of space Tripla – courtesy Tripla, ph. Filippo Cecconi

 

Elena Solito

Ha studiato moda e fotografia. Ha collaborato come contributor con alcune riviste. Studia Beni Culturali all’Università degli Studi di Milano, si occupa di storytelling e collezionismo privato. È interessata alle nuove istanze artistiche che si sviluppano in quelli che sono i “non luoghi” dell’arte.