Stupido come un pittore. Fare pittura a Villa Vertua

«Io non rappresento nulla, io dipingo», questa frase di Giorgio Griffa viene utilizzata, nel 1973, da Maurizio Fagiolo dell’Arco come titolo di una delle prime mostre dedicate alla nascente Pittura Analitica. Tela, pennelli e colori esprimevano una riflessione e un ritorno alle origini di un fare che si trovava a confrontarsi con la potenza fredda del concettuale. Un esserci che non necessitava di ulteriori significati per essere arte. Una pittura che analizzava se stessa ponendosi, in alcuni casi, sulla via esistenzialista dell’arte minimale. In molte opere, da quel momento in poi, la volontà narrativa sembrò diventare inutile se non dannosa. Chiedere il cosa è rappresentato, il celebre cosa significa, diventò terribilmente fuori moda. Ma la pittura percorre la storia, genera, cavalca o affonda il particolare sentire di epoche sempre più ristrette e veloci senza mai perdere davvero la sua funzione originaria e fondante, il raccontare per immagini.

Nicola Melinelli
Nicola Melinelli, 2018 – olio su tela, 120x120cm / olio su tela 130x180cm- Stupido come un pittore, installation view – Villa Vertua Masolo (MB) – ph. Cosimo Filippini

Attraverso la mostra collettiva Stupido come un pittore, primo di una serie di appuntamenti che approfondiranno lo stato della giovane pittura italiana, le curatrici Rossella Farinotti e Simona Squadrito mettono in confronto e dialogo le ricerche estetiche di Thomas Berra (1986), Sebastiano Impellizzeri (1982), Pesce Khete (1980) e Nicola Melinelli (1988). Alle opere di questi artisti si affiancano le tele leggere e profonde di Valentino Vago, grande esploratore dei sentimenti e della fede umana, pittore recentemente scomparso a tarda età, la cui ricerca non è mai rimasta legata in gruppi o correnti ma ha sempre messo al primo posto la potenza leggera del colore.
Villa Vertua Masolo, edificio liberty sorto in un elegante parco a nord della città di Milano, si fa cornice ideale, palcoscenico di una sintesi armoniosa dove opere di diversa fattura entrano in stretto dialogo nonostante la funzionale divisione in stanze dello spazio. Pittura che non si risolve nella tela ma che invade superfici diversissime, riempie il grande spazio incorniciato del soffitto e si fa serie di colonne di un materiale che appare delicato, quasi gessoso. Un’atmosfera leggera ma ben determinata coinvolge le opere di Vago, scelta riuscitissima delle curatrici che genera un dialogo preciso fra tempo e spazio, mostrando un sentire comune che supera stili e modalità espressive. Le freschissime tele del pittore nato nel 1931 si amalgamano all’atmosfera senza imporsi, danno luce e ovattato calore.

Villa Vertua
Stupido come un pittore, 2018 – installation view, Villa Vertua Masolo (MB) – ph. Cosimo Filippini

Il fare pittura presente in villa identifica bene, in una delle sue caratteristiche, quella generazione in bilico fra gli Eraser nati negli Anni Settanta e la più recente e tecnologicamente affettuosa generazione di operatori estetici. La fuga da un decennio, quello degli Anni Novanta, fatto di eccessi e provocazioni, è ormai superata e metabolizzata, poco rimane dell’annullamento della volontà di immagine, della colata omogenizzante che chiede una pausa e cancella il bombardamento. Il fare pittura torna, sostiene colori squillanti e invasioni decorative, ma non supera del tutto la distanza fra opera e persona, non arriva a un dipingere tattile e minuto, vicino al sentire intimo dei ragazzi perduti di oggi. Fra azzeramenti e novelli Peter Pan 2.0, le opere presenti in mostra raccontano una generazione che si è ritrovata al centro di un epocale cambiamento di paradigma, il passato non rappresentava più necessità e sogni, il futuro incerto e da costruire, nel mezzo loro che, nel centro della tempesta, mostrano una profonda volontà di espressione e sentimenti, un sentire da Anni Zero che evidenzia un collegamento inaspettato e riuscitissimo con il passato, presente ed eterno di Valentino Vago.

Marco Roberto Marelli

 

STUPIDO COME UN PITTORE

a cura di Rossella Farinotti e Simona Squadrito

21 gennaio – 11 febbraio 2018

Villa Vertua Masolo – via Garibaldi,  1 – Nova Milanese (MB)

Immagine di copertina: Stupido come un pittore, 2018 – installation view, Villa Vertua Masolo (MB) – ph. Cosimo Filippini

 

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