Caffè Internazionale è una sede espositiva e un locale nato nel 2015 a Palermo. Lo spazio è gestito da Stefania Galegati e Darrell Shines, in collaborazione con Davide Ricco. Abbiamo intervistato l’artista visiva Stefania Galegati in un momento di grandi cambiamenti per il loro progetto.

Caffè Internazionale ha un format molto originale all’interno della rete dei project space che si sono sviluppati sul territorio nazionale. Un caffè che da spazio alla sperimentazione sotto tutte le sue forme. Come nasce questo connubio di attività?

Nasce dalla necessità di fare cose nella nostra città liberamente, senza etichette e senza il controllo di altri. Darrell Shines, mio marito, si occupa di musica da quando aveva venti anni, io di arti visive. Avevamo bisogno di uno spazio libero dove fare ricerca, poter portare artisti e musicisti da fuori, crescere una giovane comunità che si facesse indipendente. Davide ha gestito il bar con noi, è un intellettuale raffinatissimo che ci ha supportato e supporta in vari progetti.

Caffè Internazionale

Darrell Shines con la cantante e chitarrista Nai Palm presso Caffè Internazionale – Courtesy Caffè Internazionale

Palermo. Perchè avete scelto questa città e quali le sfide con il territorio?

Palermo mi chiama dall’inizio del millennio. Nel 2007 ho proposto una residenza a Francesco Pantaleone ed è stato amore. Nel 2008 abbiamo traslocato con una bambina di 5 mesi e due valigie. Non lo rifarei, se questa è la prossima domanda! Ma 10 anni di Palermo sono stati una scuola più importante delle università. Il territorio è diffidente e tende a escluderti se arrivi con la voglia di fare, ma se sei un turista o se muori di fame ti aiutano calorosamente. Ovviamente sono discorsi generici, ho anche incontrato persone bellissime.

Sono davvero curiosa di sapere, da persona che anima quotidianamente il panorama culturale palermitano, come è vissuto il BOOM di eventi artistici che si stanno svolgendo per Manifesta.

Manifesta non ci ha coinvolto direttamente con progetti seri. Ne è comunque valsa la pena per le persone che, da diverse parti del mondo, ci sono venute a cercare. Non ho ancora visto la rassegna, mi prendo del tempo per farlo, però per Palermo è tutta manna che scende dal cielo e di questo ringrazio chi ha deciso di portare qui questo evento.

Di recente avete lanciato una campagna crowdfunding per il sostentamento economico della vostra attività espositiva. Da quali esigenze nasce questa raccolta fondi? Come volete investire i ricavati delle donazioni che state ricevendo?

L’esigenza nasce dal fatto che la città non ci sostiene in questa location. Senza nessun tono negativo, sto parlando di business. Il Caffè non è un luogo pensato come bar di passaggio, è uno  spazio dove succedono cose belle e dove la gente va solo quando succedono le cose belle. Non abbiamo più voglia di tenere questo ritmo, non vogliamo abbassare la qualità delle attività che facciamo e abbiamo un po’ esaurito quello che si può fare con le risorse locali. Ti assicuro che è come quando guardi un dipinto, ci lavori un giorno, poi lo guardi, ti ci rimetti a lavorare, poi lo guardi ancora e a un certo punto lui è finito. Non lo scegli, lui ti guarda e ti dice che è finito, che è ora di portarsi altrove.
Quando abbiamo iniziato il crowdfunding non avevamo preso ancora la decisione di cambiare sede, ora non abbiamo più dubbi. Ovviamente il brand resta, saremo nomadi per un po’, lavoreremo a macchia in altri locali, al parco, in altre città. Come per il Ficus macrophylla f. columnaris, il Caffè ha gettato delle radici importanti che non sono legate a quel luogo: la scholè, le band e la summer school prime fra tutte.

Alfonso Leto

Alfonso Leto, A – exhibition view, Trino, Caffè Internazionale, Palermo 2016 – Courtesy Caffè Internazionale

Momento spoiler: ci puoi raccontare qualche progetto futuro?

Ci spostiamo in campagna, appena fuori dalla città. Non con un bar, ma con un luogo privato dove svilupperemo le attività iniziate al Caffè: la musica e l’arte soprattutto.

Intervista a cura di Irene Angenica

 

CAFFÈ INTERNAZIONALE – Via San Basilio, 37 – PALERMO

www.caffeinternazionale.com

Intagram: caffe_internazionale

Immagine di copertina: Caffè Internazionale (logo), Courtesy Caffè Internazionale

 

Irene Angenica

Irene Angenica (Catania, 1991) Fondatrice del progetto Porto dell’Arte, si occupa di curatela e didattica. Laureata in arte contemporanea presso il DAMS di Bologna e successivamente diplomata alla specialistica di Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Svolge diverse collaborazioni tra Bologna e Barcellona, alcune delle realtà con la quale ha lavorato sono: Blueproject Foundation, MACBA – Museu de Arte Contemporani de Barcelona, Accademia di Belle Arti di Bologna e MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

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