Liquide rifrazioni inattese: Stefania Ruggiero e Giovanni Zanda da State Of, a Milano

In poche ore la realtà superò la fantasia. Il crollo delle Torri Gemelle inaugurò una nuova epoca, un’inattesa sfera di esistenza, narrazione e fatti si trovarono catapultatati in un rinnovato rapporto dialettico. Complici le immagini televisive, che rapidamente invasero gli schermi di tutto il mondo, noi tutti provammo un collettivo senso di déjà vu. Le scene viste mille volte al cinema, sviluppate in ormai canonici cicli narrativi, erano reali.
Siamo oggi immersi in un evento analogo, un virus potenzialmente mortale, che può colpire tutti, si diffonde e muta. Vi è però una fondamentale differenza: è cambiata la figura spazio – temporale entro cui ci muoviamo. L’epica dell’azione eroica e della risposta rapida è stata sostituita dalla paralisi dell’attesa, dall’eroe da divano. Il concetto stesso di libertà è cambiato, e con esso il nostro rapporto con il patto sociale in cui viviamo.

Muta la società e con essa il sistema simbolico che la rappresenta. La produzione estetica cerca di sopravvivere, esplora con necessità nuove i tanti format immaginati negli ultimi decenni, ne propone di differenti. A Milano, nella centrale zona di Porta Romana, invade la porta di ingresso di Aretè Showroom, grande spazio dedicato alla moda all’interno del quale agisce State Of, piattaforma artistica e culturale multidisciplinare diretta da Manuela Nobile e Luca Zuccala. Realizzata a cura di Andrea Croce e State Of, Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato è un progetto espositivo che mette in dialogo gli artisti Stefania Ruggiero (Legnano, 1987) e Giovanni Zanda (Cagliari). Grandi specchi racchiusi nella resina, dove il fruitore si trova catapultato, sono affiancati da colorati e sorridenti adesivi provenienti dall’immaginario Disney. Il corpo esplode sulle differenti superfici costituenti il grande portone vetrato che consente l’accesso allo showroom. Esterno e interno si confondono generando un display liquido che rende animata la fredda parete mobile, basculante per adempiere alla sua funzione. Dall’esserci fisico a quello simbolico, i capi di abbigliamento in vendita si mischiano alle immagini prodotte dai due artisti generando un ampliamento del campo di possibilità, suggeriscono storie sempre nuove, legate al vissuto personale del fruitore. Forme e memoria agisco in maniera libera coinvolgendo la casualità del passante che si trova involontariamente catapultato nel paese meraviglioso di Alice.



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Tutto è fermo ma tutto muta: meteo, orari, attività fuori e dentro Aretè, tutto dialoga con il format espositivo e con il lavoro di Stefania Ruggiero e Giovanni Zanda. Il nostro “divano” è li, ligio a ogni restrizione sanitaria imposta ma aperto a fruizioni sempre multiple e sempre nuove. La mostra non sfrutta, come spesso accaduto in questi mesi, riscoperte possibilità tecnologiche e virtuali ma agisce analizzando gli orizzonti entro cui può muoversi, i limiti entro cui è costretta, generando possibilità critiche affermative e non passive.

È vero, al primo sguardo il fruitore si trova semplicemente davanti al portone di ingresso di una attività commerciale riferibile al campo della moda. Guardando meglio trova degli adesivi colorarti sui vetri e degli specchi, stranamente rivolti verso l’estero. Occorre non fermarsi a questo primo limite esperienziale, è necessario sostare un lungo attimo, lasciare che gli spazi ci rapiscano trasmettendo nuove energie per una stasi che non è fine ma campo ampio di possibilità.

Marco Roberto Marelli


Stefania Ruggiero e Giovanni Zanda

Un Déjà vu inaspettato
e mi chiedo se lo avessi già pensato.

A cura di Andrea Croce e State Of

21 gennaio – 18 febbraio 2021

State Of – Via Seneca, 4 – Milano

www.areteshowroom.com

Instagram: stateof_____


Caption

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato -Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Renata Vesely

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato – Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Francesca Aquilini

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato – Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Francesca Aquilini

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato – Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Francesca Aquilini

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato – Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Francesca Aquilini

Un Déjà vu inaspettato e mi chiedo se lo avessi già pensato – Installation View at Aretè Showroom, Milan, 2021 – Courtesy the artist and State Of, ph. Francesca Aquilini