Souvenir: arte, cultura e creatività a Barcellona

Souvenir è un progetto artistico e culturale ideato da Fabrizio Contarino (artista visivo e designer), Antonio Marenco (video-maker e fotografo) e Herman Bashiron Mendolicchio (ricercatore e curatore). Inaugurato nel quartiere Gracia di Barcellona nel 2017, mette in dialogo tre differenti professionisti italiani con un territorio molto ricettivo nei confronti della ricerca, produzione e presentazione di pratiche creative. Aperto alla scena artistica contemporanea, propone differenti modalità di offerta estetica che variano dalle attività performative, a quelle didattiche fino a mostre concepite secondo format classici e innovativi.
In questo periodo di incertezze e ricerca di nuove possibilità, abbiamo dialogato a distanza con loro.


Souvenir nasce a Barcellona nel 2017. Cosa vi ha condotto a dare il via a questa avventura e quali opportunità e stimoli culturali offre la città che vi ospita?

Souvenir nasce in un periodo in cui la crisi economica dettata dallo scoppio della bolla immobiliare era alle spalle e la turistificazione della città era nel suo punto più alto con i suoi 32 milioni di visitatori all’anno. Le gallerie e gli spazi artistici e culturali abbandonavano il centro; noi in controtendenza decidemmo di aprire il nostro artspace propio nello storico quartiere di Gracia. L’idea era quello di uno spazio aperto con una programmazione intermittente che facesse da legame tra creativi radicati a Barcellona e altri di passaggio.

Viviamo oggi un Rinascimento dal basso che vede la costante nascita di nuove realtà spesso identificate con il limitante e ambiguo termine di “spazi indipendenti”. Voi come definireste Souvenir e quali sono le linee giuda che conducono il vostro operato?

Il nome Souvenir rimette sia all’etimologia della parola “sub – venir”, che richiama alla memoria e al viaggio, sia, nella versione del logo Souvenir con la parola barrata, a una critica della mercificazione che stanno subendo tutte le grandi metropoli contemporanee. Lavoriamo su progetti che si concentrano sui concetti di consumo visivo, indagando la relazioni tra media e memoria, realtà e riproduzione.
Siamo uno spazio di creazione, sperimentazione e ricerca artistica finalizzato alla promozione di artisti emergenti o di media carriera. Ogni anno cerchiamo di allargare il nostro raggio di azione creando sinergie e scambi con gallerie e spazi culturali attivi in altre realtà. Il primo anno abbiamo ospitato Arcade gallery di Okinawa con opere di Daichi Sato e Taisei Otsuka, lo scorso Granada gallery di Buenos Aires con Debbie Reda e Lucas Garsés, prossimamente Monumental Callao dal Perù.



previous arrow
next arrow
Slider


Souvenir possiede tre studi di artista ed è aperta alla realizzazione di residenze. Quanto la condivisone degli spazi e il dialogo quotidiano è per voi importante e come selezionate gli artisti e i creativi che attivano la vostra realtà?

Come artist run space, abbiamo i nostri studi a Souvenir e condividiamo lo spazio con 3 artisti che scegliamo di volta in volta tramite un open call sempre attiva. Siamo uno spazio di sperimentazione aperto a tutte le forme di creatività e durante questi anni sono stati residenti a Souvenir: videomakers, fashion designer, illustratori, artisti visivi, performer, etc. Da un anno collaboriamo con R.A.R.O. un programma di residenze artistiche internazionale, con base a Buenos Aires, Madrid e Barcellona creato per generare spazi di scambio, creazione e diffusione.

#internetflags è un progetto di Irma Marco, realizzato a cura di Arianna Esposito e Marco Tondello, che si diffonde sul territorio e dialoga in maniera critica con la situazione attuale. Cosa vi ha colpito del lavoro di questa artista e come un progetto di questo tipo si inserisce all’interno della vostra realtà?

#Internetflag è la risposta scritta (a mano) da Irma Marco a quest’epoca fatta di accelerazioni e di distrazioni. Paradossalmente il tempo ritrovato dell’intimità domestica nel periodo del lockdown è stato lo spunto per incominciare questa riflessione critica su quella che Juan Martín Prada chiama “extimidad”: la costante esibizione di intimità su Internet. L’artista ha cucito e dipinto diverse bandiere con messaggi diversi che mettono in discussione il nostro rapporto con il mondo digitale e Internet. Durante il confinamento esponeva le bandiere dal balcone di casa sua; nella mostra #Internetflags, presentata a Souvenir, replica la stessa azione nei balconi prestati dai vicini del quartiere di Gracia aggiungendo un’installazione site-specific all’interno della galleria. Al riproporre il messaggio in altre finestre, ad altri orizzonti, il lavoro personale dell’artista diventa partecipativo. In questo modo, come sottolineano i curatori, uscire dalla galleria ha significato entrare in città.

Dal punto di osservazione di Barcellona, quali secondo voi le correnti estetiche oggi più interessanti e cariche di futuro e come il mondo dell’arte e della creatività entra in dialogo con le forti esigenze locali, particolarmente vive anche sotto il piano politico?

Secondo Boris Groys, oggigiorno l’arte contemporanea non produce più solo opere: “Piuttosto, produce eventi artistici, performance, mostre temporanee che dimostrano il carattere transitorio del presente ordine delle cose e le regole che governano il comportamento sociale contemporaneo”.
Da Barcellona vediamo con interesse la nascita di spazi autogestiti, di nuove forme di collaborazione. E Souvenir è aperta a nuove produzioni, scambi, laboratori, residenze, eventi con un programma flessibile e aperto. Ci interessano opere che mescolano generi e tecniche per stimolare lo spettatore, che creano narrative, anche frammentate. In due parole: sperimentazione e ricerca.

A cura di Marco Roberto Marelli


www.espaisouvenir.com

Instagram: espai.souvenir


Caption

Irma Marco, #internetflags, 2020 – Courtesy l’artista

Bastian Schwind, Beyond representation – Courtesy l’artista

Diego Ballestrasse, La cuarta pared – Courtesy l’artista

Mariana Rocha, Everywhere Nowhere – Courtesy l’artista