So Long (arrivederci) è il titolo della mostra inaugurata il 13 dicembre alla Fondazione Pastificio Cerere di Roma; nata a conclusione del programma di residenza di quattro artisti – Thomas Berra (Milano, 1986), Corinna Gosmaro (Torino, 1987), Elke Dreier (Memmingen, 1984) e Analía Martínez (Buenos Aires, 1986) – l’esposizione riunisce al suo interno i lavori realizzati da ognuno di loro durante i mesi trascorsi tra l’Italia e la Germania, secondo quanto stabilito da due bandi: 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti, nato da una collaborazione tra la Fondazione e l’Associazione Civita e Artist-in-residence project (Transfer > Rome), programma di scambio presentato dalla Shafhof – European House of Art Upper Bavaria. Attraverso questi due progetti di residenza gli artisti hanno potuto trascorrere tre mesi a Roma, all’interno degli spazi della Fondazione e tre mesi a Frisinga, nella sede espositiva della Shafhof; seguendo la stessa logica l’esposizione dei lavori prodotti, una volta conclusasi la parentesi romana a febbraio, si sposterà nella sede bavarese nella primavera del 2018.

Entrando nel cortile della Fondazione, ci troviamo subito di fronte al lavoro di Thomas Berra Franco e Renata: un’ edicola realizzata dallo studio Park associati, sulla quale sono affisse delle copie di un giornale che riprendono lo schema editoriale dei fotoromanzi che leggeva una zia dell’artista, Renata appunto, protagonista dei tre capitoli presenti all’interno del periodico e del grande dipinto situato nella prima sala dello spazio espositivo.

Elke Dreier

Elke Dreier – Explanation and Some Clouds, 2017 – video installation, video Full HD, 3′ 18” and storyboarddrawing on paper – credits Pierpaolo Lo Giudice

La dimensione della narrazione, intesa in modi diversi da ciascun autore e sviluppata attraverso vari linguaggi, sembra legare tutti i lavori presenti in mostra; sfogliando il racconto illustrato da Berra con un tratto secco e minimale, veniamo trascinati nel panorama del dopoguerra, passando attraverso l’intima memoria di una piccola storia. Ai disegni dell’artista si alternano notizie di cronaca rosa tratte dai rotocalchi dell’epoca: dalla relazione tra Jackie Kennedy e Onassis, alle delusioni attoriali di Grace Kelly, fino a storie d’amore tra persone comuni che superano leggi razziali ancora in vigore nel Mississippi. Poi, di nuovo, Franco e Renata e il loro amore tra Addis Abeba e Milano. Berra ci restituisce il ritratto di un’epoca servendosi di poche linee veloci, di poche parole e di storie dai toni leggeri che testimoniano però con forza i cambiamenti che segnano un’epoca.

Nella seconda sala l’artista Elke Dreier si interessa all’infinito panorama di gesti che accompagnano il linguaggio verbale; anche qui la narrazione, resa esplicita attraverso il gesto. In Explanation and Some Clouds l’artista gioca proprio su questo livello: isolando il video dall’audio, si invita l’osservatore a concentrarsi sulla componente visiva e gestuale del linguaggio, che svincolato dalla parola rivela con forza la sua dimensione evocativa.

È di Corinna Gosmaro la serie di sculture che troviamo nell’ultima sala: partendo dalla dimensione della ritualità funebre e dagli oggetti che, in diverse epoche storiche, sono legati a essa, l’artista intraprende un viaggio nella memoria e nell’identità di diverse culture, richiamando temi cari alla storia dell’arte, come quelli del memento mori, dell’ars moriendi e, più in generale, delle rappresentazioni allegoriche e delle iconografie della morte.

Analía Martínez

Analía Martínez – Orbita, 2017 – 16 monotype prints on paper, each 50×35 cm – credits Pierpaolo Lo Giudice

Orbita di Analía Martínez è un lavoro che riguarda il concetto di multiplo, di copia. Le opere dell’artista argentina traggono ispirazione da oggetti concavi o convessi, a partire dai quali realizza monotipi e dipinti che indagano i temi della riproduzione, dell’appropriazione e della conservazione di forme e stilemi, temi forti all’interno della storia della città di Roma.

Interessante la compresenza di linguaggi e di stili, e l’attenzione, da parte degli artisti, alla potenza e alla pregnanza del medium prescelto. So long, con la sua riuscita, rivela l’importanza del confronto e dell’interazione culturale all’interno di uno scenario il più aperto e internazionale possibile.

Alessandra Cecchini

 

THOMAS BERRA – CORINNA GOSMARO – ELKE DREIER – ANALÍA MARTÍNEZ

SO LONG

FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE – via degli Ausoni, 7 – Roma

13 dicembre 2017 – 14 febbraio 2018

www.pastificiocerere.it

Immagine di copertina: Thomas Berra – Franco e Renata, 2017 – pictorial book, printing on paper, 32×23 cm – credits Pierpaolo Lo Giudice

 

Alessandra Cecchini

Alessandra Cecchini (Rieti, 1990) è una giovane artista interessata al tema della memoria, individuale e collettiva, e al suo ruolo nella società contemporanea. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Arti visive, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea dal titolo “Being There. L’arte ai tempi della contemplazione”. Sempre nello stesso anno è finalista al Premio Fabbri per l’Arte contemporanea, nella sezione Arte emergente. Partecipa a diverse mostre collettive e nel 2017 si dedica alla sua prima mostra personale.
Attualmente è iscritta al Corso di Formazione Avanzata di Curatore museale e di eventi presso l’Istituto Europeo di Design di Roma.