Tutto parte da una membrana organica. Un procedimento antico, chimico e inconsapevole, si è fatto oggi ipertecnologico e falsamente ingenuo. La distanza che separa il Medio Evo, epoca scarsamente conosciuta come multicolore e abbagliante, da questi nostri anni ricchi di affascinanti schermi affettuosi in cui i pixel sono ormai invisibile e dove le immagini appaiono quasi per magia da nere superfici retroilluminati, sembra ormai essere poca cosa. “Quadratini elettrici di silice” hanno sostituito le tessere dei grandi mosaici, le immagini hanno invaso la nostra vita facendosi domestiche e scodinzolanti ma spesso subdole e immutate in quell’antico portato di potere e condizionamento.

Retina è una parte fondamentale del nostro apparato oculare, retina è un marchio registrato, utilizzato da Apple, attraverso cui viene identificata la più avanzata qualità di schermi per PC. Da questo termine e da questa dicotomia, con una precisa volontà critica, la prima mostra realizzata nello spazio espositivo milanese Gluqbar prende le mosse.

Retina

Retina – exhibition view, 2018, Gluqbar, Milano – courtesy Gluqbar

Nata nel 2015 on-line e come vetrina a Reggio Emilia, la galleria si è oggi “trasferita” nella “Casa & Bottega” di Luca Massaro mantenendo una forte propensione verso una fare multidisciplinare aperto allo spazio, sempre attento alla divulgazione digitale dei contenuti. Contenitore allo stesso tempo privato e pubblico, si inserisce nel fiorente dibattito su quelle “nuove” realtà espositive che sembrano aver trovato nel termine Project Space una definizione non ancora definitiva. Come ben espresso nel sito ufficiale: “Gluqbar Gallery (ex LDS Gallery) è uno spazio espositivo flessibile e un quadro curatoriale con l’obiettivo di produrre installazioni site specific, materiale virtuale e stampato, progetti off-site e online in un’architettura oxymoronic senza pareti”.

In occasione di questo primo momento di riflessione e proposta, sono stati invitati a realizzare una raffinata mostra collettiva dieci artisti accomunati dall’utilizzo della fotografia e dell’immagine digitale in chiave critica. Le opere presenti in un elegante white cube, dove la luce dei neon annulla la dimensione spaziale, non si limitano a essere ciò che appaiono ma instaurano un preciso e penetrante dialogo diretto con il fruitore, lo guardano negli occhi dicendogli chiaramente che sono molto di più. Abbandonato senza didascalie nella sala spietata, il visitatore ha solo una piccola piantina quotata con la quale orientarsi e scoprire la stanza magica (originariamente bagno del locale) dove, attraverso una lampada speciale, dal buio totale emergono avvolgenti immagini luminose. Sopra l’ingresso della stanza, in un atteggiamento fra il preoccupante e il protettivo, un grande volatile e una telecamera di sicurezza vegliano su di noi. Alle pareti della sala principale, una serie di immagini di diversi autori passano dal logo di un berretto da baseball a terresti paesaggi desolati invasi da creature aliene in bilico fra vacanza e esplorazione. Al centro dello spazio, su una colonna, alcuni piccoli schermi incorniciati da suntuosi legni dorati, restituiscono paesaggi che vivono fra natura e ricordi d’infanzia. Piccoli mondi si mostrano grazie al movimento secco, a scacchiera, di grossi pixel che ricordano da vicino i primi videogiochi portatili.

Retina

Retina – exhibition view, 2018, Gluqbar, Milano – courtesy Gluqbar

Gli artisti in mostra (Enrico Boccioletti – Alessandro Calabrese – Martina Corà – Giorgio Di Noto – Irene Fenara – Teresa Giannico – Ben Janowitz – Rachele Maistrello – Luca Massaro e Filippo Minelli) presentano uno spaccato vario e peculiare della recente ricerca estetica a livello internazionale. Un commento complessivo per le loro opere può apparire superficiale e poco illuminante, ma la precisa volontà critica e il riuscitissimo percorso espositivo tolgono Retina dal gruppo delle numerose mostre collettive dal carattere quasi esclusivamente tassonomico rendendola un momento nel quale immergersi in un variegato, preciso e approfondito catalogo di risposte alla domanda centrale della mostra : “Come sta cambiando il rapporto fra immagini e persone ?”.

Marco Roberto Marelli

 

RETINA

22 Febbraio 2018 – 11 Marzo 2018

GLUQBAR – via C. Gluck, 48 – Milano

www.gluqbar.xyz

Immagine di copertina: Retina –  exhibition view, 2018, Gluqbar, Milano – courtesy Gluqbar

 

Marco Roberto Marelli

Storico e critico d’arte si laurea in Arti Visive nel 2012 a Bologna. Nato a Monza nel 1986 lavora come autore e curatore indipendente dopo aver collaborato con prestigiose realtà culturali in Italia e all’estero.