Positive pressure. Pepo Salazar a SABOT

Pensa a quelle volte in cui, mentre spingi il carrello tra uno scaffale e l’altro del supermercato, ti accorgi di aver dimenticato qualcosa: il docciaschiuma, il detergente per i piatti, la cassa della birra per il party di stasera. Pensa al momento in cui ti giri e pensi “dove caxxo la trovo adesso?” e una valanga di odori, suoni, marche, colori e famiglie impazzite ti si rovesciano addosso.

Non c’è modo di riprendere fiato! Abbiamo bisogno di riprendere fiato? Abbiamo bisogno di una direzione? Non sarebbe più facile farci dondolare senza chiedersi nulla se non ancora un attimo di piena immersione nel marasma sintetico che ci circonda e sostiene?

Belong anywhere. Meat floating job position è la prima personale di Pepo Salazar a SABOT (per chi non ancora la conoscesse, una tra le gallerie più cutting edge e interessanti emerse recentemente sul panorama internazionale).

Pepo Salazar
Belong anywhere. Meat floating job position, Installation view – courtesy SABOT, Cluj

Il tutto si apre attraverso un angusto passaggio ricavato tra le ante spalancate di una fila di armadi accostati in sequenza labirintica e caotica all’ingresso della galleria: Universal celebration of fulfilled project. Già dal primo passo ci troviamo a confrontarci con uno spazio ostile, ma allo stesso tempo accogliente, familiare che ci costringe a fare i conti con le nostre ossessionanti abitudini: la suoneria di Skype che si ripete a ritmo continuo; voci di sottofondo masticate e incomprensibili; percussioni martellanti e colori, corsie strapiene di prodotti, ritmi sovrapposti e graffianti che vanno dalle note iniziali di Bitch Better Have my Money ai rilassanti accordi di ukulele rimbalzati in aria da Arch career. Floating world builders workshop and some wills, una videoinstallazione posizionata orizzontalmente su un tavolo di vetro fluttuante all’estremità della prima sala, sospeso in equilibrio su una torre di lavatrici sovrapposte.

Quello che Pepo Salazar ci mette di fronte è un universo delirante che conosciamo fin troppo bene, narcotico, ipnotico e rassicurante; sono i nostri pensieri rimbalzati sotto la doccia mentre l’acqua scivola sulla nostra pelle insaponata.

Self branding same and rival loop 2 è una presenza estenuata, un manichino seduto, per non dire spalmato, su una anonima sedia da ufficio blu elettrico: le mani rilassate sulle cosce, le pieghe sgualcite della maglietta rosso-blu-stagione-2016 del “Barça” e un amplificatore narrante tra le gambe, sparato a pieno volume.

Pepo Salazar
Self branding same and rival loop 1 – Mixed media installation, dimensions variable – courtesy SABOT, Cluj

Il resto dello spazio è occupato da un’enorme lastra di vetro verticale, la cui presenza sembra suggerire il perimetro della vetrina di un centro commerciale; alle sue spalle si diramano le foglie di un filodendro gigante aperte a formare il perfetto background alle immagini video alternate di auto e furgoni riversati su scaffali, carrelli e vetrine di supermercati: Tutorial for switching lacunas.

A questo punto il loop si amplifica, lo spazio e gli elementi che lo abitano vengono risucchiati sulla superficie riflettente di due schermi ultrapiatti ancorati alle pareti dalla superficie cromata e riflettente di docce e rubinetti da bagno: We are glass, a crew a body cut in two (still a body) / Swiss will.

Non ci sono risposte e non ci sono domande in questo posto; tutto è ovunque!

Siamo parte di un universo in cui non ci sono direzioni, percorsi o luoghi da abitare: That’s where you come in, freelance world builder. Into a growing family at the delirium of the unlimited”, stand tall: Belong anywhere!

Robb Starkas

 

PEPO SALAZAR

BELONG ANYWHERE. MEAT FLOATING JOB POSITION

30 settembre – 11 novembre 2016

SABOT – 59-61 Henri Barbusse str. – Cluj-Napoca, RO

www.galeria-sabot.ro

Immagine di copertina: Belong anywhere. Meat floating job position, Installation view – courtesy SABOT, Cluj

 

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