Ossimori: Ilaria Cuccagna in mostra a Milano

Su indicazione di Jean Claude Mosconi nasce Ossimori, la piccola personale di Ilaria Cuccagna, classe 1981, presentata alla Galleria Riccardo Crespi. Curata da Francesca Pagliuca, l’esposizione si inserisce all’interno del ciclo di progetti (Wunderkammer) per la promozione, da parte di nuovi mecenati, di giovani artisti.

Tutte accomunate dall’attenzione alla materia, sono racchiuse in una sola stanza le sei opere esposte dell’artista, la cui formazione è avvenuta tra le città di Urbino e Valencia, sulla scia di un particolare interesse per la tecnica della fonderia.

Tanto naturali quanto industriali, gli elementi che compongono le opere di Ossimori sono osservati nella loro processualità. Attraverso l’accostamento di materiali ripresi dalla natura, in continuo divenire e trasformazione, con oggetti ricavati dall’intervento umano, la ricerca di Ilaria Cuccagna si muove verso una visione della scultura come pratica di attivazione di processi intrinseci alla materia stessa.

Ilaria Cuccagna
Imprevisto n. 2 – popcorn, bronze, 90x55x15 cm – courtesy Galleria Riccardo Crespi

Passando dall’osservazione, intesa come ascolto del rapporto tra forma e sostanza, l’artista mette in atto un’azione che, da un primo sguardo superficiale, arriva in seguito a scavare all’interno dei processi intimi di mutazione del materiale.

È l’energia stessa racchiusa nelle sostanze che crea la forma in cui viene poi plasmata, in un continuo contrasto di forze opposte, rese attraverso l’avvicinamento di oggetti dalla natura differente: foglie, fiori e arbusti trovano il loro spazio accanto e dentro marmi e travertini, inserendosi in modo quasi mimetico nelle venature della pietra, come nelle quattordici formelle contrapposte che compongono l’opera che dà il nome alla mostra.

In questa pratica scultorea che si fa performativa, gli elementi in opposizione tendono a trovare un nuovo equilibrio che nasce dalla trasformazione.

Solo nel divenire e nell’attenzione alla componente temporale è infatti possibile leggere l’opera di Ilaria Cuccagna. Lo spazio della forma viene generato nella stratificazione di sedimenti e passaggi che solo nello scorrere del tempo possono rivelarsi visibili e percettibili.

Sculture attive, che seguono un naturale processo di mutamento (come può esserlo l’ossidazione del bronzo, favorita dall’umidità del muschio, in Vivrà finché ne avrai cura) diventano espressione di un processo in grado di creare relazioni fisiche tra gli oggetti, arrivando a coinvolgere anche l’osservatore.  Il fruitore è infatti chiamato in causa in prima persona, spinto a porsi in rapporto con l’opera, in grado di sopravvivere nel suo essere in crescita, solo se curata.

Ilaria Cuccagna
Vivrà finchè ne avrai cura, #1 – 2016, bronzo, serizzo, muschio – courtesy Galleria Riccardo Crespi

Lo spettatore viene quindi ad assumere la posizione dell’artista stesso, andando a continuare quello sguardo attento, che, come spiega Ilaria Cuccagna: ‘’presuppone un coinvolgimento emotivo’’. In questo non vi è nessuna imposizione, se non quella data dalle possibili reazioni naturali alla relazione tra materiali, che si trasformano in indizi del loro divenire.

Questi resti, indici del cambiamento, racchiudono in sé stessi la storia, la memoria del processo, che rimane ancorato all’oggetto concreto. Un ultimo passaggio nella costituzione dell’opera, come quello che aveva portato alla realizzazione di Migratio, un calco in gomma di una porta in tufo di antiche mura a La Valletta, creato con l’intenzione di fissare un sintomo della presenza fisica del tempo.

Con questi lavori, Ilaria Cuccagna sintetizza i rapporti, in continuo contrastarsi e riequilibrarsi, di tempo, memoria, spazio e materia, indagando la pratica stessa della creazione artistica.

Sara Cusaro

ILARIA CUCCAGNA

WUNDERKAMMER, OSSIMORI

a cura di Francesca Pagliuca

14 dicembre – 4 febbraio 2017

GALLERIA RICCARDO CRESPI – via Mellerio, 1 – Milano

www.riccardocrespi.com

Immagine di copertina : Ossimori – exhibition view – courtesy Galleria Riccardo Crespi

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