Le Opalescenze di Oscar Contreras Rojas a Milano

Opalescenze è la prima mostra personale a Milano di Oscar Contreras Rojas (Toluca, 1986), realizzata presso gli spazi di Artcurial a cura di Erica Roccella e Luca Zuccala, fruibile fino al 04 febbraio 2023.
Oltre venti opere dell’artista messicano, che vive e lavora a Firenze, presentano un progetto site specific che trasforma lo spazio milanese creando una dimensione parallela, un universo onirico dove la pittura a olio evade dalle tele immergendo il fruitore in un oceano diafano di colore.
In occasione dell’inaugurazione della mostra abbiamo dialogato con i curatori.


L’eterno ritorno della pittura a olio su tela: perché questo medium è ancora oggi centrale e come viene utilizzato da Oscar Contreras Rojas? 

È eterno perché carnale, concreto, ancestrale, tangibile e immediato e quando realizzato con tutti i sacri crismi del caso (linguaggio, ricerca, percorso, storia, poesia e quant’altro) è e rimane una finestra per spalancare nuovi mondi, memorie, brani, lacerti dove immergersi, lasciarsi trasportare, ma anche ragionare, perdersi in maniera silenziosa. Oscar, fonde dimensioni di vita e quotidianità, mito, storia, antropologia, racconti, ricordi, reminiscenze per farti calare in dimensioni altre, ricche di vita e spasmi lirici. In momenti di crisi perenne e precarietà fragile e fluida è il minimo ancorarsi alla materia e lasciarsi prendere in maniera più o meno consapevole nella spirale del sogno – con piedi e radici ben salde alla terra, ovviamente. Una densa leggerezza. Tutto questo esula dal ritorno della pittura a livello di mercato internazionale, quello è endemico e ciclico e fa riferimento a criteri “economici” che tutti ben conosciamo. Ma è un altro discorso. Qua parliamo di un artista serio, sincero, completamente affrancato da logiche commerciali e speculative. 

Opalescenze, come nasce il titolo di questa mostra e a cosa si riferisce?

Nasce parlando, dialogando con Oscar, di fronte alle sue opere. Eravamo a Casa Sponge, a Pergola, nelle Marche, stavamo riflettendo su come disporre i suoi quadri, su come combinarli assieme in un tessuto efficace e non didascalico, banale, per creare un percorso che fosse insieme narrativo, visivo, interiore e – perché no – emozionale. Da lì, la constatazione dell’elemento che eternamente si ripeteva sui dipinti colti di Oscar, dalle tempeste che si fanno mare calmo alle albe che rischiarano la riva: sono le opalescenze il suo tratto comune. Le consistenze lattiginose, iridescenti, che sciolgono la materia e dischiudono mondi. Quella patina traslucida che ammanta la superficie della tela tanto quanto ne scandisce la narrazione. Il trasmigrare in una realtà composta da una miriade di culture fuse nell’olio. Ci siamo guardati, il titolo è stato subito chiaro.



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fu Opalescenze - Oscar Contreras Rojas (4)
fu Oscar Contreras Rojas in mostra a Milano
fu Opalescenze - Oscar Contreras Rojas (5)
fu Opalescenze - Oscar Contreras Rojas (3)
fu Opalescenze - Oscar Contreras Rojas (6)
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Il progetto invade e trasforma un luogo solitamente adibito ad attività relative alla sede milanese della casa d’aste Artcurial: come avete dialogato con lo spazio?

Tentando di non stravolgerlo, rispettandone la natura. Ha questa struttura, la sede milanese di Artcurial, che ogni volta, entrando, ricorda una chiesa. Viene d’istinto il bisogno di collocare sulla parete frontale le opere più grandi, quelle che catalizzano l’attenzione, come fossero moderne pale d’altare. Il resto è una conseguenza, si attiva in progressione. Parola d’ordine: nessun accostamento scontato. Non potevamo esporre Oscar come una rigida esposizione di lotti pre-asta uno via l’altro, standardizzati. Un. po’ come i suoi dipinti interiori, d’altronde, sono tutt’altro che immediati, regolari. Il risultato finale: un caos controllato e coerente con la sua visione d’insieme. In fondo, sullo sfondo, appena entrati. Oscar si impone. C’è un incontro di danza che – posizionato molto più in alto rispetto all’orizzonte degli occhi – diventa una contemporanea pala, al limite del sacro. Ci sono le marine – poste sulle pareti a livello sabbia – che respirano con l’andirivieni della risacca, motivo essenziale nella ricerca di Oscar nella laguna veneziana – quell’oscillare sensuale dell’andare e poi venire che in quel caso si riverbera nel mito, nella classicità.

Potete raccontarci il percorso artistico di Oscar Contreras Rojas e come vi siete relazionati con lui in fase di curatela?

Ci conosciamo da tempo ormai, e conosciamo bene i suoi rintocchi di pittura. Citiamo volutamente il rintocco perché se ci fai caso la mostra è un immenso spartito di tele dove si svolgono le note di colore. Quando abbiamo deciso di fare qualcosa assieme che andasse al di là del costante vedersi sentirsi aggiornarsi, i passi fondamentali sono stati – come sempre – vedere cose e mondi assieme, girare anche senza un fine per amalgamare in modo spontaneo i nostri pensieri, le vedute e le intenzioni. E poi attraverso una semplice chat di gruppo su Whatsapp abbiamo condiviso spunti, sensazioni, connessioni (anche cose stupide ma tutto crea una relazione, un confronto sano), tutto quello che può far ragionare e riflettere per poi essere tradotto sotto la patina “opalescente”.

Che progetti avete per il 2023?

Dal punto di vista curatoriale, continuare a tessere “discorsi” con artisti, prevalentemente pittori, per cui abbiamo un sentire comune. Rapporti fecondi e dialettici anche fuori dal mondo arte che resta, dato il nostro lavoro, invasivo, in senso positivo e illuminante. Dal punto di vista editoriale, siamo entrambi sulla stessa barca del mercato e dell’economia dell’arte, specializzati in questo tipo di scrittura e con lei, barca, e lui, giornalismo al giorno d’oggi, dobbiamo fare i conti quotidianamente. Sia a livello individuale (Exibart, Corriere, ArtsLife, etc.) sia a livello comune (The Ducker) siamo sulla stessa lunghezza d’onda e scrivere, vedere, sentire e ragionare insieme è un arricchimento per entrambi, un dialogo essenziale.

Marco Roberto Marelli


Instagram: artcurial__

Instagram: oscar_i.c.r


Caption

Oscar Contreras Rojas, Opalescenze – Exhibition view, Artcurial, Milano, 2023 – Courtesy Artcurial, ph Irene Barattè