Nicolas Lamas’s solo show: Three chapters of a meaningless story

Restano ormai pochi giorni per osservare il terzo allestimento della mostra Three chapters of ameaningless story realizzata da Nicolas Lamas (Lima, 1980) presso Tripla, in occasione di Live Arts Week VI. L’artista peruviano èstato chiamato all’interno della rassegna bolognese dedicata alla performance anche se apparentemente, osservando la sua esposizione,non cogliamo immediatamente un’azione, ma una serie di elementi organici e inorganici distribuiti negli spazi di Tripla. L’elemento performativo subentra solo in un secondo momento, perché l’artista ha invitato gli artisti e ideatori di Tripla (Luca Bernardello, PaoloBufalini e Filippo Cecconi) a spostare gli oggetti in piena libertà. Lamas trasforma così l’esposizione stessa in atto performativo partecipato; una ripetizione differente, per riassumere in termini deleuziani, dove il coefficiente della differenza è sfruttato per realizzare il prodotto non di un soggetto, ma di una soggettività (nell’accezione espressa da Felix Guattari in Chaosmosis nel 1992).

 Il concetto di intercambiabilità è unelemento chiave per comprendere la realizzazione dell’artista peruviano, il quale da una decina d’anni vive in Europa,precisamente a Bruxelles. Lamas, nella mostra bolognese, lavora esclusivamente con oggetti ed elementi organici che tra loro non hanno alcuna connessione di significato: deterritorializzandoli e riterritorializzandoli, egli li prende dal luogo in cui siamo abituati a vederli (in vetrine, scaffali e negozi), per porli in uno spazio dedicato all’arte che, nel nostro caso, corrisponde pur sempre a delle vetrine. Questa operazione non mira però a dare nuovo significato agli oggetti, piuttosto ne viene sottolineata l’apertura,lasciando all’osservatore infinite possibilità di lettura. Esposti non vi sono segni, piuttosto degli elementi formali che si muovono e cambiano disposizione nel tempo. Si tratta di un atteggiamento simulativo piuttosto che l’espressione di un’idea più classica di arte come rappresentazione. Le vetrine di Tripla, inoltre, aiutano notevolmente questo approccio incrementandone l’effetto: esse corrispondono a degli schermi, intesi come superficie ostacolante, ma anche come display, o supporto per immagini incorniciate.



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La mostra più che essere allestita è trasmessa attraverso il dispositivo Tripla;un’esposizione in divenire in cui si modificano le relazioni tra le masse che stanno all’interno dello spazio. Tra le opere di Lamas troviamo una yuca (una radice commestibile) che indossa un orologio:un modo per farci notare una corrispondenza volumetrica, una attenzione verso le masse, e non un semplice accostamento strambo e surreale. Il peruviano evoca nel suo approccio una progettualità digitale, formando composizioni prive di gravità, immagini tattili trasmesse in loop.

Nel suo sito Tripla è definita come un blog analogico e come tale l’ha sfruttata Lamas, lasciando agli amministratori del blog la possibilità di interagire e modificarne i contenuti. Nei due allestimenti successivi da un latonotiamo la persistenza di un simile approccio digitale/elettronico allo spazio e dall’altro notiamo occhi e mani differenti nell’allestimento: per esempio attraverso l’uso di oggetti di piccole dimensioni, oppure per il maggior respiro tra gli elementi,dal quale ottengono un differente rigore compositivo. La mostra/performance ideata da Lamas genera così un’esposizione in cui gli artisti di Tripla sono chiamati a ridisporre e aggiornare i contenuti del blog, mostrandoci i tre capitoli di una storia senza senso.

Davide Da Pieve


NICOLAS LAMAS

THREE CHAPTERS OF A MEANINGLESS STORY

a cura di Tripla

26 aprile – 25 maggio 2017

TRIPLA – via Indipendenza, 71f – Bologna

www.lamasnicolas.blogspot.it

www.spaziotripla.com


Caption

Three chapters of a meaningless story – exhibition view – courtesy Tripla



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