Milena Rossignoli // Limiti di curvatura

Sarà aperta fino al 25 maggio Limiti di curvatura, prima mostra personale di Milena Rossignoli alla White Noise Gallery di Roma, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.
Milena Rossignoli, classe 1990, presenta in questa occasione gli esiti più recenti della sua ricerca, da sempre incentrata sul rapporto tra l’uomo e lo spazio, in una costante messa in discussione della percezione che abbiamo di quest’ultimo.

Il percorso espositivo, attraverso i tre ambienti della galleria, procede dal basso verso l’alto, in una sorta di braccio di ferro simbolico degli oggetti con la forza di gravità; ogni opera sembra sospesa in un equilibrio instabile, nell’attimo che precede la rottura di questa stasi, fragile ma anche per questo carica di potenzialità. La mostra colpisce per l’eleganza e la cura con la quale il gesto artistico si insinua nello spazio, sottolineandone le caratteristiche formali.

Entrando nella galleria incontriamo alcuni elementi che la Rossignoli inserisce nell’ambiente evidenziando, attraverso giochi di luci e ombre, aspetti formali che lo connotano; appena percettibili, queste opere sfruttano in modo scultoreo la luce che – grazie all’utilizzo di semplici carte traslucide – si fa soffusa, diafana.
Passando nella seconda sala incontriamo una serie di installazioni che sintetizzano bene il processo cognitivo che si cela dietro le opere dell’artista; protagonisti sono elementi di vario genere, sospesi in una situazione di precarietà, e teloni industriali che, con il loro piegarsi e dispiegarsi, si muovono verso l’alto rivelando, sulla loro superficie, una texture che è ottenuta strappando dal pavimento tracce di colle e altri residui. Con la loro forte carica emotiva, essi rivelano la memoria e l’identità del luogo che l’artista percorre e abita, e con il quale instaura un legame personale che sta alla base di questa necessità di portare con sé una traccia, strappando dal pavimento una porzione di tempo, oltre che di spazio.



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Ma non si tratta solo di superfici. Visitando la mostra si percepisce la vertigine, lo spaesamento, ma anche la curiosità con la quale Milena Rossignoli guarda il mondo, alterando la forma dei luoghi attraverso interventi di spostamento della prospettiva.

Scendendo al piano inferiore della galleria incontriamo un lavoro che rappresenta un po’ la sintesi della ricerca dell’artista: Resistenza I nasce dalla struttura degli aquiloni del periodo Edo, oggetti legati alla sfera religiosa, considerati dalla tradizione giapponese un punto di contatto tra Terra e Cosmo. Questa installazione modifica con la sua presenza la percezione del luogo che ci circonda, che sembra restringersi e dilatarsi sotto i nostri occhi; l’artista forza fino al limite le potenzialità dello spazio, che si ribalta in continuazione sotto il nostro sguardo, al punto da mettere in discussione la nostra stessa posizione rispetto agli assi cardinali.

Passando di stanza in stanza si ha l’impressione di essere spettatori di un attimo cristallizzato, un momento carico di tensione e di forza potenziale. La mostra appare come un’istantanea, una fotografia di un dato momento, infinito nel senso di non-finito, presentato a noi come frammento di un processo di trasformazione tuttora in corso.

Alessandra Cecchini


Milena Rossignoli

Limiti di Curvatura

a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti

White Noise Gallery – Via della Seggiola, 9 – Roma

23 marzo – 25 maggio 2019

www.whitenoisegallery.it

Instagram: whitenoisegallery


Caption

Milena Rossignoli, Di Peso Uguale (particolare) – Variable dimensions, latex, wood, rock, pigment, carbon on canvas, 2018 – Courtesy White Noise Gallery

Milena Rossignoli, Limiti di Curvatura – Installation view, White Noise Gallery, 2019, Roma – Courtesy White Noise Gallery



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