Matteo Vettorello – “Pressione Simpatica”

(∂ + m) ψ = 0 è l’equazione più famosa di Paul Dirac, il punto più alto ed emozionante del rapporto fra scienza e sentimenti.
Traducendo questi simboli attraverso il nostro alfabeto si sprigiona la potenza romantica di un assunto che afferma: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”

Pressione Simpatica – mostra personale di Matteo Vettorello (Venezia, 1986), ideata per lo spazio milanese Edicola Radetzky e curata da Irene Sofia Comi – conduce la più recente ricerca in campo estetico a confrontarsi con una visione duale dove sofware e hardware, uomo e meccanica, emozioni e freddi numeri mostrano un rapporto ormai indissolubile, che supera le generazioni e i limiti spaziali.

Fruibile fino al 7 ottobre, il progetto site-specific Autoindicatore di pressione simpatica si presenta come una luccicante scultura-dispositivo d’attivazione che misura il grado di empatia tra due persone. Per la prima volta, Edicola Radetzky concede una doppia funzione: vetrina per la visione della scultura; spazio abitabile per la fruizione e l’interazione con l’opera. La verde struttura che lambisce la riscoperta Darsena meneghina estremizza la sua funzione critica di oggetto partecipante, diviene essa stessa parte indispensabile dell’opera mostrandosi in due vesti distinte: diurna e interattiva; notturna, intermittente e freddamente luminosa.



Matteo Vettorello
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La vetrina principale sulla strada presenta, applicata su i vetri, un’accesissima e bicroma rappresentazione nel macchinario che si trova all’interno, un primo bozzetto dell’opera che dona alla mostra una dimensione cromatica e amichevole.
Varcato l’ingresso, una strumentazione ricca di cavi colorati, display luminosi e impeccabili strutture metalliche ospita due persone, una posta di fronte all’altra, la loro mano destra, posta su una lucida e trasparente superficie di plastica recante dei sensori, attiva il dispositivo mettendo i loro stati emotivi in connessione. Attraverso sollecitazioni e sguardi si va alla ricerca della soluzione di un’equazione impossibile, di un equilibrio teorico che non può qui essere calcolato e tradotto con esattezza.

Partito da una produzione in ambito pittorico, Matteo Vettorello ha evoluto la sua ricerca fino a legarla ai temi più attuali in ambito sociale e ambientale: il suo fare analizza le relazioni fra persone, arte e scienza evidenziando i disagi della nostra attuale società, di una tecnica che, come ricorda Irene Sofia Comi nel denso testo critico che accompagna la mostra, “segue” le teorie di Emanuele Severino e si fa destino cieco che utilizza la recente spinta ambientalista per affermare il suo dominio sulla volontà e gli interessi umani.

Vettorello utilizza sistemi biometrici per la quantificazione di uno stato d’animo per mostrare, in maniera analoga ma differente da quella del collega romano Donato Piccolo, il lato sublime del rapporto fra l’uomo e la sua percezione e schematizzazione del mondo e delle sue leggi. Attraverso macchine non più celibi, l’artista cerca di risolvere algoritmi paradossali che mostrano una connessione che eccede sempre la sua comprensione.

Marco Roberto Marelli


Matteo Vettorello

Pressione Simpatica

a cura di Irene Sofia Comi

13 settembre – 7 ottobre 2019

Edicola Radetzky – Viale Gorizia (lato Darsena), Milano

www.edicolaradetzky.it

Instagram: edicolaradetzky


Caption

Matteo Vettorello. Pressione Simpatica – Installation view, 2019, Milano – Courtesy l’artista e Edicola Radetzky, ph Maurangelo Quagliarella.



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