Si cela dietro un drappo di velluto la celebrazione dell’amore, trattenuta tra due mani di marmo, custodita in un oggetto prezioso. No, non è ancora San Valentino, è una delle istallazioni che Jim Hodges (1957) realizza all’interno delle stanze di Palazzo Belgioioso, sede milanese della Galleria Massimo De Carlo, in occasione della mostra Turning Pages in the Book of Love.

Per la prima personale dell’artista, originario dello stato di Washington, nel contesto milanese, la scelta del caratteristico spazio del palazzo settecentesco, risulta fondamentale affinchè si instauri, tra opere e ambienti, un sentimento comune, percettibile nei rapporti tra le sculture in marmo, le sovrapposizioni di tecniche sulla tela e gli stucchi d’altro secolo. 

Jim Hodges

Jim Hodges turning pages in the book of love Turning Pages in the Book of Love – installation views Massimo De Carlo, Milan/Belgioioso, 2017 – ph. by Roberto Marossi – courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

Il percorso è un interrogativo su alcuni degli aspetti più profondi della vita umana, su quei concetti sfuggenti per il pensiero, indagati senza che per essi possa essere in alcun modo trovata una linea comune di verità, perché troppo ampi, troppo concreti per essere colti con la mente nella loro interezza. L’amore e la morte, il classico dittico di opposti che dall’antichità è sempre risultato un unicum imprescindibile, fonte di ispirazione di artisti e poeti, non può essere raccontato con una logica immateriale. Può invece essere indagato nella materia: una resa sensibile come unica possibilità di un compromesso di sentimenti e pulsioni. 

Proprio attraverso il materiale, Jim Hodges porta nel contesto della villa del Piermarini una concreta rivisitazione di tutti quei racconti narrati dalle mitologie classiche, “copiando” i giochi divini, di sentimenti e crudeltà, degli antichi.

Marmo bianco Michelangelo, marmo nero di Colonnata, bronzo, legno intarsiato d’oro, seta, pigmento, vernici e glitter: l’uso di materiali classici si fonde con la scelta di moderne tecniche, condensate nel gesto attento e minimo dell’artista. Il suo approccio alla realizzazione delle opere si trova infatti in un fare artigianale, nella sua gestualità pacata e attenta, che viene ripetuta, reiterata, esagerata, sottolineando l’importanza per la resa materica, fino a esaurirne la possibilità di intensità, nella realizzazione di grandi opere in grado di colpire lo sguardo. 

La bellezza che ne traspare, nonostante la forza emanata dal sovrapporsi di strati, altro non è che un continuo raggiungimento di livelli di azione, di volontà artistica, cela in sé una componente di fragilità che risulta quasi inspiegabile. Proprio in questo gli oggetti concreti assumono quel qualcosa, così indefinito seppure fisicamente presente, in grado di renderli non più solo corpo materiale ma anche espressione astratta sentimentale.

Jim Hodges

Turning Pages in the Book of Love – installation views Massimo De Carlo, Milan/Belgioioso, 2017 – ph. by Roberto Marossi – courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

L’amore viene percepito nella sua forma, non nel suo concetto. Una componente di tenerezza traspare dal sovrapporsi di questi strati fisici di diversa natura, legati dall’azione. L’insieme delle opere in mostra, in rapporto con le stanze non neutre della galleria – e con il giardino del Palazzo che per la prima volta ospita delle opere – si fa organico nel percorso e non semplice ornamento. Come organico è in fondo quel sentimento indescrivibile e solo ventrale che è l’amore: mostrato nelle “opere da sfogliare” in questo particolare libro tridimensionale di Jim Hodges, da scoprire come una delicata scultura in vetro celata dietro un Narrow Gate, un corridoio stretto, che attrae lo sguardo.

Sara Cusaro

 

JIM HODGES

TURNING PAGES IN THE BOOK OF LOVE 

28 Novembre 2017 – 3 Febbraio 2018

MASSIMO DE CARLO – Palazzo Belgioioso, Piazza Belgioioso, 2 – Milano

www.massimodecarlo.com

Immagine di copertina: Turning Pages in the Book of Love – installation views Massimo De Carlo, Milan/Belgioioso, 2017 – ph. by Roberto Marossi – courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

 

Sara Cusaro

Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.