Maratona di Visione – Rassegna online di Videoarte, 2° Edizione.

Dal 25 gennaio 2020 avrà luogo la seconda edizione di Maratona di Visione, la prima rassegna online di videoarte in Italia, inaugurata nel 2018 sotto la direzione artistica di Alberto Ceresoli. La piattaforma web del festival renderà fruibili, durante i cinque mesi di durata dell’evento, 50 opere video di 37 artisti dal background differenziato e riconosciuti internazionalmente nei loro percorsi di ricerca. Gli artisti selezionati per questa edizione sono: ANDRECO, DEHORS/AUDELA, Oreste Baccolini, Lidia Bianchi, Monica Camaggi, Rita Casdia, Marco Ceroni, Enzo Cillo, Silvia De Gennaro, Cristiana De Marchi, Daniele Di Girolamo, Elisabetta Di Sopra, Alessandro Fara, Francesca Fini, Jacopo Jenna, Luca Leggero, Marta Lodola, Molino & Lucidi, Marcantonio Lunardi, Clara Luiselli, Simone Mangione, Michele Manzini, Carlo Miele, Stefania Migliorati, Stefano Miraglia, Francesca Montorfano, Saggion-Paganello, Laurina Paperina, Menegazzo/Pernisa, Fonte/Poe, Rosy Rox, Filomena Rusciano, Manu Macco e Guido Salvini, Luca Scavone, Hasan Özgür Top, Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio, Ivana Volpe.
Quest’anno si assisterà a una notevole crescita e ampliamento della manifestazione a livello nazionale, con il coinvolgimento di gallerie e spazi di ricerca per l’arte contemporanea di Bergamo, Milano, Torino e Bologna.

Dialogando con Alberto Ceresoli abbiamo scoperto maggiori dettagli sul festival.


Come nasce il progetto Maratona di visione?

Facendo un balzo indietro di diversi anni, ritengo fondamentale la mia prima esperienza di lavoro per Docva (Documentation Center of Visual Art), realtà a cura di Careof e Viafarini. Ricordo l’importante lavoro di Mario Gorni sull’archivio di materiale audiovisivo, ancora oggi al centro di studi e punto di partenza per lo sviluppo di grandi progetti. Con un pensiero sul come e quando è nata l’idea progettuale di questa rassegna, credo importante ricordare quei mesi di stage – post formazione in pratiche curatoriali – che mi hanno dato la possibilità di interfacciarmi al dispositivo video. Quell’esperienza ha di certo contribuito a mettere le basi di una visione che mi ha poi accompagnato in scelte e pratiche di ricerca. Negli ultimi anni ho avuto il piacere di lavorare con artisti fantastici e di coltivare esperienze curatoriali di screening video all’interno di differenti realtà, tra project space e gallerie. Il lavoro, le ambizioni personali, le relazioni, le urgenze progettuali, il continuo confronto con gli artisti, le svariate suggestioni che tengo a citare – Vdrome, Visual Container, Videoart Yearbook – insieme all’essenziale dialogo con il Comune di Bergamo (importante l’incontro tra l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato all’Innovazione, nell’impegno di Nadia Ghisalberti e Giacomo Angeloni) hanno portato nel 2018 alla costruzione di questa rassegna per la promozione della ricerca video contemporanea.

Quali sono le collaborazioni per questa edizione e come sono nate?

La rassegna ha avuto per questa seconda edizione del 2020 una crescita progettuale significativa, con un’apertura nazionale che vedrà protagoniste 4 città italiane. Bergamo capofila, al centro di un lavoro che vuole avere delle importanti ricadute culturali sulla città. E poi Milano, Torino, Bologna, che attraverso il lavoro di colleghi, curatori, artisti e galleristi, accoglieranno il progetto all’interno di contenitori per l’Arte Contemporanea, permettendo un’apertura della piattaforma web a screening video e progetti di mostra. Le collaborazioni sono nate con questo fine e con la consapevolezza rispetto all’importante lavoro svolto da ogni singola realtà coinvolta, inserita in un circuito territoriale attento alla ricerca e alla sperimentazione. Ringrazio tutti per il prezioso lavoro svolto: Roberto Ratti di Traffic Gallery (Bergamo), Sara Benaglia e Mauro Zanchi di BACO – Base Arte Contemporanea (Bergamo), Ludovica Belotti e Martina Cesani di Semifreddo – Associazione per la ricerca artistica contemporanea (Bergamo), Matteo Cremonesi di Office Project Room (Milano), Federica Fiumelli di Officina15 (Bologna), Tecla Azzarone di Fusion Art Gallery – Inaudita, (Torino); Francesca Leoni e Davide Mastrangelo di Ibrida festival (Forlì), OXO Collection – The Gallery (Lucca) e l’artista Salvatore Insana (Roma).



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Come sono stati selezionati gli artisti?

Le 50 opere dei 37 artisti sono state selezionate attraverso una call definitasi attraverso un percorso curatoriale corale, che ha visto tutti gli operatori coinvolti, impegnati in una ricerca finalizzata alla costruzione di un dispositivo capace di dare una lettura su pratiche, estetiche, stili e sperimentazioni video. La call ha portato all’attivazione di un dialogo con artisti appartenenti a diverse generazioni, con background riconosciuti internazionalmente, portatori di immagini e poetiche che nella deriva del contemporaneo possono dare una lettura e forse un senso alla complessità del presente.

Per addentrarci nello specifico delle opere video, quali consiglieresti di non perdere assolutamente?

Credo nel lavoro di tutti gli artisti chiamati per questa Rassegna Online di Videoarte. Considerata la domanda, proporrò un’idea di “microrassegna” da promuovere qui su Forme Uniche, ovvero cinque opere video: Marcantonio Lunardi, Worn Out (2019); Hasan Özgür Top, The Atelier (2018); Fonte/Poe (Alessandro Fonte, Shawnette Poe), The Trial Loop (2016); Andreco, Parade For The Landscape (2014); Laurina Paperina, Shitman And The End Of The World (2012).

Quali aspettative hai per questa edizione e per le prossime future?

Sono molto orgoglioso del lavoro svolto fin’ora, delle bellissime collaborazioni, delle nuove relazioni costruite e delle relazioni consolidate. Grazie al lavoro di Woodoo Studio la piattaforma tra pochi giorni sarà online e tutta l’organizzazione è pronta per i 5 mesi di lavoro che dovranno concentrarsi in particolar modo nella comunicazione del progetto. Ci aspettiamo tutti un’importante risposta di pubblico e di critica e nella mia persona, proiettandomi verso la terza edizione, non posso che immaginare un rafforzamento della diffusione del progetto sul territorio di Bergamo, e a un arricchimento di interventi nazionali e internazionali. Sono già in corso dialoghi con colleghi che operano su Venezia, Roma, Palermo, Napoli e si è attivato un primo scambio con organizzazioni a Berlino, Londra e Tirana. La visione di un progetto diffuso su scala internazionale è tanto ambiziosa, quanto possibile oggi, nel nostro tempo, forse necessaria.

A cura di Giulia Perrucci


2° Maratona di Visione, Rassegna Online di Videoarte

25 gennaio – 10 maggio 2020

a cura di Alberto Ceresoli

con il patrocinio e il sostegno del Comune di Bergamo

Grafica e web design: Woodoo Studio |Media Partner: Forme Uniche

www.maratonadivisione.it

Instagram: maratonadivisione


Caption

Marco Ceroni, PUPA, 2019 – Courtesy Maratona di Visione

Dehors/Audela, MEZZANINE un’impasse in due atti (act 1), 2019 Courtesy Maratona di Visione

Stefania Migliorati, ZÜRICH, 2016 – Courtesy Maratona di Visione

Rosy Rox, ESERCIZIO N. 1 (solo), 2017 – Courtesy Maratona di Visione

Elisabetta Di Sopra, TEMPORARY, 2013 – Courtesy Maratona di Visione



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