m’ama non m’ama di Luisa Turuani, il primo progetto video a cura di t-space

Nuovo ciclo di vita per t-space, studio fotografico e project space milanese, che inaugura il 2019 con un nuovo format: la produzione di progetti video proposti ad artisti che solitamente non includono questo medium nella propria pratica. m’ama non m’ama di Luisa Turuani (1992) nasce da queste premesse: video-performance ambientata in una Piazza Duomo a Milano che a un tratto si schiaccia irreale sullo sfondo, come il fondale di un teatro.

Una luce led rossa colora l’anticamera della project room, anticipando uno dei due temi del lavoro: l’aspetto tecnologico. Turuani ricorda la storia del primo “incerto, ondeggiante e traballante” tentativo di volo mai compiuto, durato per lo più dodici secondi, sottolineando la tensione emotiva del rapporto tra la rudimentale e goffa macchina e il suo creatore. Gli oggetti tecnologici sembrano inerti sebbene siano capaci di muoversi sempre più autonomamente, passando di continuo tra fasi di vita e non-vita. Ci affidiamo quotidianamente alla tecnologia per cercare i percorsi più brevi, per far pulsare cuori sintetici o per ordinare cibo dal divano, non di rado ci troviamo sorpresi a realizzare quanto sia essa a servirsi dei nostri bisogni: ad alimentarli, orientarli e anticiparli. Ma in questo caso il rapporto si inverte, perché il drone non può levitare indisturbato nei cieli metropolitani per motivi di pubblica sicurezza. Per assottigliare la distanza tra umano e non-umano, l’artista mette in scena una pantomima che dura l’arco di un giorno. Si mimetizza tra le stereotipie della piazza con il proprio corpo, in un’azione concentrata e ripetuta, quanto simbolica: quella di provare a tenere insieme l’oggetto volante e un piccione, il suo modello animale, accompagnando il primo alla ricorsa del secondo.



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A un tratto la macchina perde la sua weirdness, questa faccia inquietante fatta di silenziosi lampeggiamenti, eliche e sensori, e suscita compassione: “con sorpresa, è proprio guardando alla vitalità della macchina che una strana simpatia affiora”. Turuani imbraccia il drone per introdurlo amichevolmente alla natura, ma questa sfugge di continuo, in una successione frustrante di fughe cardiopatiche. La natura non è seducente, anzi infastidisce, un’intrusa nella città. Il gesto impossibile dell’artista non rientra del tutto nel dominio dell’utopia: m’ama non m’ama non è un tentativo di volo di dedominicisiana memoria, in cui la ripetizione pedissequa dell’azione in un certo senso la realizza. Ci troviamo in una situazione in cui, in fondo, sappiamo già come andrà a finire. La tecnologia non si ricongiungerà con l’ambiente naturale, nemmeno dentro il nostro spazio mentale; del rapporto tra umano e non-umano subiamo solo gli effetti più inquietanti, l’ipotesi di un’alleanza rimane letteratura. In questo senso, tutto ciò ci dice molto su una condizione del presente, in cui la fine sembra già sia accaduta, irreversibile, e niente può far davvero la differenza. Forse, tutto ciò che rimane da fare è esorcizzare la paura facendole il verso.

Claudia Petraroli



Luisa Turuani

m’ama non m’ama

a cura di t-space

16 gennaio 2019 – 24 febbraio 2019

t-space, Via Bolama, 4 – Milano

www.t-space.it


Caption

m’ama non m’ama – Still da video – Courtesy t-space

m’ama non m’ama – Installation view – Courtesy t-space

m’ama non m’ama – Still da video – Courtesy t-space

m’ama non m’ama – Still da video – Courtesy t-space



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