Lost in the pixel world. Stefania Ruggiero in mostra a Milano

Stefania Ruggiero conquista e stravolge Milano trasportandola in un mondo fantastico e coloratissimo. La sede espositiva dell’Associazione Culturale Circoloquadro ospiterà, fino all’8 giugno, la mostra personale Generica, a cura della solare Elisa Fusi. Scendendo nello spazio underground meneghino, sarà possibile immergersi in un progetto site specific fortemente coinvolgente, che fa esplodere le pareti dell’edificio, lasciando galleggiare nell’aria tele e carte di medie e grandi dimensioni, realizzate con svariate tecniche pittoriche. Tema focale del percorso percettivo è un grande tappeto in lana e seta che rappresenta delle ideali scale mobili – immobili.

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Courtesy Circoloquadro.

Artista formatasi fra Milano e Londra, all’interno del patinato universo del design, Stefania Ruggiero nasce nel 1987 a Legnano e affianca alla sua attività pittorica quella di disegnatrice tessile. Con lei ci ritroviamo catapultati nel pieno di quella Generazione Zero che, abbandonando il fare mainstream degli operatori culturali di fine millennio, preferisce un ritorno più intimistico alla pittura e alla produzione manuale in genere.

Tema centrale di Generica è quel quotidiano mondo anonimo, che scorre tutti i giorni intorno a noi, e che ci fa sentire soli anche quando siamo immersi nella folla. La Ruggiero ci conduce, infatti, all’interno di una stazione della metropolitana, in un perfetto non-lieu, dove le persone diventano tutte uguali o terribilmente lontane, come le celebri “passanti” di Fabrizio De André. Nei suoi dipinti gli esseri umani sono ridotti a semplici campiture monocrome, i gesti sono tipici e standardizzati, lo spazio e gli oggetti sono riassunti con poche linee che li rendono riconoscibili ma inutilizzabili. La rappresentazione di una natura banale è condotta, dall’artista lombarda, con uno stile fortemente sintetizzante, piatto e dalle cromie squillati e definite, che ben si ricollega al medium per eccellenze di questi nostri giorni, il tablet.

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Sottopasso – 2016 – spray, acrilico, marker e pastello ad olio su tela – 70×50 cm – courtesy Circoloquadro.

Lo sviluppo tecnologico ci ha condotti oggi in una nuova epoca nomade, in un universo liquido fatto di pixel che ha reso possibile la crescita di quella che potremo definire come l’epoca della creatività diffusa. Noi tutti abbiamo a portata di mano strumenti per fare arte, strumenti che ironicamente ci riportano indietro di secoli. Gli schermi dei nostri cellulari utilizzano una griglia fatta di piccole caselline che danno vita a un colore primario, tante piccole tessere colorate, quasi quadrate, che viste da lontano fanno percepire un’immagine. Da qui al confronto con i mosaici ravennati o le tramature di un tappeto il passo è breve.

Con la sua prima, riuscitissima, prova personale Stefania Ruggiero racconta questo nostro nuovo millennio partendo da una situazione semplice, che tutti noi possiamo vivere, accendendo l’attenzione su di essa in maniera molto delicata. Certo lo spazio è caramelloso, forse chiassoso, ma le modalità espressive lo rendono intimistico, di una tattilità calda, quasi dolce. Dopo tanti anni corsi velocemente, dopo troppa libertà accecante e ultraindividualistica, i ragazzi cresciuti in un’epoca scandita da grandi tragedie vogliono semplicemente riappropriarsi della propria tranquilla quotidianità, vogliono che la loro storia non sia fatta di gigantesche feste e successi economici ma di grandi e poco telegenici sentimenti.

Marco Roberto Marelli

STEFANIA RUGGIERO

GENERICA

a cura di ELISA FUSI

12 maggio – 8 giugno 2016

ASSOCIAZIONE CULTURALE CIRCOLOQUADRO Via Genova Giovanni Thaon di Revel, 21 – Milano

www.circoloquadro.com

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