An international subconscious awareness of capitalism – Liv Schulman a Venezia

Il titolo della nuova mostra di Liv Schulman – allestita negli spazi della galleria A Plus A di Venezia e visitabile fino al 18 marzo – si compone di un emoji e di un breve enunciato, entrambi molto provocanti. Una stravagante faccina gialla dall’espressione indecifrabile in bilico tra l’incertezza e il disagio è seguita da un’affermazione altrettanto intensa che recita: “An international subconscious awareness of capitalism”.

È la prima esposizione in Italia per la video artista argentina, portavoce di dibattiti legati a questioni universali come l’identità, la politica, la religione e la sessualità. Recentemente vincitrice del Premio Ricard Corporate Foundation, approda a Venezia con numerosi video posizionati con ingegno in tutte le stanze della galleria di Aurora Fonda e Sandro Pignotti. Con atteggiamento ironico ed enigmatico, l’artista tenta di rovesciare l’ordine predominante e dilagante che opprime il singolo con schemi imposti dall’alto presentando delle “narrazioni fantastiche” in cui il confine tra reale e fittizio rimane sfuggente. Attori professionisti e amatoriali, tra cui la stessa attrice, si alternano personificando caratteri singolari con il fine di porre le condizioni per un ribaltamento del sistema in atto mediante l’uso dell’immaginazione e del mezzo artistico.

Di grande impatto risulta la video installazione della prima sala, che gode di ampia visibilità anche dall’esterno dello spazio grazie a una grande vetrata. L’opera, intitolata Le Goubernement (2019) e riprodotta in sei diversi schermi, è il risultato di un consistente lavoro di ricerca, archivio, ripresa e montaggio svolto dall’artista in collaborazione con alcune attrici. I numerosi episodi rappresentati descrivono storie e aneddoti di personaggi dell’arte e dello spettacolo dal passato turbolento – come artiste lesbiche, queer e trans – che hanno vissuto o frequentato Parigi tra il 1910 e il 1980. Tramite la parola e la gestualità di sette attrici, quarantacinque volti per anni giudicati ed emarginati riappaiono con un linguaggio ibrido e alternativo.

La mostra prosegue con la seconda opera, L’Obstruction (2017), proiettata in un massiccio muro di cemento che richiama la consistenza e la forza dell’enorme statua del David di Michelangelo. L’icona rinascimentale minaccia dall’alto il protagonista del video, un ragazzo intento a proteggere ed esibire le proprie qualità umane attraverso l’uso del codice verbale. Sotto il sole soffocante di Marsiglia, la sua incapacità di comunicare con la statua e con i vari passanti lo conduce verso la resa finale: la sua lotta personale in difesa del linguaggio e del discorso critico costruttivo si frantuma, e sudato si piega alla maestosità silenziosa del David.



previous arrow
next arrow
Slider


A somatic play (2019) esplora il problema quotidiano della corruzione a Città del Messico, luogo per eccellenza in cui le regolamentazioni hanno perso completamente la loro validità. L’artista Liv Schulman impersona delle ufficiali doganali coinvolte giornalmente in situazioni scomode dal costante esito fallimentare.

Proseguendo al secondo piano, il colore blu diventa il legante tra contenitore e contenuto; la prima stanza della galleria, completamente dipinta di blu acceso, ospita un grande televisore (con l’opera Polis-Polis, 2018) in cui scorrono dialoghi tra poliziotti svedesi in uniforme blu all’interno di un commissariato dalle dense pareti blu. La situazione proposta dall’artista incentiva la riflessione sull’uso improprio o esagerato dell’uniforme, che si tramuta spesso in giochi di ruolo.

L’esposizione si chiude con un grande tavolo in cui sono raccolti numerosi disegni preparatori e storyboards dell’artista che testimoniano l’accuratezza della fase preparatoria dei suoi video.

Grazie anche alla presenza di puff, piccoli materassi colorati e panche rivestite di abiti, il pubblico è invitato a soffermarsi singolarmente su ciascun video, isolandosi dall’ambiente circostante tramite cuffie poste su bizzarri supporti a forma di guanto. L’immersione totale nelle avventure narrate nei video di Liv Schulman si traduce in coinvolgimento emotivo e condivisione di un medesimo intento sovversivo. Le opere proposte in mostra permettono di focalizzarsi sulla consapevolezza di poter teorizzare sistemi sociali, politici, economici e culturali alternativi utilizzando come primo strumento il medium artistico.

Giorgia Bergantin


Liv Schulman

Liv Schulman, an international subconscious awareness of capitalism

18 gennaio – 18 marzo 2020

A plus A Gallery – Calle Malipiero, San Marco 3073 – Venezia

www.aplusa.it

Instagram: aplusagallery


Caption

Liv Schulman, an internazional subconscious awareness of capitalism – A plus A Gallery, Venezia, 2020 – Courtesy A plus A Gallery, ph Angela Colonna

Liv Schulman, L Obstruction, 2017 – Video HD, 26.03 min. – Exhibition view, A plus A Gallery, Venezia, 2020 – Courtesy A plus A Gallery, ph Angela Colonna

Liv Schulman, Le Goubernement, 2019 – Video HD, six channels installation . Exhibition view, A plus A Gallery, Venezia, 2020 – Courtesy A plus A Gallery, ph Angela Colonna

Liv Schulman, Polis-Polis, 2018 – Video Hd, 38.22 min. – Exhibition view, A plus A Gallery, Venezia, 2020 – Courtesy A plus A Gallery, ph Angela Colonna