Portando per la prima volta a Milano Kate Leant, giovane artista nata a Chicago nel 1983 che vanta nel curriculum esposizioni personali in gallerie come Monique Meloche (Chigago) e collaborazioni con Zach Feuer (New York), Francesco Lecci inaugura la nuova stagione di Clima con la mostra personale Use Your Indicator. 

L’uso di oggetti e diversi media è il tratto distintivo dell’artista statunitense che non si limita alla scelta di alcuni materiali, ma apre la propria pratica all’accettare ciò che dall’esterno arriva. Da pezzi di stoffa a fiori finti, passando per le lampadine blu, che entrano nella sua opera, istallata in galleria, solo perché portate a lei dallo stesso gallerista. Niente di cercato, tutto solo trovato, per riflettere in particolar modo sul processo di contatto tra la mente e il corpo nella creazione artistica. 

Kate Levant

Use Your Indicator, 2017 – installation view – courtesy Clima, ph Marco Davolio

La mostra si compone di due ambienti, simili ma separati dalla pratica applicata in relazione alla riflessione sottostante.

Si comincia dall’ingresso con un bavaglino, che diventa poi, nel suo sviluppo nella seconda stanza, un abito da lavoro: una suggestione che prescinde la corporeità, per portare attenzione al ciclo vitale della crescita, lasciando spazio alla pura intuizione della mente. Astratta nella forma e nella composizione, l’opera diventa una riflessione in grado di agire sullo spettatore, che solo nell’atto di contemplazione ridona visibilità al pensiero intrinseco in essa.

Così questi Wearable Items, sono abiti che hanno perso la loro funzione, in grado però, nella fruizione, di tornare a essere opere d’arte indossabili, per creare un contatto, un’indagine sulla corporeità attraverso lavori che hanno come carattere peculiare il loro dover essere sentiti per poter essere adattati alla propria mente, al proprio pensiero.

Profonda diventa la relazione tra lo spettatore singolo e l’opera, come nella grande parete occupata da Enter Alpha. Tela, foglio di alluminio, poliuretano, grafite e diversi altri materiali sono i soggetti di un’opera che chiede. Chiede di essere letta, interroga chi guarda cercando un dialogo necessario alla ricerca della propria strada. Domanda di usare i “propri indicatori” per darne una personale interpretazione: un modo per ragionare, meditando attraverso la stratificazione di materiali, sulla direzione di vita intrapresa da ognuno.

Fin ora le opere sono state il frutto di una creazione puramente mentale: di un pensiero estraniato dal corpo, composto di pure immagine. Da qui si passa poi a una riflessione che supera questo primo stato.

Kate Levant

Use Your Indicator, 2017 – installation view – courtesy Clima, ph Marco Davolio

È infatti nella terza sala che si ritrova quel contatto diretto con la corporeità che era rimasto solo detto e pensato nei primi lavori. Le nuove opere sono cariche di colori, sono veloci, sono il frutto dell’input diretto mano-corpo. La creazione si fa istintiva nell’interazione immediata tra il pensare della mente e la realizzazione attraverso la mano, il braccio, il materiale che si plasma e prende forma. Prende le sembianze di un carta modello, di una giacca, in composizioni ricche di elementi differenti, ricche di colori che da sempre hanno creato deferenza all’artista per la loro potenza espressiva.

Kate Levant installa una mostra non semplice, contemplativa, suggestiva, che porta l’attenzione alla lettura, nel contemporaneo, di un rapporto da sempre indagato, dando forma all’interazione tra corpo e pensiero.

Sara Cusaro 

 

KATE LEVANT

USE YOUR INDICATOR

26 settembre – 11 novembre 2017

Clima Gallery – via A. Stradella, 5 – Milano

www.climagallery.com

Immagine di copertina: Use Your Indicator, 2017 – installation view – courtesy Clima, ph Marco Davolio

 

Sara Cusaro
Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.