Sembra un invito quello che Jonathan Lux (1976), artista di origine statunitense ma di formazione londinese, propone attraverso le sue tele alla galleria Ribot. Un invito a sedersi in un caffè luccicante, per gustare un piacevole drink in compagnia di Anthony Patch e Gloria Gilbert, immergendosi con loro, in una atmosfera da Belli e Dannati nel periodo d’oro del Jazz.

Con Cospirators of Pleasure si fa un salto nel passato. Grazie alla pennellata dell’artista, si torna a vivere l’atmosfera che aveva caratterizzato gli anni venti del secolo scorso. Ancora più indietro, ci si ritrova in quegli scenari da manifesti disegnati da Toulouse Loutrec. Riappaiono alla mente la donna dietro al bancone del bar delle Folies Bergere dipinta da Manet, riaffiora il bicchiere di assenzio verde sul tavolino di Edgar Degas, eppure non manca il riferimento alla realtà quotidiana.

Jonathan Lux

Beer Before Liquor, Never Been Sicker, 2017 – oil on canvas, 90×120 cm – courtesy Ribot, Milano

Sono molte le tele presenti in mostra, dai colori accessi, dalle pennellate veloci ma precise. Sono abitate da personaggi la cui fisionomia sembra seguire i tratti di quelli che erano i canoni di bellezza del periodo dei caffè, delle serata di divertimento, delle scorrazzate per Parigi o per le vie di New York alla ricerca del piacere, della compagnia, della festa. Si vedono acconciature cotonate, baffi all’insù e guanti lunghi, in un chiaro riferimento, quasi caricaturale, alla moda del tempo di Thorne Smith, romanziere a cui Jonathan Lux si ispira.

Il puro intrattenimento prende forma nelle tele del pittore americano. I bicchieri, le donne dalle espressioni ammiccanti e dalle forme seducenti sedute a tavoli dei locali, si accostano alle coppie felici tra le frivolezze delle loro vite quotidiane.

L’artista pone una grande attenzione ai dettagli, indagati attraverso pose fermate in attimi precisi, espressioni accentuate e colori sgargianti. Le tele raccontano così attimi di vita bloccati in uno schizzo veloce, reso profondo dall’aiuto del colore e della materia pittorica. Sono quadri che narrano di desideri e di intrighi, mostrando come anche oggi questa ricerca del piacere sia più che mai attuale.

La curiosità dello spettatore viene stimolata alla confronto con quegli aspetti più intimi, strani e primari del comportamento umano. Chi guarda si confronta con personaggi capricciosi e provocatori e con i diversi modi attraverso cui essi perseguono la propria ricerca edonista.

Jonathan Lux

Cospirators of Pleasure, 2017 – installation view – courtesy Ribot, Milano

L’universo di riferimento di Jonathan Lux è quello mondano che, tanto negli anni venti, quanto oggi, invita alla ricerca del piacere più sfrenato. Le tele, realizzate con una tecnica classica, sono semplici quanto gli istinti dei personaggi che vengono rappresentati. Pulsioni universali al divertimento che non hanno età o epoca di riferimento.

Un periodo storico, definito come la Belle Epoque, diventa così, grazie alla pittura, senza tempo, riadattatile come modello anche alla quotidianità odierna, adeguato all’oggi con le necessarie variazioni.

Così il mito di un’epoca d’oro si ripresenta con una dolce nostalgia ai giorni nostri, quando il sogno è vivere l’esperienza di una notte a Parigi, a braccetto degli strani personaggi di Cospirators of Pleasure emersi dalla realtà quotidiana.

Sara Cusaro

 

JONATHAN LUX

COSPIRATORS OF PLEASURE 

27 settembre – 4 novembre 2017

RIBOT ARTE CONTEMPORANEA – via Enrico Noè, 23 – Milano

www.ribotgallery.com

Immagine di copertina: Cospirators of Pleasure, 2017 –  installation view – courtesy Ribot, Milano

 

Sara Cusaro

Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.