Il J1 è uno degli ultimi hangar storici sul porto vecchio di Marsiglia, simbolo del passato industriale della città francese. Si tratta di una struttura di 6000 m² in cemento armato e ferro che si sviluppa su due piani e che rivela una vista inedita sul mare, il porto e la città. Costruito nel 1930, il complesso è stato rinnovato nel 2013 – quando la città fu designata capitale europea della cultura – per poi essere lasciato all’abbandono, fino a questo momento.
È in occasione dell’esposizione Le monde tel qu’il va! che gli spazi del J1 riaprono, grazie a una significativa e stimolante collaborazione con Les Rencontres de la Photographie d’Arles, storico festival di fotografia di rilevanza internazionale.
Attraverso la selezione di otto progetti esposti l’estate scorsa ad Arles, Le monde tel qu’il va! ripropone i lavori di quaranta fotografi, presentati per mezzo di un allestimento pensato e realizzato appositamente per le imponenti sale dell’hangar.

Le monde tel qu’il va!

Philippe Dudouit – Oubari, Sud della Libia, giugno 2015. Veicolo di una milizia libica Touareg – courtesy l’artista e East Wing gallery

 Le monde tel qu’il va!

Gideon Mendel – Jeff e Tracey Waters, Staines-upon-Thames, Surrey, Regno Unito, febbraio 2014, dalla serie Submerged portraits – courtesy l’artista

Tra fotografie e video, i soggetti e i temi di questa grande mostra sono numerosi, ma ciò che accomuna le opere sembra essere la necessità di raccontare, rivelare, ricostruire, testimoniare e interrogarsi sullo stato di cose del nostro pianeta, sul “mondo così come va”.
Questa indagine, questo esercizio di osservazione, si snoda lungo gli scenari e le situazioni più varie: dalle rive del Bosforo alle zone torride della frontiera subsahariana, dal territorio diviso di Cipro alla Libia lacerata dalla guerra e dalle pressioni migratorie, dalle regioni del mondo colpite da alluvioni alle utopie residenziali nell’ Île-de- France, dall’influenza politica e religiosa sull’urbanizzazione di Ankara e Istanbul al contesto della Colombia contemporanea dopo anni di guerriglia e lotta armata.
Le monde tel qu’il va! si presenta così come un’immersione radicale nel cuore di contesti geopolitici complessi, inquieti e precari, di fronte ai quali il ruolo dell’artista è quello di decodificare i segni di un movimento in atto, intuendo in anticipo la rilevanza degli stravolgimenti del proprio tempo. In questo senso il valore testimoniale dell’immagine fotografica gioca un ruolo fondamentale, imponendosi come mezzo di accesso privilegiato all’informazione e al mondo nel quale l’immagine stessa è stata creata.

 Le monde tel qu’il va!

Norman Behrendt – Niyaziye Cami-i Serifi, realizzata nel 2015, Yenimahalle, Ankara, 2015, dalla serie Brave New Turkey – courtesy Uno Art Space/Hartmann Projects, Stoccarda

 Le monde tel qu’il va!

Samuel Gratacap – Centro di detenzione per migranti di Zaouia, 2014 – courtesy l’artista e galleria Les filles du calvaire

Al contempo non è possibile parlare semplicemente di “fotogiornalismo” o di “cronaca per immagini”: il lavoro di fotografi come Mendel, Gratacap o Dudoit si distingue infatti per una finissima ricerca estetica sia nella composizione tecnica dell’immagine sia nella scelta dei soggetti, rivelando una sensibilità artistica che non è possibile trascurare.
È così che le immagini della mostra s’inseriscono esplicitamente in una dinamica in cui il rimando reciproco di arte e politica sembra dar luogo a una tensione ineliminabile: una dimensione dialettica intrinseca al medium fotografico in sé. La fotografia è infatti, al tempo stesso, un processo tecnico, culturale e antropologico che lavora sul medesimo spazio sensibile, materiale e simbolico, oggetto della pratica sociale e politica. Ed ecco perché l’urgenza di immagini di questo genere ci impone un ragionamento sulle modalità di partizione del sensibile che attuiamo ogni giorno, su come dividiamo il visibile e l’invisibile, il dicibile e l’indicibile, la ripartizione di corpi, tempi e spazi.
Percorrendo le vaste sale del J1 si ha la possibilità di incrociare molti volti, molti sguardi, molti orizzonti, molte storie: alcune più lontane e altre meno, alcune più conosciute e altre meno; la sensazione è quella d’immergersi in un altrove non poi così distante, che sembra coinvolgerci, implicarci. In questo modo Le monde tel qu’il va! più che informare o aggiornare sulle attualità critiche della nostra contemporaneità, ci invita a imparare di nuovo a guardare in faccia gli altri e a riscoprire il mondo così come va.

Pietro Cortona

 

LE MONDE TEL QU’IL VA!
LES RENCONTRES D’ARLES S’INSTALLENT AU J1 À MARSEILLE

 

MATHIEU ASSELIN // Monsanto: une enquête photographique;

GIDEON MENDEL // Un monde qui se noie;

LA VUELTA // 27 photographes et artistes colombiens;

PHILIPPE DUDOUIT // The dynamics of dust;

MONIQUE DEREGIBUS // La maison chypre;

SAMUEL GRATACAP // Fifty-fifty [Lybie];

LEVITT France // Une utopie pavillonnaire;

NORMAN BEHRENDT // Brave new Turkey;

OH ¡ LATINA ! // Histoires colombiennes;

1 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

MJ1 JOLIETTE – 23, Place de la Joliette – Marsiglia

www.rencontres-arles.com

www.mj1.fr

Immagine di copertina: Ph. di Rija Andrianina per MJ1 – courtesy MJ1

 

Pietro Cortona

Nato a Lecco nel febbraio del 1990, dopo una triennale in Lettere Moderne a Bergamo, si laurea in Arti Visive nella calda estate del 2016 a Bologna. Si occupa di curatela, allestimenti e critica, collaborando principalmente con giovani artisti emergenti. È membro della redazione di Merzbau – rivista/collettivo di sperimentazioni artistiche e letterarie contemporanee. Attualmente vive e lavora a Marsiglia.