Italian Art Trust Onlus, in conversazione con Emanuele Caprioli

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È nel cuore di Porta Romana a Milano che incontriamo Emanuele Caprioli, artista visivo e ideatore – in collaborazione con lo studio legale e tributario Loconte&Partners – di Italian Art Trust Onlus, progetto no-profit che ha recentemente lanciato un ampio bando a iscrizione gratuita, aperto fino al 28 febbraio 2021 e rivolto al sostegno dei giovani artisti italiani under 35. Abbiamo dialogato con lui per conoscere meglio il progetto, riflettendo su quanto possa essere importante al giorno d’oggi trovare modalità di sostegno e finanziamento nel settore artistico.


Ho incontrato i primi contenuti di Italian Art Trust Onlus lo scorso maggio, quando le misure per l’emergenza pandemica iniziavano ad allentarsi. Mi è sembrato un bel segnale vista la complessità e la stasi economica che l’intero settore culturale stava subendo. Come è nato il progetto?

Il progetto Italian Art Trust Onlus è stato stilato teoricamente tra febbraio e marzo 2020. Siamo partiti con la volontà di voler strutturare un microsistema di finanziamento artistico. La nostra necessità era cercare una modalità che potesse dare sostegno ai giovani artisti che si trovano a vivere la delicata fase di passaggio tra la conclusione degli studi e l’avviamento del proprio lavoro all’interno del contesto artistico contemporaneo. I finanziamenti per l’arte e la cultura sono sicuramente una realtà complessa in Italia quindi, a seguito di molte analisi, abbiamo valutato la possibilità di istituire un “trust” per raggiungere la finalità prefissata.

Come funziona?

Il “trust” da cui prende il nome il progetto è uno strumento giuridico che consente a un soggetto (detto disponente), di porre tutto, o parte, del suo patrimonio o dei suoi diritti sotto il controllo di un altro soggetto (detto trustee), affinché li amministri, li gestisca e ne disponga a favore di uno o più beneficiari, o per il perseguimento di uno scopo che il disponente stesso gli ha prescritto di realizzare.
Una volta stilato il business plan abbiamo proposto il progetto allo studio legale e tributario Loconte&Partner, che ha deciso di supportare tale iniziativa, curandone sia i profili legali e fiscali sia quelli di consulenza strategica. Dopodiché, consapevoli della circostanza pandemica e della lunghezza dei sentieri burocratici, abbiamo deciso di anticipare il lancio del progetto e aprire una pagina Instagram dove abbiamo pubblicato le opere di giovani artisti contemporanei che potessero con il loro lavoro e la loro immagine aiutarci a divulgare il progetto.

Di recente avete anche ottenuto la qualifica O.N.L.U.S.. Questo cosa vi permette di fare?

La qualifica O.N.L.U.S. consentirà alle persone fisiche e giuridiche che lo vorranno di sostenere le iniziative di Italian Art Trust Onlus, usufruendo di rilevanti agevolazioni fiscali. Inoltre, questo sistema ci permette di ricevere erogazioni liberali anche dagli artisti vincitori del bando, che qualora lo vorranno potranno scegliere di continuare a sostenere il nostro fondo e di conseguenza le idee e i progetti che seguiranno in futuro, creando un ciclo di sostegno culturale continuo.

Penso sia significativo e molto funzionale creare un ciclo di coesione all’interno di un sistema culturale. È sorprendente quanto questo sistema sia simile a un ingranaggio che viene messo in moto: sostenere la produzione di idee che possano poi supportare, a loro volta, la creazione di nuovi contenuti artistici in un ciclo continuo.

È molto interessante che questo processo possa strutturarsi e avvenire dal basso.
Nonostante ci sia una figura istituzionale associata a uno studio legale, il progetto è seguito da giovani che si occupano delle diverse sezioni del progetto. Inizialmente ho presentato l’idea a Elisa Carollo, art advisor, che ai tempi stava lavorando presso Loconte&Partners; in seguito Stefano Loconte (partner dello studio legale e tributario Loconte&Partners) e Massimiliana Palumbo si sono occupati degli aspetti legali.

Come si struttura e a chi è rivolto il primo bando lanciato da Italian Art Trust Onlus?

Questa prima edizione è dedicata interamente alle arti visive e performative. Invitiamo giovani artisti a presentare la loro candidatura con la proposta di un progetto. Ci siamo rivolti a una giuria di esperti per la selezione delle opere dei partecipanti, ritenendo fondamentale creare un corpo di valutazione eterogeneo in cui curatori, giornalisti, galleristi e collezionisti potessero dire la loro, selezionando il progetto o i progetti che più lo meritano. L’artista che verrà scelto sarà sostenuto nella realizzazione di un’opera e avrà la possibilità di esporre il proprio lavoro in una mostra. Le fasi del lavoro verranno documentate e dovrà essere presentato un cronoprogramma di progetto che strutturi e comunichi il lavoro a tutte le parti interessate.

Con Italian Art trust Onlus quali sono i vostri obiettivi odierni e futuri?

Il nostro obiettivo principale è quello di riuscire a formalizzare una mostra fisica per il vincitore del bando. È prevista la realizzazione di un’esposizione in una delle sedi del Gruppo Banca Generali Private, partner del progetto. Più avanti, vorremmo dedicare una sezione anche al design di prodotto. Crediamo, in relazione al contesto milanese, che sia interessante andare a sostenere anche il mondo del progetto e della produzione indipendente finanziando prototipi ed esponendo ciò che verrà ideato. Inoltre, in futuro vorremmo creare un ponte con realtà al di fuori dell’Italia.

Progetti come il vostro rendono sicuramente l’ambiente artistico più coeso e connesso. Supporto e coesione sono sempre necessari per favorire una reale crescita del sistema. Credi che in Italia si possa spingere maggiormente in questa direzione?

Penso che in ogni contesto ci siano delle soluzioni che possano andare a creare un tipo di sostegno artistico non necessariamente a lungo termine. Il trust è soltanto uno degli esempi che risultano essere efficaci in questi casi. Penso possa essere interessante assistere alla creazione di tanti microsistemi di produzione per il sostegno dell’arte, cosa che purtroppo nel contesto culturale italiano appare ancora qualcosa di complesso. Credo in generale che l’Italia abbia davvero un buon fermento, ci sono molte idee ma si percepisce una sostanziale mancanza di supporto.
Con Italian Art Trust Onlus abbiamo cercato di fare esattamente questo: garantire per noi stessi e il contesto che ci appartiene un sostegno che possa assicurare la possibilità di produrre idee per continuare a realizzarle.



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It is in the heart of Porta Romana in Milan that we meet Emanuele Caprioli, visual artist and creator – in collaboration with the law and tax firm Loconte & Partners – of Italian Art Trust Onlus, a non-profit project that has recently launched a wide call for free registration, open until 10 February 2021 with the aim of supporting young Italian artists under 35. We spoke with him to learn more about the project, reflecting on how important it can be today finding ways of supporting and financing the artistic sector.


I remember the first time I heard about Italian Art Trust Onlus, it was last May 2020, when the limitations for the pandemic emergency had just started to ease. The raising of a funding project for art was a positive sign, given the complex and economic stasis that the entire cultural sector was undergoing. How was the project born?

The Italian Art Trust Onlus project was theoretically drawn up between february and march 2020. We started with the desire of structuring a micro-system of artistic funding. Our need was to look for a way that could give support to young artists who found themselves experiencing the delicate phase of transition between the conclusion of their studies and the start of their artistic career within the contemporary artistic context. Funding for art and culture is certainly a complex reality in Italy, so following many analyses we have evaluated the possibility of establishing a “trust” to achieve our purpose.

How does it work?

The “trust” from which the project takes its name, is a legal instrument that allows a subject (called settlor) to place all, or part, of his assets or rights under the control of another subject (called trustee ), so that he can administer, manage and dispose of them in favor of one or more beneficiaries, or for the pursuit of a purpose that the settlor himself has prescribed him to achieve.

Once the business plan was drafted, we proposed the project to the law and tax firm Loconte & Partner, which decided to support this initiative, taking care of both the legal and tax profiles and those of strategic consultancy. After that, aware of the pandemic circumstance and the length of the bureaucratic paths, we decided to anticipate the launch of the project and open an instagram page where we published the works of young contemporary artists who could help us spread the project with their work and their image.

You have also recently obtained the O.N.L.U.S .. What does this allow you to do?

The O.N.L.U.S. will allow natural and legal persons who wish to support the initiatives of Italian Art Trust Onlus to take advantage of significant tax benefits. Furthermore, this system allows us to receive donations also from the winning artists of the call. If they wish, they can indeed choose to keep supporting our fund and consequently the ideas and projects that will follow in the future, creating a cycle of continuous cultural support.

Creating a cycle of cohesion within a cultural system, I believe is significant and very incisive. It is surprising how much this kind of system is similar to a cog that is set in motion: supporting the production of ideas that can generate and support the creation of new artistic contents in a continuous cycle.

It is very interesting that this process can be structured and takes place from below.

Although there is an institutional figure associated with a law firm, the project is run by young people who deal with the different sections of the project. Initially, I presented the idea to Elisa Carollo, the art advisor, who was working at Loconte & Partners at the time, and later Stefano Loconte (partner of the law and tax firm Loconte & Partners) and Massimiliana Palumbo took care of the legal aspects.

Italian Art Trust has just launched its first call; how was it structured and to whom is it addressed?

This first edition is entirely dedicated to visual and performing arts. We invite young artists to submit their applications with a project proposal. To select the winning project, we invited experts to be part of a jury of selection where journalists, gallery owners, and collectors can discuss the project that most deserve to win. The chosen artist/s  will be supported in the creation of the project and will have the opportunity to exhibit his/their artwork in an exhibition. The phases of the work will be documented with pictures and a project time schedule that structures and communicates the work to all interested parties must be presented by the winner.

What are your goals today and for the future with Italian Art Trust Onlus?

Our main goal is to be able to formalize a physical exhibition for the winner of the call. A show is planned to be held in one of the venues of Banca Generali Private Group, partner of the project. Further on, we would like to dedicate a section to product design as well. Looking at the creative context of Milan, we believe that it is interesting to also support the world of design and independent production by financing prototypes and exhibiting what will be produced. Furthermore, in the future we would like to create a link with realities outside of Italy.

What I find most interesting is that projects like yours certainly make the artistic environment more cohesive and connected. Support and cohesion are always necessary to encourage the real growth of a system. Do you think that in Italy we can push more in this direction?

I think that in every context there are solutions that can create artistic support, which are not necessarily long-term. The trust is just one of the examples that are effective in these cases. I think it might be interesting to witness the creation of many microsystems of production to support art, something that unfortunately still appears complex in the Italian cultural context. I generally believe that Italy has a really good ferment, there are many ideas but there is a substantial lack of support.

With Italian Art Trust Onlus we have tried to do exactly this: to guarantee ourselves and the context that belongs to us a support that can ensure the possibility of producing ideas to keep realizing works of art.

A cura di Mida Fiore


www.italianartrust.com

Instagram: italian_art_trust


Caption

Emanuele Caprioli – Courtesy Emanuele Caprioli

Italian Art Trust Onlus (Logo) – Courtesy Italian Art Trust Onlus