INTERVISTA ZENO BALDI

Zeno Baldi (Verona, 1988) ha studiato composizione e teoria musicale alla Kunstuniversitat di Graz, con Klaus Lang, e al Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano con Gabriele Manca. Ha partecipato alla Session de Composition Voix Nouvelles 2013 della Fondation Royaumont e alla Manifeste Academy 2014 dell’Ircam di Parigi. La sua musica, che comprende lavori per strumenti acustici e vari tipi di dispositivi elettronici, e stata presentata in rassegne quali London Ear Festival, MATA (New York), Firenze Suona Contemporanea, Smog (Bruxelles), Nuova Musica alla Fenice (Venezia), Rondo (Milano). Ha collaborato con gruppi strumentali quali Divertimento Ensemble (per cui è stato compositore in residence 2017), Zeitfluss Ensemble, Ex Novo Ensemble, Ensemble Linea, con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia e l’Orchestra di Padova e del Veneto, e con solisti quali Marco Fusi, Heather Roche e Manu Mayr.

L’abbiamo intervistato in occasione della fellowship ottenuta all’American Academy di Roma.


Spesso iniziamo le nostre conversazioni con questa domanda: quali sono, secondo te, le differenze fra i tuoi esordi e oggi?

Rispetto a quando ho iniziato, credo (e spero) di aver sviluppato una maggiore consapevolezza del mio lavoro, sia da un punto di vista meramente pratico/amministrativo/economico/comunicativo, sia – e sopratutto – artistico. Sono convinto che questo processo non smetterà mai di plasmarsi con la scrittura, e con la mia crescita come persona. Non riesco a concepire uno sviluppo artistico slegato da quello umano. Penso che qualunque attività artistica si nutra e rifletta in certo modo la persona che la crea, è una continua messa a fuoco di chi si è, oltre che di ciò che si fa.

La nostra rubrica è volutamente chiamata “Sound and Vision”. Puoi descriverci la relazione che intercorre fra suono e visione?

Mi è capitato di lavorare anche in ambito audiovisivo (per progetti di videoarte, per cortometraggi, per spettacoli di teatro e di danza), ma il rapporto più frequente con l’ambito visivo nel mio lavoro è sotterraneo. Mentre scrivo ho spesso delle immagini che guidano l’immaginazione sonora, ma non mi sforzo di renderle esplicite all’ascoltatore. Non mi interessa più di tanto “descrivere” una realtà visiva, quanto evocare molteplici scenari legati all’ascolto, che di volta in volta possono coinvolgere aspetti singoli, come una particolare qualità di luce o una specie di ecosistema che integri una dimensione naturale e organica con una più artificiosa e meccanica.



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Quali sono i tuoi libri, opere d’arte, dischi preferiti? Qual è l’ultimo concerto/mostra/spettacolo che hai visto? Le tue ispirazioni?

La risposta richiederebbe un elenco troppo lungo!
Al momento sto leggendo Il treno era in orario di Heinrich Böll, ascolto spesso e volentieri una raccolta di registrazioni anni cinquanta di Erroll Garner, e guardo in differita sul computer – soffrendo molto – le ultime puntate di Blob (che in questo 2019 compie trentanni: auguri!).

Se tra i tuoi lavori dovessi sceglierne solo uno per potere raccontare a qualcuno che non ti conosce la tua poetica, quale sarebbe?

Mi piace pensare che sia sempre quello che sto per scrivere, perché cerco e spero di non fossilizzarmi su soluzioni già assodate.
Sicuramente un pezzo che descrive bene lo stato attuale del mio lavoro è Décalage (2018, per ensemble ed elettronica), che verrà eseguito in prima assoluta il 21 Giugno dall’Ensemble Hopper, all’interno dello Smog Festival di Bruxelles.

Sei stato selezionato per una fellowship all’American Academy di Roma, ci puoi anticipare qualche tuo progetto futuro?

Durante la residenza all’American Academy lavorerò a un progetto per me insolito, sia per durata della composizione che per organico.
Si tratta di un lavoro per 2 pianoforti e 2 percussioni, della durata complessiva di 30 minuti, che scriverò per Yarn/Wire, quartetto di New York che presenterà il mio lavoro nel 2020, all’interno della loro stagione Yarn/Wire/Currents.

Un altro progetto più vicino nel tempo è una nuova composizione per ensemble ed elettronica che scriverò per l’Ensemble L’Arsenale di Treviso, in prima esecuzione al MA/IN – Matera Intermedia Festival, finanziato attraverso il bando “SIAE – classici d’oggi”.

A cura di Federica Fiumelli


www.zenobaldi.com


Caption

Zeno Baldi – portrait – Courtesy l’artista

Zeno Baldi – Live@VillaRomana, Firenze – Courtesy l’artista

Zeno Baldi, Legroom 3 – Courtesy l’artista



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