Per pratiche contemporanee spontanee e agili. Intervista a Roberta Mansueto e Rosita Ronzini

Salgemma: “Minerale (detto anche halite e sale di miniera), generalmente incolore oppure variamente colorato in rosso, violetto, nero ecc., per impurità varie, con lucentezza vitrea” (EnciclopediaTreccani).
L’elemento si presenta come precipuo di un territorio, composto da molteplicità e in grado di riflettere e rilasciare materia prima di grandissimo impiego e utilizzo.
A questa accezione, probabilmente, si è ispirato il nome del progetto condiviso da Apuliart contemporary e _takecare_, con la necessità di formulare la ricerca curatoriale/artistica secondo una dinamica spontanea, prossima alla natura.
~salgemma~ è una ricerca curatoriale e un progetto editoriale che ha come obiettivo quello di costruire una ‘bibliografia ginnica’, con la necessità di fare un esercizio di pensiero su una geografia artistica e culturale contemporanea localizzata in Puglia”, spiegano Roberta Mansueto (_takecare_) e Rosita Ronzini (Apuliart contemporary) con cui abbiamo conversato di paesaggio, mobilità, dispositivi deleuziani e mappature “ontologiche”.


Il “paesaggio” pugliese, in una visione geo-culturale, è dinamico e continua a modificarsi tra conflittualità e potenzialità. È in questo contrasto, simile a una “dote” a metà tra fardello e ricchezza, che risiede una semantica così densa e interessante da organizzare?

Nel paesaggio, che con ~salgemma~ vogliamo attraversare e raccontare, emergono come dici tu tantissime potenzialità ma anche conflittualità che diventano evidenti quando si prova a dargli ‘forma’ in un’organizzazione più complessa e coordinata. L’errore, a mio avviso, è di cercare quel sistema-arte che non si è mai avuto e di non convalidare invece ciò che esiste, come se non fosse possibile un diverso modo di organizzarsi o di lavorare nell’arte.
L’interesse nell’organizzare questa densità lo consideriamo un’operazione più dinamica e spontanea.
Pascal Gielen in The Murmuring of the Artistic Multitude: Global Art, Memory and Post-Fordism (Valiz, 2010) utilizza due parole che trovo calzanti.
La prima parola è ‘mormorio’ che significa “parlare indistintamente”, sottovoce. Gielen ci suggerisce che questa parola porta con sé un significato più vitalistico: nella traduzione dal greco diventa “frizzante”, vitale, implicando un potenziale e grandi cose a venire (come il balbettio del neonato).
Questa definizione, nel 2014 quando ho avviato la prima ricerca sul territorio, mi consolava, come una specie di resistenza che avrebbe preso peso e corpo con il tempo, una vitalità slegata dalle dinamiche di un sistema ben definito.
La seconda parola è ‘moltitudine’, intesa come diversità interna, ma che può comunicare e collaborare nonostante le forti differenze individuali, comportandosi come un soggetto sociale attivo. La moltitudine è caratterizzata dalla vita e dal lavoro comuni nonostante, o perfino a causa, di notevoli libertà individuali e differenze culturali (P. Gielen) Questa moltitudine può essere costituita da un miscuglio eterogeneo di idee, cose o atteggiamenti singolari. Io aggiungerei persone, relazioni, azioni, storie e luoghi.
Più che a una rete, a cui comunemente pensiamo quando descriviamo l’organizzazione di un sistema di relazioni, a noi piace pensare a uno skatepark fatto di esecuzioni singole ed evoluzioni, agilità e mobilità, rampe e scivoli, un paesaggio e pensiero in movimento dalle periferie al centro e viceversa.

All’interno di uno scenario regionale, tuttavia molto esteso, e nella piena era di globalità comunicativa e mediatica, scorgete un denominatore comune?

La mobilità, il dinamismo interno al mondo dell’arte, ma anche la storia delle migrazioni a cui siamo stati abituati (per studio e lavoro, al nord e all’estero) e quelle di diversa causa nel Mediterraneo, questi movimenti economici/sociali/politici costituiscono la nostra forma mentis fluida.
All’interno del territorio pugliese molti progetti si inseriscono nelle città ma anche nella provincia, per questo abbiamo pensato anche a un agilità con cui possiamo raccontarli e il viaggio per raggiungerli: la meta diventa anche la conoscenza del paesaggio naturale/sociale che si diversifica tantissimo.
Come già detto, questa moltitudine di progettualità ha una sua organizzazione singolare, ma negli ultimi anni in maniera spontanea sono nate delle affinità e un’economia della collaborazione che incoraggia nuove metodologie, ricerche e canalizzazione delle energie.
Ma la collaborazione non è sempre un’azione prevedibile e spesso coinvolge -e dissipa- molta energia.
Al momento lo scatto di ~salgemma~ coglie progetti che sono radicati sul territorio ma anche quelli che lo attraversano periodicamente, quelli da poco avviati, e i progetti che portano le ricerche e le riflessioni anche in giro, partendo dalla Puglia.
Molti dei progetti che raccoglieremo intrecciano relazioni fuori dal territorio, poiché alcuni lavorano fuori portando nuovi contatti e all’apertura delle ricerche, ma tutti – in modi differenti – entrano in dialogo con il territorio: sono permeabili, cercano un dialogo con la comunità locale, la città, oltre che con il pubblico più attento o portando le discussioni dal locale su scala globale.
Quello che abbiamo notato è la tendenza e il bisogno generale di un’arte più discorsiva e performativa che apre alla discussione, all’incontro, alla formazione, alla diversificazione dei temi e alla sperimentazione dei linguaggi.

L’idea di costituire uno strumento agile, come la “bibliografia ginnica”, per la conoscenza e la diffusione delle pratiche del contemporaneo emerge come una risposta a una fase critica, vulnerabile e che potrebbe lasciare ancor più in una zona d’ombra le progettualità artistico e curatoriali diffuse e attive nel contribuire alla scrittura di pagine di presente. È questo che si intende con “mappatura ontologica”?

Durante il lockdown abbiamo ripreso i contatti e ripensato ai progetti abbandonati, molti dei quali “rimandati” per questioni di tempo o per il lavoro che ci ha sempre portato un po’ in giro. Così costrette alla stanzialità abbiamo ripreso l’idea della “mappatura” all’interno della piattaforma di APULIART CONTEMPORARY.
~salgemma~ nasce con l’intento di sostenere un settore che dimostrava, e dimostra, la determinazione di voler rivendicare la propria esistenza e i propri diritti – tante le dimostrazioni in Italia come (citando alcuni) AWI – Art Workers Italia, Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, il Campo Innocente e il Forum dell’arte contemporanea italiana. Per noi, nello specifico, significa sostenere i progetti esistenti sul territorio pugliese, partendo da quelli indipendenti – anche takecare e APULIART CONTEMPORARY sono progetti indipendenti – fino a quelli nati subito dopo il lockdown, che partono certamente in un periodo di non facile fruizione.
Il termine coniato ‘bibliografia ginnica’ è l’invito di ~salgemma~ a costruire assieme una palestra di testo per approfondire le pratiche e le riflessioni che ogni progetto sviluppa e come queste si sono modificate all’interno e fuori dal territorio – riflesso anche di questo periodo di crisi o delle criticità da sempre irrisolte – costituendo un’indagine attiva tra i territori e valorizzando il patrimonio-artistico-e-di-pensiero-VIVO attorno a cui ruotano tutti i nostri discorsi e tutto il nostro fare.



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In un certo senso salgemma può intendersi anche come un “dispositivo”, intendendo per tale quello in cui Deleuze sollecita a: “districare le linee del passato recente e quelle del futuro prossimo: ciò che appartiene all’archivio e ciò che appartiene all’attuale, ciò che appartiene alla storia e ciò che appartiene al divenire, ciò che appartiene all’analitica e ciò che appartiene alla diagnosi”?

La piattaforma di APULIART CONTEMPORARY è in grado di assorbire, ri/media/re, archiviare tutte le forme di informazione, in un ambiente fluido e immediatamente fruibile dal pubblico.Nella sua forma liquida può rimodulare il pensiero attraverso diversi formati e linguaggi, che a loro volta aiutano a definire l’immagine in divenire di un luogo mettendo in luce progetti anche poco conosciuti.
Il progetto ~salgemma~ diventa un conduttore, un dispositivo che agisce nel display di APULIART CONTEMPORARY, e che in collaborazione con takecare, raccoglie i contenuti inediti puntando su un racconto vivo e presente.
Se dalla ricerca emergerà una diagnosi, allora sarà interessante pensare una restituzione anche attraverso un dispositivo diverso?

Kenneth Goldsmith nel suo libro CTRL+C, CTRL+V – Scrittura non creativa, analizza con fare dissacrante e provocatorio l’eccesso proliferante di testi, provando a ripensare non solo lo scrittore, ma anche il destinatario del messaggio, il lettore contemporaneo. Lo fa sollecitando a porre attenzione alla gestione della grande mole di testi a cui siamo esposti. In un certo senso un recupero sensato della parola e del suo utilizzo. Cosa ne pensate?

Come abbiamo detto prima, ~salgemma~ è un dispositivo, un canale che naviga all’interno dello spazio virtuale del sito e vede confluire due esperienze di scrittura: la comunicazione digitale di APULIART CONTEMPORARY attraverso interviste, studio visit, progetti a supporto di giovani artisti emergenti, e il progetto editoriale di takecare che indaga la scrittura nell’arte.
Le competenze diverse, ma complementari, si incontrano con un’operatività di cura e di confronto con i progetti invitati. ~salgemma~ apre un dialogo con spazi, progetti, collettivi, residenze e festival come strumento di analisi e riflessione sul “ fare arte” in Puglia.
Le pubblicazioni sono state pensate in modo che ogni progetto autonomamente possa decidere come e cosa presentare di sé (testi, immagini, video, audio) e quali riflessioni personali -autentiche- condividere, nate anche dal confronto con noi.
La scrittura diventa esercizio di auto-determinazione, ma anche esperienza di trasformazione, di messa alla prova e sperimentazione.

Cosa possiamo trovare attualmente su salgemma?

Su ~salgemma~ sono ora presenti i primi quattro contributi di giardinoproject, spaziosu, FLEE project e Cosimo Terlizzi / per Vettor di Michele Spinelli. Sono dei contenuti molto diversi tra loro: il racconto testuale di Giuseppe Amedeo Arnesano racconta dell’esperienza generativa di giardinoproject, l’identikit ironica tra parole e mixed media di Grazia Bellitta e Gianni D’Urso raccontano Spaziosu, un display mostra la ricerca musicale sul fenomeno del tarantismo in Salento con FLEE project.
L’ultimo contributo si muove sia online che offline. Infatti, è stato pubblicato il report della visita a Lamia Santolina, giardino e studio-atelier di Cosimo Terlizzi (artista e regista) che incontreremo in occasione del finissage della mostra Di sana pianta sabato 17 ottobre presso l’art project del ristorante Vettor, inaugurando così il primo incontro live di ~salgemma~ .

A cura di Lara Gigante


www.apuliartcontemporary.com

Instagram: apuliartcontemporary

Instagram: takecare0_


Caption

salgemma – Courtesy salgemma

Screenshot del desktop di salgemma su Apuliart contemporary in collaborazione con takecare, 2020 – Courtesy salgemma

Skatepark a Monopoli (BA), salgemma 2020 – Courtesy salgemma

È possibile costruire una geografia di progetti spazi realtà dell’arte contemporanea in puglia, salgemma, takecare, apuliartcontemporary, 2020 – Courtesy salgemma

But where is Bari, Galleria Marilena Bonomo, Bari, invito mostra Mel Bochner e Dorothea Rockburne – Courtesy salgemma

Giardino e studio atelier di Cosimo Terlizzi, Lamia-Santolina, Carovigno (BR), salgemma, 2020 – Courtesy salgemma