Intervista a Salvo Rivolo

Salvo Rivolo è nato a Palermo nel 1983; dopo essersi diplomato in Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, prosegue il suo percorso artistico aprendo i propri orizzonti anche alla dimensione pittorica.
Guidato sempre da una continua esigenza di sperimentare, la sua poetica presenta la commistione tra una sottile e raffinata ricerca stilistica volta a un pieno godimento del colore, unita a un’indagine di matrice sociale.
Attualmente vive e lavora a Palermo; la sua casa è anche il proprio studio creativo.


Nelle tue opere traspare, in maniera piuttosto evidente, una ricerca che verte alla dimensione onirica, rasentando quasi una sorta di “magia intellettuale”. Ciò nasce da uno, o più modelli, ben precisi da cui parti oppure si tratta di qualcosa che è totalmente guidato da un processo istintuale?

Ogni lavoro che realizzo non è mai connesso, sin dal principio, a un’idea chiara e nitida. Al contrario, mi piace sempre trarre spunto, ad esempio, da letture o dalla visione di alcuni film. Una grande fonte d’ispirazione possono rivelarsi anche semplici appunti che sono solito prendere nel quotidiano, o visioni istantanee del tutto casuali. Dopo una prima messa a fuoco di quello che scaturisce dalla mia immaginazione, lo trasferisco nei miei dipinti, attraverso una trasfigurazione pittorico-emotiva che oscilla tra l’innocente e il puerile.
La figura del puer è un’immagine che persiste nelle mie opere sotto la potente influenza che sulla mia ricerca ha avuto Carl Gustav Jung e l’archetipo della psiche umana. Parlo del concetto che ruota attorno all’eterno fanciullo, di quel bambino interiore che, dentro ognuno di noi, non smette mai di esistere, influenzando il processo di evoluzione interiore di ciascun essere umano.
È qualcosa di estremamente empatico per me e, a tratti, arduo da esplicitare tanto a parole quanto attraverso il medium pittorico. Da qui la mia scelta di inserire la figura del fanciullo all’interno di paesaggi onirici: il limes tra la dimensione reale e quella più marcatamente interiore è sfuocato, ma creando una fitta e profonda commistione tra la spinta che proviene dall’istinto e le sensazioni che ne derivano, cerco di condurre chi osserva l’opera, ad aprire delle finestre luminose tra poesia e realtà.

Da dove nascono i soggetti delle tue opere? Sembra che ci sia molto di “tuo”. Provengono dal tuo vissuto o si tratta di un percorso di ricerca che travalica spesso la tua sfera personale?

I protagonisti delle mie opere nascono da una sfera personale che ritengo piuttosto intima. Credo che il mio percorso di vita abbia inciso in maniera radicale sulle mie scelte stilistiche e, più in generale, sul mio modus operandi. In particolare sono le difficoltà che ho incontrato durante il mio cammino che hanno condotto la mia ricerca artistica verso una profonda trasformazione tuttora in itinere.
Mi riferisco al fatto che le situazioni spiacevoli incontrate sino a oggi mi hanno ispirato verso un possibile scenario in cui trasfigurare tali eventi nell’opportunità di un puro godimento sperimentale. Con tale accezione intendo descrivere la forza che si genera attraverso l’applicazione pratica del pensiero. Esprimermi attraverso la tecnica e l’utilizzo di materiali, rendono tutto il lavoro una sfida continua.

La Sicilia, terra da cui provieni, quanta influenza ha nella tua ispirazione creativa?

La Sicilia è da sempre una terra intrisa di contraddizioni e di porte chiuse ma, al contempo, è anche prolifica di profonda bellezza e fascino. Sicuramente qui ho avuto la possibilità di confrontarmi con molti altri artisti di livello nazionale e di capire diverse dinamiche all’interno dell’ambito artistico. In realtà la mia ricerca non è strettamente correlata al territorio. La terra in cui vivo, sicuramente, mi influenza a livello umano ma ha poco a che fare con quelli che sono i concetti che esprimo, che sarebbero gli stessi anche se mi trovassi altrove.



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Nell’opera dal titolo Tutto il riferimento a Pier Paolo Pasolini è evidente e ciò mi ha incuriosita molto: ti andrebbe di parlacene?

Tutto è un lavoro che ho presentato qualche tempo fa presso la Mondadori di Catania, in occasione della ricorrenza della morte di Pier Paolo Pasolini: innumerevoli sono state le riflessioni che ho rivolto a questo immenso intellettuale che ha scritto una pagina indelebile della storia culturale italiana e non solo.
Sono sempre rimasto affascinato dal suo modo così profondo e poliedrico di percepire le cose e di trasmutarle nella sua pratica artistica, da quella più strettamente cinematografica a quella letteraria. Pier Paolo Pasolini è stato tutto e niente, in grado di sdoppiare la propria personalità, raccontandone le sfaccettature, dalla più intima alla più estrinseca e confidenziale.
Nel dipinto a lui dedicato ho volutamente sdoppiato la figura di Pasolini all’interno di una sartoria: le sue molteplici personalità “imbastiscono” lo stesso vestito.
Ho tentato di esprimere metaforicamente la sua natura eclettica che, senz’altro, è stata ciò che gli ha permesso di rendere intellegibile il proprio messaggio.

Osservando la tua produzione artistica è molto interessante notare la persistenza del colore rosa che avvolge, penetra, illude e disillude allo stesso tempo. Ti andrebbe di spiegarci meglio da cosa è veicolata tale scelta?

Questa è una domanda molto frequente. I colori che utilizzo nei miei lavori hanno sempre incuriosito lo spettatore. A dirti la verità non c’è un motivo specifico, ma posso dirti che, come tanti artisti del passato, mi servo delle risorse autoctone del territorio in cui mi trovo in quel momento per realizzare un’opera.
Nel mio caso si tratta di una semplice carta alimentare rosa che si utilizza all’interno delle macellerie. Si tratta proprio di una tradizione sicula che mi ha sempre incuriosito provare ad utilizzarla come supporto.
Riconosco che sia qualcosa di assolutamente insolito!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Vista l’incertezza del momento storico in cui ci troviamo, molti eventi a cui avrei dovuto partecipare sono stati congelati, le gallerie hanno lavorato a porte chiuse e molte mostre sono state rinviate. Dunque, al momento, non posso che concentrarmi sul mio lavoro aspettando tempi migliori.

A cura di Gilda Soriente


Instagram: salvorivolo

www.salvorivolo.com


Caption

Salvo Rivolo, L’altra forma del giorno, 2020 – Grafite e olio su carta alimentare rosa, su tavola, 50×30 cm – Courtesy l’artista

Salvo Rivolo, Mysterium, 2020 – Olio e grafite su carta alimentare rosa, su tavola, 60×40,5 cm, Courtesy l’artista

Salvo Rivolo, Bagliore improvviso, 2020 – Olio su carta alimentare rosa, su tavola, 30×30 cm – Courtesy l’artista

Salvo Rivolo, Naufraghi dei cieli, 2020 – Olio, grafite e aquacolor su carta alimentare rosa, 60×120 cm – Courtesy l’artista

Salvo Rivolo – Courtesy l’artista