Intervista a Manu Engelen

Manu Engelen si è laureato in Belle Arti nel 2010 a Phl Hasselt, in Belgio. Nei successivi quattro anni ha vissuto e lavorato ad Anversa, dove ha tenuto la sua prima mostra personale nel 2011. Nel 2013 prende parte a una residenza a Rio De Janeiro, in Brasile, e nel 2015 partecipa a una residenza presso il Frans Masereelcentrum in Belgio. Oggi vive e lavora a Bruxelles.

Segue versione in italiano


Your paintings are diverse, but their style is very coherent. How long ago did this journey start for you and what is the importance that you give to the formal qualities of your works?

I graduated in fine arts in 2010 and during the five years that followed, my painting was rather figurative, with clearly defined subject matters. My subject matter can basically be divided into three categories: technology, energy, and astronomy.
In the past three years, formal quality became even more important to me, since my work has become all the more abstract. Ever since I turned towards abstraction, I consider my work to be more relevant than in my figurative period.

I’ve read on your page that “Even though Manu Engelen’s paintings might come across as pure abstraction, in fact, they are based on the observation of particular objects or phenomena that have struck his attention”. “From figuration towards abstraction”, “from assertion to speculation”, as Alicja Melzacka writes. Can you say more about these objects and your inspiration?

I always work around three subject matters. These subjects are a mixture of reality, things, and objects that capture my eye and move my imagination. For instance, I am interested in the complexity of engineering, but I don’t have a lot of knowledge about it. So what I do is I twist this subject around to create a certain image of it. Usually, it first appears as a mental image, and when I have this mental concept, I transform it into a series of drawings that are usually the basis for a painting.

Your work is said to circle around “the notion of energy and its different manifestations”. Has it anything to do with science?

My work evolves around science in the sense that I approach science in a sort of ‘wonder’. By that, I mean that I am not a scientist, so I reflect upon science in a very naive way. I like to consider energy science entails and the energy that is generated by machines, engines, etc. But I also like to think about it as energy for the human body and mind, simply in the form of sugar for example.

Can you recall your path of achieving this stage of thinking about painting, significant metamorphosis, turnarounds?

A turning point for me and for my knowledge about painting was the residency I had at Kunstakademie Münster. The classes were organized in a highly professional way; every class had a central tutor, for example, who organized it. This professor, basically, moderated the ‘colloquia’, a way to look at things, and that was completely new to me. Needless to say, I am very thankful for the two professors I had the pleasure to work with at the time, Klaus Merkel and Julia Schmidt. I also like to extend my knowledge about painting through reading. One example of a very influential book to me is ‘Collected writings, lectures, and conversations’ by Philip Guston.

How do you see your art evolving in the future and what is its place in the contemporary art market?

In order to gain a position in the art market, I believe it is important to do solo exhibitions. My second solo exhibition will be this year at gallery Callewaert Vanlangendonck in Antwerp. This gallery specializes in Belgian abstract art from the fifties and sixties. Among the number of artists from their archives, there are Guy Van Den Brande and Paul Vanhoeienonck. Besides established artists, they are also interested in young Belgian artists.



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I tuoi dipinti sono diversi ma il loro stile è molto coerente. Quanto tempo fa è iniziato questo tuo viaggio artistico e quale importanza dai alle qualità formali delle tue opere?

Mi sono laureato in Belle Arti nel 2010 e durante i cinque anni che seguirono la mia pittura è stata piuttosto figurativa, con argomenti chiaramente definiti. I miei interessi possono essere sostanzialmente divisi in tre categorie: tecnologia, energia e astronomia.
Negli ultimi tre anni la qualità formale è diventata ancora più importante per me visto che il mio lavoro è diventato ancora più astratto. Da quando mi sono orientato verso l’astrazione considero la mia ricerca più rilevante rispetto a quella sviluppata durante il mio periodo figurativo.

Ho letto sul tuo sito: “Anche se i dipinti di Manu Engelen potrebbero apparire come pura astrazione, in realtà si basano sull’osservazione di oggetti o fenomeni particolari che hanno attirato la sua attenzione”. “Dalla figurazione all’astrazione”, “dall’affermazione alla speculazione”, scrive Alicja Melzacka. Puoi dirci di più su questi oggetti e sulla tua fonte di ispirazione?

Lavoro sempre intorno a tre argomenti. Questi soggetti sono un misto di realtà, cose e oggetti che catturano il mio sguardo e muovono la mia immaginazione. Ad esempio, sono interessato alla complessità dell’ingegneria ma non ne ho molta conoscenza. Quindi, quello che faccio è torcere questo argomento per crearne una certa immagine. Di solito, appare per la prima volta come immagine mentale e quando ho questo concetto mentale lo trasformo in una serie di disegni che solitamente sono la base per un dipinto.

Possiamo dire che il tuo lavoro cerchi “la nozione di energia e le sue diverse manifestazioni”. Ha qualcosa a che fare con la scienza?

Il mio lavoro si evolve attorno alla scienza, nel senso che mi avvicino alla scienza in una sorta di stato di “meraviglia”. Con ciò intendo che non sono uno scienziato, rifletto sulla scienza in un modo molto ingenuo. Mi piace considerare la scienza “energetica” e l’energia generata da macchine, motori, etc. Ma mi piace anche pensarla come energia per il corpo e la mente umana, semplicemente sotto forma di zucchero, per esempio.

Riesci a ricordare il tuo percorso per raggiungere questo stadio di pensiero sulla pittura, metamorfosi significativa, inversione di tendenza?

Un punto di svolta per me e per la mia conoscenza della pittura è stata la residenza realizzata alla Kunstakademie Münster. Le lezioni sono state organizzate in modo altamente professionale; ogni classe aveva un tutor centrale che organizzava. Questo professore, in sostanza, moderava i “colloquia”, un modo di vedere le cose per me completamente nuovo. Inutile dire che sono molto grato ai due professori con cui ho avuto il piacere di lavorare in quel momento, Klaus Merkel e Julia Schmidt.
Mi piace anche ampliare le mie conoscenze sulla pittura attraverso la lettura. Un libro molto influente per me è Scritti raccolti, conferenze e conversazioni di Philip Guston.

Come vedi la tua arte evolversi in futuro e qual è il suo posto nel mercato dell’arte contemporanea?

Per guadagnare una posizione nel mercato dell’arte credo sia importante fare mostre personali. La mia seconda mostra personale sarà quest’anno alla galleria Callewaert Vanlangendonck di Anversa. Questa galleria è specializzata in arte astratta belga degli anni Cinquanta e Sessanta. Tra gli artisti nei loro archivi ci sono Guy Van Den Brande e Paul Vanhoeienonck. Oltre ad artisti affermati, la galleria sostiene interessati giovani artisti belgi.

A cura di Dobrosława Nowak


www.manuengelen.be

Instagram: engelenmanu


Caption

Manu Engelen, Double candy, 2019 – Oil on canvasp, 100 x 120 cm – Courtesy Manu Engelen, ph Dirk ‘Vangenechten

Manu Engelen, Untitled, 2019 – Oil on canvas, 120 x 140 cm – Courtesy Manu Engelen, ph Dirk ‘Vangenechten

Manu Engelen, Egg, 2019 – Oil & carspray on canvas, 80 x 100 cm – Courtesy Manu Engelen, ph Dirk ‘Vangenechten

Manu Engelen, Ritratto – Courtesy Manu Engelen, ph Dries Bex



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