Intervista a Carlo Griseri, responsabile della programmazione cinematografica di Seeyousound Festival

In questi giorni di intensa attività virtuale abbiamo intervistato Carlo Griseri, responsabile della programmazione cinematografica di Seeyousound Festival, rassegna dedicata a film e documentari a tema musicale giunta alla sua sesta edizione.
L’evento, oltre alle proiezioni, si occupa di organizzare anche talk e incontri con specialisti e artisti del settore con una programmazione vasta e mirata, attenta al suo pubblico e capace di attirare fruitori di ogni età. Primo festival italiano a occuparsi di cinema e musica, assolutamente da seguire oggi e in futuro.


La nostra rubrica ha un nome ben determinato: Sound and Vision”. Puoi descriverci la relazione che intercorre fra suono e visione?

Domanda complicata, credo che ognuno di noi dello staff possa dare una risposta differente e tutte sarebbero corrette. La forza del nostro festival è proprio la commistione di provenienze e formazioni molto diverse.
Io sono sicuramente la parte più cinematografica del gruppo: per me il legame vede l’immagine arrivare prima, mai disgiunta ovviamente dal suono ma in qualche modo prioritaria. Negli anni al festival siamo riusciti ad analizzare molti aspetti di questo rapporto, dal punto di vista tematico e stilistico, storico e filosofico. E ancora tanto dobbiamo scoprire.
Il nostro logo è un pentagramma che nasce da un punto, come una proiezione tendente all’infinito.

Seeyousound International Music Film Festival è il primo festival in Italia completamente dedicato al cinema a tematica musicale. Un viaggio dentro e fuori le sale cinematografiche, fra documentari e dj set, biopic e concerti, videoclip e cortometraggi. Seeyousound è a caccia dell’intesa perfetta tra cinema e musica, in qualsiasi forma si esprima”. Questo il vostro statement. Come e quando nasce Seeyousound Festival?

Il festival nasce nel 2014 da un gruppo di amici che inizialmente mai avrebbero pensato di creare un evento del genere. L’idea era una semplice rassegna di film che parlassero di musica: iniziando a cercarli, da subito è nata la consapevolezza del mondo meraviglioso a disposizione e di quanto poco in Italia lo si conoscesse. Inoltre, la scoperta che non esistesse un festival di questo tipo nel nostro paese è stata decisiva.
A maggio 2015 la prima edizione, e siamo ancora qui.



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Seeyousound Festival vanta una prestigiosa programmazione su tutto il territorio nazionale. In questo momento di crisi globale causato della pandemia dovuta al Covid19 come state affrontando la cancellazione di appuntamenti e proiezioni? State promuovendo qualcosa sfruttando unicamente la rete? Cosa avete dovuto posticipare?

Abbiamo avuto la sfortuna di essere colpiti in pieno dall’emergenza: il nostro festival è iniziato il 21 febbraio e doveva concludersi domenica 1 marzo, ma la chiusura dei cinema per motivi di sicurezza ci ha tolto una settimana di programmazione. Film, incontri, concerti, sonorizzazioni live: l’elenco è lunghissimo. Qualcosa speriamo di poter riproporre in autunno, ma fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità è impossibile fare programmi.
Dopo aver assorbito (lo stiamo in parte ancora facendo) la difficoltà, economica ed emotiva, siamo partiti con una serie di consigli quotidiani sui nostri social: un serie di film, documentari e videoclip disponibili in streaming gratuitamente, tra quelli passati a Seeyousound negli anni e non solo. Inoltre, stiamo studiando altre soluzioni web per il prossimo futuro.

Possiamo concretamente affermare che usciremo tutti cambiati da questo periodo di lockdown forzato. Come vi prefigurate lo scenario artistico e culturale post virus?

Sarò ingenuo ma penso e spero che dopo un periodo di assestamento si possa tornare a vivere le nostre vite come prima. Sicuramente per qualche tempo sarà difficile tornare a essere “tranquilli” in mezzo agli altri ma spero che dopo l’estate si possa lentamente tornare a fruire di tutto – cinema e festival, ma non solo – come facevamo fino a fine febbraio. Nel frattempo bisogna industriarsi un po’, noi stiamo iniziando a pensare al festival di febbraio 2021, ma per ora solo dal punto di vista artistico.

Qualche consiglio di lettura o visione tra i must che avete proposto?

Sarebbero tantissimi. Restando alle cose più recenti, sicuramente La macchia mongolica, progetto di Massimo Zamboni, che è film-libro e live, sulla sua ultima esperienza in Mongolia. Era uno degli ospiti più attesi, speriamo presto di poterlo portare a Torino.
Poi i lavori musicali di Julien Temple, sia quelli più noti su Clash, Sex Pistols e altri, sia quelli più recenti legati ai luoghi: è stato ospite di Seeyousound quest’anno, abbiamo aperto con l’anteprima del suo Ibiza girato con Fatboy Slim e abbiamo proposto altri tre suoi film. Era l’evento di punta del primo weekend, per fortuna siamo riusciti a completarlo. Almeno quello!

A cura di Federica Fiumelli


www.seeyousound.org

Instagram: seeyousoundfestival


Caption

Seeyousound Festival – Courtesy Seeyousound, ph Simpol Lab