L’alba del mito. Ignazio Mortellaro a Milano

Attraversare un soglia, varcare un limite per superarlo, entrare nella propria stanza blindata del cuore per aprirsi a un mondo dove gli opposti, natura/artificio amore/violenza vita/morte luce/buio, tornano uniti nel loro simultaneo apparire, prima delle distinzioni umane, nella terra del mito. Ospite presso Spazio 22 a Milano, Ignazio Mortellaro ritrova nella grande sala candida, un tempo utilizzata come caveau, il luogo intimo e protetto, come intime e protette sono le grotte dipinte nel Paleolitico, dove realizzare una mostra avvolgente nel suo essere ferocemente delicata. Curato da Valentina Bruschi, in collaborazione con la galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo, il progetto espositivo Scalza varcando da sabbie lunari conduce lo spettatore attraverso la ricerca di quei “paesaggi dell’anima”, di quelle meravigliose sfere dell’esistenza dove il rapporto con il mondo che ci circonda appare nella potenza del simbolo, nella volontà di “mettere insieme” (sýnbállein),unire realtà distanti per generare un profondo dialogo fra uomo e natura.

Ignazio Mortellaro
Scalza varcando da sabbie lunari – exhibition view – courtesy the artist and Francesco Pantaleone Arte Contemporanea – ph Antonio Maniscalco

L’esperienza estetica, ridotta al termine di mostra, nasce da una poesia scritta nel 1927 da Giuseppe Ungaretti. Eco si scioglie nelle sue strofe che si fanno singolo nome per ognuna delle sei opere che compongono il grande ambiente dove materia e suono si fondono. Eco sono due dischi in ottone incisi che si fanno simbolo di dualità e ritmo. Scalza varcando da sabbie lunari invade il pavimento dello spazio espositivo con un letto di polvere di bianco cemento sul quale compare un’eclissi che è metafora di un diverso modo di vedere. Aurora, amore festoso d’un’eco, quattro tamburi indiani appesi al muro sui quali appaiono tracciate delle costellazioni, dove suono e rito e cielo si fondono fino a condurre al suono leggero e materiale di Popoli l’esule universo e lasci. Giavellotti di bronzo, forse lance di luce, colpiscono e scavano Nella carne dei giorni, per condurci infine sulla prete di fondo dello spazio dove una traccia primordiale di cervo sulle pareti (Perenne scia, una piaga velata) rimanda alla grotta di Cala del Genovese, ad antiche mani fra timore e venerazione sulla roccia nuda e buia.

Nato nel 1978 a Palermo, Ignazio Mortellaro conduce, in rapporto osmotico con alcuni artisti della sua generazione, una profonda ricerca sul rapporto fra uomo e natura attraverso una personale apertura verso un universo lirico. Il suo percorso artistico è oggi affascinato da quella poesia del Novecento dove l’arte si fa epifania di un reale sfuggevole e luminoso, dove mondi presenti e passati si fondono verso un ritorno alla sconvolgente potenza illimitata delle libere parole. Le opere in mostra si fanno strumento, portale verso le stelle, attraverso il quale diventare sciamani in questi Anni Zero, liberando quell’energia mitica che si sviluppa nel rapporto fra mondo e cultura. Non un ritorno didascalico verso l’Arte Povera ma una profonda volontà di riappropriazione di un esserci antico, iniziatico, vicino a quella ricerca di tenerezza e tattile relazione intima con le cose normali di tutti i giorni che invade e si fa indice caratterizzante di questo nostro vivere quotidiano.

Ignazio Mortellaro
Aurora, amore festoso, d’un’eco (detail), 2017 – tamburi indiani, acciaio, magneti al neomidio 4 elementi diam. 64, 60, 51, 45 cm – courtesy the artist and Francesco Pantaleone Arte Contemporanea – ph Antonio Maniscalco

“Contemporaneo come l’uomo del neolitico” invade le radio e si propone come grande successo musicale di questo 2017. Francesco Gabbani, classe 1982, scherza sulla nostra concezione delle filosofie orientali. Panta rei, tutto scorre, tutto si muove e si fa lirico nelle opere di Mortellaro, la sua scimmia nuda si rialza ricordandoci quella intima e profonda e necessaria relazione che da sempre esiste fra noi, ormai non più umanisti ma primitivi di ritorno, e l’ambiente che ci circonda. Un ambiente che non è selvaggia forza ma “artigianale” connessione culturale fra uomo e natura.

Marco Roberto Marelli

IGNAZIO MORTELLARO

SCALZA VARCANDO DA SABBIE LUNARI / BAREFOOT STEPPING FROM LUNAR SANDS

a cura di Valentina Bruschi

03 febbraio – 22 marzo 2017

FRANCESCO PANTALEONE ARTE CONTEMPORANEA c/o SPAZIO 22 – Viale Sabotino,22 – Milano

www.fpac.it

www.spazio22.com

Immagine di copertina: Nella carne dei giorni (detail), 2017 –  ottone, ferro, 5 elementi 290 x 3,5 cm – courtesy the artist and Francesco Pantaleone Arte Contemporanea – ph Antonio Maniscalco

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