Ian Davenport: l’ex-ragazzo terribile della YBA in mostra a Milano.

Ian Davenport conquista Milano con le sue gommose colate di colori da cartone animato dei Simpson. Fino al 23 luglio la Galleria Tega ospiterà una luccicante e caramellosa mostra antologica di uno fra i più interessanti artisti della YBA, fondamentale movimento artistico che portò Londra sul podio della cultura mondiale, negli ormai lontani anni novanta. Nel prestigioso spazio milanese si potranno ammirare opere provenienti dai più celebri cicli dell’operatore estetico born in the U.K., le realizzazioni coprono infatti un arco temporale che, partendo da opere della serie Poured Lines, prodotte fra il 2005 e il 2008, arriva fino ai più recenti Puddle Paintings, creati nel 2015.

Puddle Painting Black Bruce - photo Galleria Tega
Puddle Painting Black Bruce – photo Galleria Tega

Sempre impegnato in un’instancabile ricerca sul e del colore, Ian Davenport nasce nel 1966 a Sidcup e frequenta il celebre Goldsmiths College Of Art, dove si laurea nel 1988. Nel luglio di quello stesso anno partecipa alla ormai famosa mostra Freeze, esposizione organizzata nell’East End della capitale britannica da un’allora giovanissimo Damien Hirst e visitata da un’ancora sconosciuto, agli appassionati d’arte contemporanea, Charles Saatchi.

Le prime realizzazioni di Ian sono aggressive, dalle cromie sporche, il colore viene gettato nella parte superiore della tela e lasciato correre libero sulla superficie fino al pavimento. La componente gestuale è ancora predominante, ma nel giro di pochi anni, l’attenzione sulla componente cromatica, sulla natura magmatica, viscosa e luccicante del pigmento prende il sopravvento. Le colate si fanno sempre più controllate, la vernice viene fatta scivolare sulla tela utilizzando delle siringhe che permettono la produzione di linee monocrome che scorrono senza sovrapporsi troppo le une con le altre. Dal primo, bruciante amore per le gocciolature libere, che gioiosamente imbrattavano i bordi dei barattoli aperti, la fonte d’ispirazione del lavoro di Davenport si fa più matura e concettuale, concentrandosi sulle forze che dominano il mondo. La gravità, che attira le sostanze allo stato liquido verso il suolo, e il fattore di casualità, ineliminabile nel fare dell’uomo, divengono la materia prima sulla quale riflettere e con la quale continuare a scoprire il mondo. Alle tradizionali linee discendenti fanno ora compagnia opere dove il pigmento forma gradi archi, che conducono verso una dimensione architettonica, e altre realizzazioni, dove le caratteristiche fisiche del materiale utilizzato per il supporto genera delle forme circolari.

Puddle Painting Light Green, 2010 - photo Galleria Tega
Ian Davenport, Puddle Painting Light Green, 2010 – photo Galleria Tega

Una ricerca, quindi, sui materiali del fare artistico, unita a una più affascinante apertura verso le forze che reggono questo nostro universo, sono le tematiche su cui evolve il fare estetico dell’artista inglese, portandolo verso una ricerca sempre più approfondita e culturalmente emozionante. Gli ultimi cicli pittorici di Davenport evidenziano la maturità artistica dell’ormai ex-ragazzo inglese. Ad esempio, le più recenti realizzazioni del ciclo Puddle Paintings, opere nelle quali la policromia di strisce affiancate le une alle altre prende il sopravvento, riflettono sulla storia dell’arte e il museo, in quanto, lo scema cromatico presentato prende origine da una riflessione sulla tavolozza utilizzata, in specifici dipinti, da grandi maestri del passato.

Partito dalla periferia a sud-est di Londra, Ian Davenport ha percorso una lunga strada che l’ha portato da un approccio istintivo, arrabbiato ma pur sempre poetico, nei confronti della possibilità di esprimersi attraverso i colori, fino a essere uno dei più interessanti pittori inglesi a noi contemporanei. Le sue opere, all’apparenza così simili fra loro, sono in realtà sempre diverse e dense di significati profondi, significati che si sono evoluti con l’evolversi del mondo in cui l’artista si trovava a vivere. A noi non resta che ammirare le realizzazioni di questo ormai ex-ragazzo terribile, consci che dietro allo sfarfallio dei colori scalpita un pensiero profondo su questo nostro, sorprendente, universo.

Marco Roberto Marelli

IAN DAVENPORT

IAN DAVENPORT

10 maggio – 23 luglio 2016

Catalogo a cura di PIA CAPELLI e SARAH SHALGOSKY

GALLERIA TEGA  Via Senato, 20 – Milano.

www.galleriatega.it

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