HERE. L’arte è rivoluzione, è cambiamento, continuo e perpetuo!

Here, qui: è questo il titolo scelto per il grande evento di arte contemporanea, inaugurato presso gli spazi occupati della Cavallerizza Reale di Torino, visitabile fino al 22 maggio. “Qui si è fatta la storia”, afferma Anna Ippolito, una delle menti e delle braccia operative che hanno reso possibile la mostra. Duecento artisti si sono appropriati di quasi centotrenta stanze abbandonate del grandioso complesso della Cavallerizza Reale a Torino, confinante con il Teatro Regio, e da oggi cuore pulsante dell’arte nella città sabauda.

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Stefano GIODA e RAW TELLA

Ormai da due anni gli spazi che ospitano ora questa grande esposizione, ex appartamenti dei dipendenti comunali, sono autogestiti da collettivi o singoli che attraverso diverse discipline, dall’arte, al teatro, alla musica lavorano per far sì che il luogo simbolo dell’abbandono a Torino diventi spazio di condivisione, di interscambio continuo di cultura e di socialità. Il lavoro è stato lungo e faticoso. Proprio all’ingresso degli spazi espositivi, un breve video mostra le condizioni di trascuratezza della Cavallerizza prima dell’intervento degli artisti. Rimarrete piacevolmente stupiti nel vedere come tante persone si siano messe in gioco e abbiano destinato il proprio tempo e fatica per realizzare questo grande progetto. I luoghi erano ormai una discarica e prima di far intervenire gli artisti il lavoro di ripulitura è stato lungo. Senza budget, senza mezzi sono riusciti a mettere in piedi uno spazio espositivo di grande effetto, ordinato, in cui è facile orientarsi anche grazie ad accurate piantine numerate.

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Anna IPPOLITO – Nel tempo

Gli artisti, all’inizio di questo percorso di riappropriazione degli spazi, non dovevano essere più di quaranta, poi il tema e lo scopo del progetto hanno entusiasmato gli animi di molti più operatori, che si sono moltiplicati fino ad arrivare a duecento. Nomi storici e altri giovanissimi, da Torino fino all’Europa. Vi partecipano, tra gli altri, Cornelia Badelita e Maura Banfo, Enrica Borghi e Jessica Carrol, Gerry Di Fonzo e Piero Gilardi, e ancora Nicus Lucà, Paolo Leonardo, Santo Leonardo, Luigi Mainolfi, Andrea Massaioli, Nunzio, Alessandro Sciaraffa, Saverio Todaro, Vedova/Mazzei. La mostra non è l’unica attività proposta dagli organizzatori: ogni giorno saranno ospitate anche conferenze, dibatti e performance, dove l’arte è l’unica e indiscussa protagonista.

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La sempre citata frase “la bellezza salverà il mondo” di Dostoevskij è in questo caso la più adatta. Non sappiamo se la bellezza dell’arte, del processo creativo, dell’energia utilizzata per la realizzazione di un evento così importante, rilevante e complesso, salverà il destino della Cavallerizza Reale, ma ben si comprende come Here rimarrà nella storia di Torino e sarà, forse, tappa indimenticabile per la carriera di molti giovani artisti. Il titolo marchia a caldo uno spazio, perché in Here si fa arte e la si dichiara alla città, la si fa conoscere senza passare attraverso meccanismi di mercato, la si concede a tutti coloro che vorranno percorrere il labirintico viaggio, di stanza in stanza, fra nomi confermati nella storia dell’arte e giovani che sperimentano e portano la freschezza delle loro opere.

Irene Finiguerra

HERE

13 maggio – 22 maggio 2016

CAVALLERIZZA REALE, Via Verdi 9, Torino

Dal lunedì al venerdì dalle h 16,00 alle h 21,00

sabato 21, domenica 15 e 22 dalle h 14,00 alle h 21,00

www.cavallerizzareale.org

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