Giulio Alvigini a Bologna. Il sistema dell’arte tra ironia e ossessione

Dal primo al tre febbraio, negli spazi di Porto dell’Arte, ha avuto luogo la prima personale in terra bolognese di Giulio Alvigini, artista classe 1995, studente all’Accademia Albertina di Torino e ideatore di Make italian art great again, progetto che tramite Instagram mette in scena un’inedita e ironica collisione tra il sistema dell’arte contemporanea e l’universo dei meme.

La mostra, curata da Irene Angenica, è infatti, e non potrebbe essere diversamente, un percorso la cui struttura va di pari passo con le logiche comunicative che caratterizzano il linguaggio memetico. Portobello dell’arte, titolo dell’evento, è sia storpiatura parodistica del nome dello spazio espositivo sia esplicito rimando al noto programma di Enzo Tortora, un mercatino televisivo dedicato alla vendita di oggetti bizzarri. Lo spazio espositivo, un appartamento, assume la funzione di contenitore di elementi con doppia valenza, quella di improbabili accessori, ipoteticamente vendibili, a tema arte contemporanea, e quella, assai più curiosa, di meme contestualizzati. La connotazione rigorosamente site-specific di Porto dell’Arte ha consentito all’artista di trovare uno spazio, fisico e non più virtuale, adatto alla messa in scena delle sue sperimentazioni e dei suoi giochi linguistici. Spazio che, di conseguenza, apre a una possibile narrazione. Il protagonista – che Alvigini, con la consueta ironia, eleva a nuovo tipo antropologico del sistema dell’arte nostrano – è il giovane artista italiano semplice, il cui ruolo, sempre in bilico tra l’essere outsider e l’affermarsi, è quello di districarsi in un mondo complesso e contraddittorio, forse per questo estremamente affascinante.
Le stanze di via del Porto 34 si sono trasformate, per tre giorni, nell’ipotetica rappresentazione del luogo della vita privata di un inquilino la cui profonda ambizione e determinazione raggiungono vette tali da sfociare nel paradosso e nell’ossessione.

La visita al mercatino-appartamento ha inizio nella camera da letto in cui spiccano pantofole firmate Artribune e Exibart e, soprattutto, quello che forse è uno dei maggiori sogni del giovane artista: una copertina di Flash Art. Alvigini, trasformando letteralmente linguaggio memetico in oggetto, stende sul letto l’omologo in pile. La narrazione prosegue nel bagno, spazio privato per eccellenza, dove, in luogo di (o forse come) logori rotocalchi sono disposte riviste di arte contemporanea. In alto, come fosse un’icona, ancora un meme-oggetto: un poster di artisti supereroi stile Marvel capitanati da Maurizio Cattelan nei panni di Iron man.



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Il giovane artista italiano semplice vive e misura il proprio tempo sfogliando un calendario Pirelli HangarBicocca, in cui vede, su corpi avvenenti, i volti di alcuni tra i maggiori nomi dell’attuale sistema; mangia cibo in scatola ma di marca – ragù Barilli – e beve acqua Artissima.

Non c’è nulla nello spazio espositivo, zerbino griffato Artefiera compreso, che non rimandi al contesto attuale dell’arte contemporanea; ciò che ne emerge è uno scenario ripetitivo al quale il visitatore da un lato si approccia con la leggerezza di chi coglie l’ironia, i giochi linguistici, di una modalità comunicativa indiscutibilmente attuale e condivisa. Dall’altro entra nella mente del protagonista dell’ipotetica narrazione, scoprendosi implicato in un universo visivo a un’unica direzione dove desiderio e ambizione portano ad assuefazione narcotica, senza vie di uscita.

Portobello dell’arte riesce con successo a dare una configurazione spaziale e narrativa a un’esperienza sostanzialmente virtuale, mettendo in campo con lucidità, sarcasmo e acuta ironia l’ambiguità del sistema dell’arte contemporanea, da qualunque prospettiva lo si osservi.

Una questione rimane aperta: Giulio Alvigini – egli stesso giovane artista italiano semplice – vede la sua esperienza come analoga a quella dell’inquilino di via del Porto oppure, più probabile, la parodia è un palliativo da una “narcosi di sistema”. È forse anche a causa di questa piccola reticenza che l’esperienza di Portobello risulta efficace.

Enrico Camprini


Giulio Alvigini

PORTOBELLO DELL’ARTE

01 febbraio – 03 febbraio 2019

Porto dell’arte – Via del Porto, 34 – Bologna

www.portodellarte.it

Instagram: portodellarte


Caption

Giulio Alvigini, Portobello dell’Arte, 2019 – Installation view – Courtesy the artist and Porto dell’Arte



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