Five Questions – Jacopo Rinaldi

Jacopo Rinaldi è un artista e ricercatore nato a Roma nel 1988. Ha sviluppato il suo percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e si è poi specializzato come borsista nel corso di Arti Visive e Studi Curatoriali della Naba di Milano con una tesi dedicata al rapporto tra l’archivio di Harald Szeemann e lo spazio architettonico in cui è conservato. Le sue opere sono state esposte in importanti realtà come il PAV a Torino e il MACRO a Roma. È membro della piattaforma di ricerca Mnemoscape e ha partecipato a programmi di residenza fra i quali quelli realizzati da Mahler LeWitt Studios/Viaindustriae, Fondazione Spinola Banna, Fondazione Pistoletto e dOCUMENTA (13).
La sua ricerca va alla scoperta del tempo, delle immagini e della memoria utilizzandoli come materiali liquidi e atemporali, crea dialoghi che si allontanano da una cultura di superficie per muoversi all’interno della storia, per creare assonanze e squilli. Il tema delle storie e dell’archivio, personalizzato e inserito nel più avanzato panorama estetico internazionale, trova nuova tappa nel progetto ora in corso, e realizzato a quattro mani con State Of, Jacopo Rinaldi Archive, un luogo che “raccoglie” l’universo in cui si generano estetiche e opere.
Il 25 settembre 2020, in occasione del finissage della mostra personale iio sono un disgraziato il mio destino è di morir in prigione strangolato inaugurata il 10 settembre presso gli spazi milanesi di BRACE BRACE –, sarà possibile partecipare alla proiezione del video dell’artista Real Chernobyl


Cosa significa essere un artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Artista non è una definizione in cui mi sento a mio agio ma allo stesso tempo è importante riconoscersi in un ambito che ha delle istanze e necessita di essere riconosciuto e supportato. Nel migliore dei casi essere un artista ti da la possibilità di contribuire al dibattito mescolando linguaggi e creando un dialogo tra le discipline.
Rispetto agli esordi è molto d’aiuto aver un certo numero di lavori alle spalle. I vecchi lavori sono un bagaglio di ricerche e filoni che non abbandoni mai del tutto e da dove è più facile ricominciare.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

In quest’ultimo periodo sto lavorando su alcune personalità che per me hanno avuto un peso nel modificare il senso che attribuiamo alle immagini. È una ricerca che ancora non ho esaurito e che porterò avanti anche nei prossimi mesi.



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Come ti rapporti con la città e il contesto culturale in cui vivi?

A Roma è difficile parlare di un unico contesto culturale: esistono realtà che si rivolgono a contesti internazionali e associazioni che parlano al loro quartiere. Queste polarizzazioni rendono il contesto molto frammentato ma permettono allo stesso tempo anche delle vere forme di controcultura. Non è facile rispondere alla tua domanda ma direi che questa condizione mi fa sentire allo stesso tempo dentro e fuori dal contesto culturale della città.

Cosa pensi del “sistema dell’arte contemporanea”?

Rispetto ad altri sistemi mi sembra che quello dell’arte crei una maggiore disparità salariale. Sono davvero tanti i soggetti che contribuiscono attivamente al sistema senza essere riconosciuti da un punto di vista economico.

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

Non so dirti di quale argomento vorrei parlare oggi. Di solito mi accorgo di un mio interesse solo a posteriori.

A cura di Marco Roberto Marelli


Instagram: jacopo__rinaldi

www.cargocollective.com/jacoporinaldi/index


Caption

Jacopo Rinaldi Archive, State of – Courtesy the artist, 2020

Harald Szeemann nel suo archivio, (Circuito chiuso) – Courtesy the artist, 2017

My office today – Courtesy the artist, 2019

Intervallo – Courtesy the artist and RAMDOM association, 2017

All the worlds memory, 2015 – Video, 1280×720, 6.23 – Courtesy the artist

Foto ritratto (Inaugurazione Visio, 12-11-19) – Courtesy l’artista, ph Camilla Riccò