Five questions for Michele Tiberio

Michele Tiberio nasce a Palermo nel 1987; studia fotografia e design in Italia prima di completare il suo percorso formativo presso il Royal College of Art e l’Imperial College of London. Dopo gli esordi come designer e ingegnere, si dedica alla scultura e alle installazioni sviluppando un percorso espositivo coerente e sorprendente. Il suo processo estetico oscilla fra libertà e solida scelta, sviluppa potenti nuclei di senso e materia che si spingono verso l’infinito lasciando intravedere la storia che li sorregge e li rende solidi. L’universo è condensato in episodi fisici che riuniscono racconti e volontà espressive, piccoli equilibri dove la materia si fa tramite della narrazione conducendo verso una concezione intima della scultura monumentale.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Da ieri, o l’altro ieri. In realtà dovrei cominciare oggi, ma continuo a rimandare.

Forse faccio l’artista da troppo poco tempo, il mio lavoro continua a cambiare, colpa del mio passato.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

I miei lavori parlano di conseguenze, solitamente di conseguenze ad azioni che non sono sicuro dove andranno a finire. A volte, quando sono fortunato, vanno in direzioni che avevo previsto; altre volte, nella maggior parte dei casi, le conseguenze mi portano a risultati che non mi aspettavo, perdo il controllo e il risultato è indipendente da me, estratto dal mio corpo come un dente, o come l’appendice. Solo in questo caso, allora, ho raggiunto il mio obiettivo e posso guardare al risultato con un po’ di fastidio e rassegnazione, ma anche con un brivido di piacere.

Ci sono volte che le azioni che compiamo lasciano solamente delle tracce leggere, uniche testimoni del nostro passaggio sulla terra.

Ho appena concluso la prima parte di un progetto sul concetto di identità personale, adesso sto iniziando una nuova ricerca che vorrei mi portasse a lavorare su uno dei cinque sensi.



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Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Oggi vivo a Palermo, dopodomani cambio città.

Con Palermo mi rapporto male, ci sono cresciuto ed è una città che odio con tutto il cuore. Però è bellissima, si mangia bene, c’è il mare, costa poco, c’è un sacco di spazzatura in mezzo alla strada. Insomma la città perfetta per chi è di fuori e vuole comprare casa. La consiglio.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Dipende da dove lavori, mi sembra ci siano diversi sistemi dell’arte. In Italia semplicemente non esiste un sistema, si è tutti abbandonati a se stessi, vive chi sopravvive più a lungo. La fortuna è che quello italiano è un sistema semplice, facile da leggere e da assecondare secondo necessità proprie.

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

Vorrei parlare di fisica quantistica, ma non ho abbastanza conoscenze e di solito chi ne parla dice solo approssimative inesattezze.

Vorrei parlare di conoscenze che non abbiamo ancora, di viaggi stellari, di riappropriazione dei sensi; vorrei parlare anche di politica con chi ha votato diversamente da me, ma non sui social, meglio di persona.

a cura di Marco Roberto Marelli


www.micheletiberio.com

Instagram: tiberiomichele


Caption

Michele Tiberio – Courtesy l’artista

Michele Tiberio- Morning has gold in its mouth,2017- gesso sintetico, rame, pigmenti naturali – 140x55x4 cm – Courtesy l’artista

Michele Tiberio – a sinistra Anime #1,#2,#3,#4, 2017; a destra Io bevo la tua acqua/I drink your water, 2017 – veduta della mostra “…forse il sussurro nacque prima delle labbra” – Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo.



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