Five questions for Michele Gabriele

Michele Gabriele è nato nel 1983 a Fondi, antica città a pochi chilometri da Latina, e oggi vive e lavora in provincia di Milano. Dopo essersi diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera ha intrapreso un originale percorso che lo pone oggi fra gli artisti visivi più interessanti e originali del panorama internazionale. Nelle sue opere oggetti e materiali, che spesso poco concedono al facile appagamento estetico, si fondono in sorprendenti iterazioni che conducono verso un’eleganza compositiva inattesa.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, dal 2002 al 2007. Poi, sino al 2009 circa, ho viaggiato e cercato ciò di cui credevo aver bisogno. Nel 2010 ho iniziato seriamente a lavorare cercando di nutrire la mia ricerca ed evitando distrazioni.

La differenza che noto maggiormente è che oggi non mi aspetto più molto dagli altri.

Michele Gabriele
Untitled, 2016 – courtesy the artist – ph Monia Ben Hamouda

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

In questo momento una mia serie di Opere dal titolo My Idea of Peter’s Idea of My Work è in mostra a Milano, a FutureDome; sono parte di una mostra collettiva curata da Ginevra Bria, The Habit of a Foreign Sky, che si presenta come nove mostre personali.
Le mie Opere e la mia ricerca spesso trattano tematiche legate alle aspettative che alcune forme, più di altre, generano nello spettatore e parlano della delusione come soddisfazione.
A fine novembre inauguro una mostra personale THE MISSING LINK, curata da 77 presso Fondazione Pini a Milano.

Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Vivo fuori città, con i miei genitori; e sempre qui, alle porte di Milano, ho un piccolo studio che per ora mi basta. Non mi relaziono in alcun modo con il paese dove vivo, purtroppo, anche se, formalmente, per me è infinita fonte di ispirazione. Frequento Milano assiduamente. Diciamo anche che ogni volta che esco dallo studio vengo a Milano. Vado spesso al Love in Porta Venezia, al Rainbow e al CosmoBar in Isola.

Michele Gabriele
Posey purply l, 2016 – courtesy the artist – ph Monia Ben Hamouda

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Penso sia l’unico contesto in cui il mio linguaggio può essere almeno parzialmente tradotto e reso fruibile pur mantenendo la sua ambiguità e poesia.

Che domanda vorresti ti facessi?

Avrei voluto una domanda tipo: Che cosa bevi di solito?

Ti avrei risposto: Con Matteo bevo birra soprattutto, credo che essendo in gran parte acqua, scongiuri futuri problemi alla prostata. Poi bevo tanti succhi di frutta senza zucchero. Adoro quello con i pezzettini di Aloe. Con Alessandro bevo acqua con una fettina di cetriolo (ti dà la percezione di dissetarti maggiormente).
Con Domenico bevo vino bianco. Con Lucia, Bubble Tea. Se voglio ballare bevo Pastis. Bevo anche tutti gli Energy Drink che esistono. Se vedo una marca che non conosco, la compro.

michelegabriele.tumblr.com

Immagine di copertina: Michele Gabriele – ph Monia Ben Hamouda


Intervista a Michele Gabriele a cura di Alberto Pala per FormeUniche

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