Luca Macauda nasce nel 1979 a Modica, in Sicilia, e oggi vive e lavora a Brescia. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, la sua ricerca estetica si è subito concentrata sul tema della pittura partendo da un primo fare figurativo/concettuale fino a giungere a una produzione estetica che pone le sue basi nella memoria stessa dello strumento pittura. Fra volontà analitiche e felice gestualità indotta le sue opere cercano una calda e tattile confluenza tra pienezza formale ed espressività.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Non ricordo un mometo ben preciso in cui ho deciso di fare l’artista. Ricordo invece momenti di grande entusiasmo in cui dipingere, osservare un’opera o l’architettura della mia città mi restituiva emozioni che si sono fortemente impresse nella memoria. Quindi gli esordi coincidono con quelle emozioni più che con un tempo ben preciso. La differenza fra oggi e allora? Oggi lavoro per mantenere viva quella memoria.

Luca Macauda

Senza titolo – pastello morbido su tela, cm 136×204, 2014 – courtesy galleria A+B, Brescia.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

Il mio lavoro si sviluppa intorno alla pittura e questo ha una motivazione profonda e intima che trova le sue radici nel territorio al quale sono emotivamente e visceralmente legato, la Sicilia sud orientale.
Faccio pittura perché in essa è contenuta una memoria dello strumento pittura di cui il mio territorio è ricchissimo, dall’antichità alla contemporaneità, e perché essa mi permette di ritrovarmi continuamente all’interno di questo contesto culturale e antropologico attorno al quale si è formata un’intera comunità.
Nella Valle dell’Anapo è il titolo di una serie di opere, di recente produzione, ispirata alla più vasta Necropoli rupestre esistente in Europa, sito di grande importanza storica, archeologica e naturalistica. Accostandomi a essa in chiave puramente suggestiva ne ho indagato l’aspetto archeologico, dalla pietra in cui sono state scavate le “tombe a grotticella” che riempiono i costoni rocciosi della valle ai segni dipinti e incisi su manufatti in terracotta, e l’aspetto naturalistico che lo circonda.
Il prossimo progetto sarà una mostra personale che vedrà il mio lavoro accostarsi ad alcuni manufatti conservati all’interno del Museo Archeologico “Crespellani” presso la Fondazione Rocca dei Bentivoglio in Valsamoggia (BO).

Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Dopo una lunga permanenza a Roma, per via degli studi, nel 2006 una serie di coincidenze mi portano a trasferirmi a Brescia, dove tutt’ora vivo. La città, oltre a essere strategica, da un punto di vista geografico, è stimolante perchè ricca di iniziative museali e private.
Qui ho incontrato persone con un’ampia visione culturale e artistica che hanno influenzato positivamente il mio lavoro, questo mi ha permesso di maturare una serie di importanti cambiamenti. Dal 2010 collaboro con la galleria A+B della stessa città, con la quale esiste un costante e serrato confronto lavorativo.

Luca Macauda

Alla testa dell’acqua – pastello morbido su tela, cm 190×125, 2015, collezione privata – courtesy galleria A+B, Brescia.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Non ho mai fatto una vera riflessione sul “sistema dell’arte”, per me è sempre stato prioritario preoccuparmi di “superare” i limiti del mio lavoro, assecondarne la necessità e capirne la complessità.

Che domanda vorresti ti facessi?

Cosa vorresti fare in questo momento?

Un bagno nelle fredde acque dell’Anapo!


Intervista a cura di Alberto Pala per FormeUniche

 

Alberto Pala

Nato a Domodossola nel 1982, si avvicina all’arte contemporanea come collezionista. All’attività di organizzatore di mostre in spazi pubblici affianca quella di assistente di galleria prima, e responsabile poi, per importanti realtà italiane. Attualmente lavora per la galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea di Milano pur continuando a collaborare attivamente in progetti per la diffusione dell’arte dei nostri giorni.