Nato nel 1971 a Biella, Lorenzo Puglisi oggi vive a lavora a Bologna. Il suo fare estetico lo conduce verso una ricerca sulla rappresentazione dell’essere umano attraverso sineddochi che emergono come lame di luce da un universo nero ricco di pittura e di storia della pittura. Luce e pigmento sono alla base di una prepotente volontà artistica che lo allontana da facili soluzioni concettuali per creare un dipingere fatto di pensiero, studio e grande abilità manuale. Cuore e pennello lo conducono a una riflessione che si fa tutta interna alle possibilità espressive del medium pittorico verso opere nelle quali empatia e eleganza si fondono per colpire profondamente il fruitore


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Mi occupo di pittura da tutta la vita, col pensiero prima e poi con una pratica che è divenuta fitta negli ultimi otto / dieci anni. Ricordo che ho sempre guardato a questo strano mondo dell’arte come a qualcosa di alieno e incomprensibile, a partire dai “sassi in terra” al museo di Rivoli in una visita negli anni Ottanta, avrò avuto dieci anni e ricordo il profondo senso di confusione e inutilità che generò in me.
Altra cosa fu, sempre in quell’anno, la visita a Roma alla Cappella Sistina: meraviglia, stupore, gioia, paura e, soprattutto, la chiarezza di avere uno scopo, l’utilizzo di strumenti millenari e la tranquillità del comprensibile, del fisico, del terreno e quindi dell’umano; insomma non solo un giochetto mentale.
Non mi sono mai occupato del mercato, proprio perché tratta per la maggior parte roba che non appartiene alle discipline antiche e tuttora più efficaci e utili come la pittura o la scultura, discipline che richiedono una vera fatica, prima, nel lungo percorso di apprendimento della tecnica, e poi, nella difficoltà di inventare, trovare, realizzare.
Oggi cerco di fare scelte lungimiranti nel mio percorso ragionando sulla lunga distanza, non credo a lavori leggeri e privi di profondità che lusingano il pubblico, lavori che poi svaniscono rapidamente così come sono arrivati, sostituiti da altri dello stesso genere.

Lorenzo Puglisi

Matteo e l’angelo – 2015, oil on canvas, 200 x 150cm – courtesy l’artista

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

“La mia visione pittorica attuale si definisce con l’utilizzo rarefatto e concentrato delle forze di luce nei punti che sento più densi di vita nell’essere umano, i volti e le mani; i toni dei neri e delle terre scure insieme con i bianchi e qualche scintilla di rosso vorrebbero definire la forza radiosa di cui l’uomo è portatore, insieme ad una profonda e misteriosa oscurità che è parte inscindibile del suo essere e dell’esistenza di noi tutti”.
Ho nei prossimi mesi sette mostre tra personali e collettive, due saranno a Milano tra ottobre e novembre; ad aprile a Firenze Nero su Nero. Da Fontana e Kounellis a Galliani, poi da Martin Mertens Gallery a Berlino e a Napoli la seconda tappa di un progetto intenso, una bipersonale con Omar Galliani dal titolo Caravaggio, la verità nel buio al Pio Monte della Misericordia, davanti al capolavoro del Merisi.

Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Ne ho assaporato la grande bellezza di cui è portatrice, ma la mia vita si muove tra lo studio e la cura dei miei bambini che hanno quattro e due anni; potrei vivere ovunque, come ho fatto per quindici anni, il posto non fa la differenza nella qualità della mia giornata.

Lorenzo Puglisi

Matteo e l’angelo (dettaglio) – 2015, oil on canvas, 200 x 150cm – courtesy l’artista

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Che cos’è il sistema dell’arte contemporanea…

Che domanda vorresti ti facessi?

Perché le persone sorridono così poco, si evitano e poi soffrono tutti di solitudine e mancanza di affezione? Dov’è finita la gioia e lo stupore per la vita ?

www.lorenzopuglisi.com


Intervista a cura di Alberto Pala per FormeUniche

 

Alberto Pala

Nato a Domodossola nel 1982, si avvicina all’arte contemporanea come collezionista. All’attività di organizzatore di mostre in spazi pubblici affianca quella di assistente di galleria prima, e responsabile poi, per importanti realtà italiane. Attualmente lavora per la galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea di Milano pur continuando a collaborare attivamente in progetti per la diffusione dell’arte dei nostri giorni.