Five questions for Ivan Divanto

Ivan Divanto è artista visivo e membro del progetto Ultrastudio, artist run space sito a Pescara e Los Angeles. Nato nel 1982 nella città che fu di Ennio Flaiano, oggi vive e lavora nel luogo simbolo della produzione cinematografica. L’immagine e i suoi nuovi limiti sono al centro della sua ricerca. Partito nel solco della tradizione fotografica, sviluppa una proposta estetica che si allarga nel variegato universo dei media; crea situazioni limite dove supporto e soggetto si fondono stimolando in maniera nuova e critica la nostra percezione della realtà.
Difetti: come si scopre a fine intervista, solo a livello calcistico.

Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Ho iniziato il mio percorso di ricerca circa 10 anni fa, mi occupavo principalmente di fotografia. All’epoca ero ancora distante dai circuiti artistici ufficiali; ho scoperto l’arte dalla provincia soprattutto grazie al web e ai miei compagni di strada.
Rispetto ai miei esordi le cose si sono evolute in maniera abbastanza rapida, il mondo dell’arte è cambiato sotto i nostri occhi. Mentre prima il fulcro era il “lavoro” ora il centro d’interesse dell’artista è apparire, far parlare di se sui social anche con lavori esteticamente brutti, per ottenere il buzz a tutti i costi. Capita però di vedere progetti artistici principalmente pensati per la piattaforma web oggettivamente molto validi, penso, ad esempio, al progetto curatoriale New Scenario o a quello che stiamo facendo, al momento, con alcuni progetti di Ultrastudio.
Gli artisti si sono liberati degli spazi istituzionali e hanno trovato casa in limousine, garage, stanze d’hotel per approdare infine sugli schermi dei nostri smartphone.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

Sono sempre stato interessato alla percezione della realtà. Mentre nelle prime fasi della mia carriera ero concentrato su lavori più figurativi, successivamente mi sono spostato su nuovi media e nuovi linguaggi (non rinnegando la fotografia) e non rinunciando al core della mia ricerca.
Al momento sono impegnato nella realizzazione di un nuovo progetto, rendere l’immagine tridimensionale facendo si che possa liberarsi dalla stampa. Attualmente mi interessa indagare la percezione della realtà attraverso gli occhi della macchina.
Di pari passo sto portando avanti il progetto Ultrastudio con i miei compagni di avventura Matteo Liberi, Gioia Di Girolamo e Maurizio Vicerè.

Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Sono innamorato di Los Angeles, la mia città da un anno a questa parte. Una megalopoli ti permette di assistere a decine di show ogni settimana dandoti degli input visivi non indifferenti; inoltre, confrontarsi con la scena artistica americana è davvero molto stimolante.



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Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

I never speak ill so… 

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

A differenza di tutti gli artisti del momento a me il calcio piace, fammi una domanda sul Milan.

a cura di Marco Roberto Marelli


www.divanto.it

Instagram: divanto


Caption

Ritratto per Forme Uniche – Courtesy l’artista, ph Pieluigi Fabrizio

Talkback, 2017 – Video installation, Museum Angra do Heroismo Terceira – Courtesy l’artista

Ivan Divanto, Pov – Re-Act Contemporary Art Laboratory Matter/Non_Matter – Installation view at MAH, Terceira, Azores, 2017 – Courtesy l’artista



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