Five Questions for Federica Di Pietrantonio

Federica Di Pietrantonio è nata nel 1996 a Roma, città dove oggi vive e lavora. Ha conseguito una laurea in pittura presso RUFA – Università di Belle Arti di Roma ed è membro di Spazio In Situ, artist-run space situato a Tor Bella Monaca.
Indagando differenti mezzi di comunicazione, si muove dalla pittura al web design, sviluppa un’aggiornatissima pratica estetica dove reale e virtuale trovano una gioiosa sintesi che conduce a una nuova modalità di fare cultura. La sua arte si apre a diverse tipologie di narrazione, si fa ricerca di comunicazione, rompe valori consolidati divenendo sensibile e sensoriale, superando, fondendoli, i limiti mediali.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Non saprei definire un momento chiave. Sicuramente, da quando ho iniziato l’accademia a oggi sono cambiate tante cose, pur essendo un tempo brevissimo. Ho avuto modo di incontrare persone che mi hanno cambiata e spero questa possa essere una costante. Mi piace mettere in discussione il mio lavoro e trovare nuove chiavi di confronto; questo è anche uno dei motivi per cui apprezzo molto il dialogo e le modalità lavorative che si sono create condividendo lo studio a Spazio In Situ.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

Aspetti che ritengo fondamentali nel mio lavoro sono la narratività e il processo, che solitamente si conclude con una pittura o un’installazione. Vedo ogni lavoro come la tappa finale di una storia che non necessariamente la racconta ma ne è il prodotto.
Mi piace pensare alla pittura come a un atto della memoria che tenta di far riemergere ciò che è stato o che sarebbe potuto essere; è per questo che l’immaginario che utilizzo deriva spesso da piattaforme sociali, videogiochi di simulazione, internet (front-end e back-end). Quello che tento di fare tramite questi media è trarre dalla finzione delle esperienze più verosimili possibili, per renderle assurdamente reali.
Spesso, indirettamente, mi trovo a parlare di quale possa ancora essere il ruolo dell’artista all’interno di un sistema sociale che produce cultura visiva senza freni; mi prendo gioco di me come della realtà che viviamo tutti i giorni.

Tra le idee a cui sto attualmente lavorando c’è ISIT.magazine, un progetto editoriale online/offline che curo insieme ad Andrea Frosolini; in autunno uscirà il primo numero e siamo super emozionati per questo.



Federica Di Pietrantonio
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Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Roma è la città in cui sono cresciuta e in cui attualmente vivo e lavoro. Non l’ho mai ritenuta la città in cui mi sarei vista in un futuro; la spinta a cambiare c’è a momenti alterni ma allo stesso tempo non ho ancora pensato concretamente di lasciare la capitale, chissà quando verrà il momento.

Ho soggiornato, recentemente, per un periodo, in Belgio. Questa nazione è stata una grande fonte di idee, energie e progetti.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Potrei definirlo come un animale leggendario.

“I Pokémon leggendari sono un gruppo di Pokémon incredibilmente rari, e solitamente molto potenti, spesso presenti in numerosi miti e leggende del mondo Pokémon.
Si differenziano dai Pokémon misteriosi, che solitamente sono ottenibili in via esclusiva attraverso eventi.
Oltre alle alte statistiche condivise dalla maggior parte dei Pokémon leggendari, molti di loro sono disponibili solo una volta nel gioco in cui si trovano, e una volta persa l’occasione per ottenerli, l’unica maniera legale per entrarne in possesso è scambiarli con un altro gioco. Alcuni tuttavia possono essere fatti riapparire se un tentativo di cattura fallisce, tramite un determinato evento”1.

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

Negli ultimi mesi, a livello di ricerca, sono molto interessata alla relazione di traduzione che può instaurarsi tra una superficie digitale e la superficie della tela. In particolare, tra i due media intesi come linguaggi: il linguaggio di scrittura web e il linguaggio pittorico. Indago come possa crearsi una situazione di continuità tra un racconto su schermo (per esempio, un game-play) e una narrazione su tela.

A cura di Marco Roberto Marelli


www.federicadipietrantonio.it

Instagram: federica.dipiet


Caption

Federica Di Pietrantonio, ritratto – Courtesy l’artista

X, 2019 – Oil and digital print on canvas, fimo, installation view at The Gallery Apart – Courtesy l’artista, ph Marco de Rosa

Vacation Spot in Gent, back to Rome, 2019- Installation view at Rufa Space, Pastificio Cerere, Rome – Courtesy l’artista, ph Eleonora Cerri Pecorella



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