Five Questions for Barbara Baroncini

Barbara Baroncini è nata a Bologna nel 1989. Felicemente legata al suo territorio di origine, ha sviluppato il suo percorso di studi in Pittura e Scultura entro le mura della città dove ancora oggi vive e lavora.
La sua ricerca estetica la mette in relazione con il mondo, si sviluppa al di là del mezzo utilizzato conducendo il suo fare verso una calma semplicità carica di senso. Gesti minimi, eleganti, lavori ricchi di significato per non essere mai banali ineriscono il suo fare nel pieno del nostro sentire contemporaneo generando un ricco legame con il recente passato di alcuni importanti artisti legati al territorio emiliano.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

L’arte mi accompagna da sempre e io l’ho sempre inseguita. Entrando nella Fondazione Collegio Venturoli di Bologna ho preso una maggiore consapevolezza della mia condizione di artista in modo sempre più deciso e definito. Il mio studio nel Collegio mi ha dato una nuova quotidianità che mi ha consentito di sperimentare e di fare ricerca. Rispetto agli inizi, questa consapevolezza mi ha fatto concentrare su ciò che mi piace e che sento.


Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

La relazione con l’altro e tra gli altri, il linguaggio dei sentimenti e i modi di esprimerli, le difficoltà nella comunicazione e la ricerca dell’identità.

Il mio lavoro nasce dalla necessità di aprire un dialogo critico con il pubblico, stringendo un legame reciproco. L’atto artistico mi permette di risolvere la tensione e il desiderio verso l’altro e di compensare ciò che sento mancare e che mi spinge a perseguire la pratica artistica.

Sto lavorando a Lovesong, ultima installazione audio video che tratta delle relazioni tra coppie di innamorati. Recentemente è stata esposta nella mia mostra personale curata da Artierranti a Bologna; sarà il progetto che continuerà nel corso dell’anno con l’idea di ampliare i contenuti e articolare la formalizzazione del lavoro.

Parallelamente, tengo sempre aperta una riflessione sull’ambiente e sul paesaggio, per entrare in stretto contatto con la forza vitale della natura. Ricollegandomi a esperienze precedenti, inizierò anche nuovi lavori sull’idea di verde dal punto di vista della percezione e della simbologia del colore ma anche come natura in senso lato. Saranno il corpo di un nuovo progetto e una nuova mostra personale.



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Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Bologna è la città dove sono nata, dove vivo e da dove non mi sono mai allontanata. Ripercorrendo la mia storia, ho capito che Bologna mi ha scelta e io le ho risposto rimanendoci. Qui si ha sempre la sensazione di avere la pancia piena e le spalle coperte. Questa condizione mi avvolge e mi protegge, talvolta mi rallenta e molto spesso mi scrollo di dosso le pesantezze della città allontanandomi per alcuni periodi. Spesso mi chiedo se un domani, quando certe cose finiranno, Bologna sarà la mia scelta.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Il sistema dell’arte contemporanea va compreso e ogni artista deve guadagnarsi una posizione al suo interno senza tradire la propria identità. Si devono capire e gestire le regole che lo governano. Allo stesso tempo vanno tenute d’occhio le tendenze estemporanee che lo alimentano, interrogandosi sui motivi della loro nascita e del loro tramonto. E poi ci sono i compromessi: farli ma essere pronti a “saltarci fuori”. Fino ai trentacinque, per lo meno.

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

Se devo scegliere tra Let it be o Yesterday mi sento Let it be. E tu?

a cura di Marco Roberto Marelli


www.barbarabaroncini.com

Instagram: barbarabaroncini


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Barbara Baroncini – Ph Cristina Principale

Barbara Baroncini, How to Get To – Ex Refettorio delle Monache dell’Istituto Storico Parri, 2019 – Ph Vera Roveda

Barbara Baroncini, How to Get To – Ex Refettorio delle Monache dell’Istituto Storico Parri, 2019 – Ph Vera Roveda



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